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Diagnosi più efficaci e in tempi rapidi per affrontare le malattie reumatiche
di Redazione

La società italiana di reumatologia ha lanciato in questi giorni la campagna nazionale itinerante denominata #ReumaDays



in collaborazione con ITALPRESS
 
ROMA - Subdole e silenziose, danneggiano a poco a poco le cartilagini e i tessuti circostanti e all’inizio non danno segni evidenti. Solo in un secondo momento si manifestano con forti dolori a cui seguono le prime difficoltà di movimento. Sono le malattie reumatiche e in Italia oltre 800 mila persone sono a rischio di invalidità a causa delle forme più gravi di patologie come artrite reumatoide, artriti sieronegative, spondilite o artrite psoriasica. Questo è dovuto anche alle troppe diagnosi che arrivano in ritardo e che quindi rendono le cure per il paziente meno efficaci. Nel caso delle spondiliti anchilosanti, dall’inizio dei sintomi alla diagnosi passano in media 7 anni. Per individuare la fibromialgia in media ci vogliono 5 anni e nei tre quarti dei casi inizialmente viene scambiata per un semplice mal di schiena.
 
Per aumentare il livello di conoscenza e consapevolezza su questi gravi disturbi all’apparato locomotore la Società italiana di reumatologia (Sir) ha lanciato la sua prima campagna nazionale itinerante, #ReumaDays. La Sir incontra dunque i cittadini e toccherà undici città della Penisola con info point nelle piazze in cui viene distribuito materiale informativo e dove i medici della Sir spiegano le principali malattie reumatiche e le più importanti terapie per contrastarle.
 
“Le malattie reumatiche – ha spiegato Mauro Galeazzi, presidente nazionale della Sir - colpiscono oltre 5 milioni di italiani e interessano una persona su tre dopo i 65 anni. Nonostante la loro grande diffusione, sono ancora sottovalutate e molti cittadini sono convinti che siano solo dei semplici dolori provocati dall’invecchiamento o dal clima. In realtà, si tratta di patologie che, oltre a minare seriamente la qualità della vita, possono essere potenzialmente mortali. Le connettiviti, per esempio, se non curate possono compromettere la funzione di organi e apparati vitali come cuore e cervello. Con #ReumaDays vogliamo favorire a 360° gradi la corretta informazione e insegnare quali sono i principali campanelli d’allarme da non sottovalutare”.
 
“Quelle reumatiche – ha sottolineato Luigi Di Matteo, vice presidente Sir - sono le patologie che comportano i maggiori costi sociali all’Inps dopo il cancro e le malattie cardiovascolari. Una delle patologie più gravi è senza dubbio l’artrite reumatoide che, se non curata, determina il 30% di invalidità entro cinque anni. Riesce a impattare in maniera significativa sulla vita sociale e lavorativa di una persona obbligando a cambiare radicalmente le proprie abitudini. È quindi fondamentale riuscire a mettere in guardia tutti i cittadini sui rischi che possono correre”.
 
Negli info point allestiti nelle varie città italiane i cittadini potranno ascoltare anche i consigli degli specialisti sulla prevenzione primaria delle malattie. “Gli stili di vita – ha spiegato Galeazzi - sono fondamentali anche in ambito reumatologico. È accertato da numerosi studi scientifici che il fumo è coinvolto nell’insorgenza dell’artrite reumatoide, del lupus e di altre malattie autoimmuni sistemiche. L’obesità è invece una condizione tipica di chi soffre di artrite psoriasica e aumenta il rischio di artrosi all’articolazioni”.
“Nel nostro Paese – ha concluso - alcuni comportamenti scorretti sono ancora troppo diffusi e, infatti, oltre 11 milioni di italiani sono tabagisti mentre il 45% degli adulti è in sovrappeso. Durante la campagna insegneremo anche le principali regole della salute che possono salvaguardare l’apparato muscolo-scheletrico e più in generale il nostro benessere”.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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