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Quotidiano di Sicilia

Sprechi 118: Consulta bastona la Regione
di Pierangelo Bonanno

Respinto il ricorso presentato dalla Presidenza alla Corte costituzionale contro la richiesta dei magistrati contabili. La Procura regionale della Corte dei Conti aveva chiesto all’Ars documentazione del parere

Tags: 118, Sanità, Corte Dei Conti, Corte Costituzionale, Alessandro Ridolfi



ROMA - La Corte costituzionale, con una recentissima sentenza, ha sancito il diritto per la magistratura contabile di esercitare la propria attività  giurisdizionale nei confronti dei deputati regionali siciliani, nell’ambito delle loro attività di carattere amministrativo.
Il  giudizio davanti la Corte Costituzionale sorgeva dal ricorso presentato dalla Regione Siciliana, per un presunto conflitto di attribuzione, nei confronti della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Sicilia.
I fatti risalgono al 2005 quando il governo regionale siciliano avrebbe dovuto deliberare sulla possibile proroga dei  contratti dei soccorritori del servizio del 118.

In particolare,  la decisione dell’esecutivo regionale prevedeva il parere preventivo della Commissione sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana, la quale inserì nella  sua relazione una disposizione volta ad allargare il numero delle ambulanze e di conseguenza il numero del personale a disposizione del 118.
Pertanto, la Procura della Corte dei conti richiedeva all’Ars tutti gli elementi utili a comprendere la vicenda, come gli emendamenti presentati,  i nominativi dei deputati favorevoli e di quelli contrari; ma a tale richiesta l’Assemblea regionale siciliana rispondeva limitandosi ad inviare copia del bollettino della seduta.

Di conseguenza la Procura,  non ritenendo congrua la documentazione trasmessa,  chiedeva, nuovamente, copia del verbale della seduta della Commissione sanità, ponendo un termine per l’evasione della stessa, evidenziando come la richiesta di trasmissione dei relativi atti si basasse sulla necessità di procedere all’accertamento di “una ipotesi di danno erariale ben specificata”, al fine di “assicurare l’effettività dell’esercizio della giurisdizione in materia contabile”.

A seguito di questa nuova richiesta la Regione siciliana sollevava la questione del conflitto d’attribuzione incentrando la propria posizione davanti ala Corte sulle previsioni statutarie regionali, dove all’art. 6 si sancisce che “i deputati non sono sindacabili per i voti dati nell’Assemblea regionale e per le opinioni espresse nell’esercizio della loro funzione”.

Nel rigettare le posizioni della difesa della Regione siciliana, rappresentata dall’avv. Giovanni Pitruzzella, la Corte Costituzionale asserisce che l’attività svolta dalla Commissione non può essere ricondotta a “funzioni direttamente strumentali all’esercizio della funzione legislativa” e neppure alla “funzione di controllo e direzione politica”, rientrante nell’alveo della insindacabilità.
In realtà, essa si è caratterizzata in una partecipazione fattiva alla formazione di un provvedimento dell’esecutivo regionale: la Commissione, nella seduta del 19 ottobre 2005, non solo ha approvato il testo dell’”atto aggiuntivo alla Convenzione con la C.R.I. del 31 marzo del 2001 e successive proroghe”, ma vi ha apportato alcuni “emendamenti”, che sono poi stati integralmente recepiti nell’atto aggiuntivo deliberato dalla Giunta.

Tali emendamenti, ben lontani dall’esprimere un indirizzo politico, si sono ridotti alla previsione che si sarebbe dovuto ulteriormente incrementare il numero delle ambulanze in servizio, selezionando il personale tra i soggetti indicati dalla Commissione stessa.

La Corte continua sottolineando come il parere reso dalla Commissione avesse carattere “conforme”, cioè vincolante, impedendo così alla Giunta di discostarsene.
Tale attività di carattere amministrativo sfugge all’insindacabilità garantita dall’art. 6 dello statuto ai deputati regionali, e conseguentemente è soggetta alla giurisdizione contabile.
Spettava, conclude la Corte, alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia procedere alla propria attività istruttoria finalizzata a verificare la sussistenza di un danno erariale.
 


Ridolfi, attuale presidente Sise: “Troppi 3.500 dipendenti, tre volte quelli della Fiat di Termini”
 
Alessandro Ridolfi, presidente della Sise S.p.A.,  nell’ultima audizione in commissione Sanità all’Ars, il 25 novembre scorso, ha sottolineato che la Sise s.p.a. si trova ormai sull’orlo della liquidazione.
Il contratto di servizio, con il quale ha operato, è stato sempre subìto in quanto sempre determinato dall’assessorato che stabiliva ad esempio  la  quantità delle postazioni, il numero degli addetti e la dotazione dei  mezzi. “La società che rappresento – ha detto Ridolfi - non può proseguire la propria attività nell’ambito di contratti prorogati trimestralmente. La proroga periodica per così poco tempo risulta antieconomica in quanto genera molto contenzioso. I dipendenti della Sise S.p.A (circa 3.500) costruiscono un bacino lavorativo che ha una dimensione tripla rispetto a quella della FIAT di Termini Imprese”. Le economie che sono state comunque ottenute  dal nuovo management, ha evidenziato Ridolfi, pari a circa 3 milioni di euro, non sono sufficienti rispetto all’attuale momento di crisi. Sono state riscontrate attività pressoché nulle addirittura in talune postazioni che hanno registrato in media un solo intervento in un  mese  di  attività. “Vi è quindi un problema - ha detto il presidente Ridolfi - di valutazione politica sul costo di prestazioni che non appaiono  necessarie. “Probabilmente - ancora Ridolfi - circa 130 dipendenti del settore amministrativo appaiono sovradimensionati rispetto alla effettiva esigenza, mentre invece non si può fare a meno di autisti  e  soccorritori”. (lr)
 


Seus, niente straordinari pagati con il nuovo contratto a 36 h
 
PALERMO – Non c’è stato ancora un comunicato stampa, ma il servizio 118 in Sicilia per i primi tre mesi del 2010 sarà ancora gestito dalla Sise spa in virtù di una proroga della convenzione, concessa dall’assessorato regionale alla Sanità. Sul sito internet dell’assessorato fino a ieri mattina, l’ultimo comunicato presente era quello del 29 dicembre 2009 “Sanita’: 118, transizione garantita. revisori dei conti, presto le nomine”. In questo comunicato è scrittto: “Il servizio di emergenza urgenza su tutto il territorio regionale sarà interamente garantito anche dal primo gennaio 2010 e cioè dopo la scadenza dell’attuale convenzione con la Sise. L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha infatti incaricato il presidente della Seus (Sicilia emergenza urgenza sanitaria), Michele Bonfiglio, “di prendere le iniziative necessarie affinché continui ad essere espletato nella sua interezza ed integralità il servizio di trasporto per l’emergenza urgenza” e di concordare con la Sise modalità e costi nel rispetto dei criteri di economicità, efficacia ed efficienza”.

Della proroga della convenzione non c’è traccia nemmeno nel sito della stessa Sise, dove nella home page campeggiano gli auguri di “Buon Natale” del presidente Alessandro Ridolfi a tutti i dipendenti, e in riferimento al futuro è scritto: “Raccolgo incertezza tra Voi e questo è sbagliato. La Regione Siciliana ha deciso di non avvalersi più dei servizi di Sise spa e questa e’ una decisione legittima, che non sta a me commentare. Nascerà una nuova Società regionale che sarà grande proprio grazie alla Vostra esperienza e professionalità, visto che non e’ mai stato in discussione il mantenimento degli attuali livelli occupazionali”.

Nella home page anche il “Grazie di cuore!” del 31/12/2009 del direttore generale Marco Romano che scrive: “Con l’odierna formalizzazione dell’ Accordo Transitorio tra Sise e Seus termina il mio incarico di direttore generale della Sise in scadenza naturale oggi 31-12-2009. Ringrazio gli autisti-soccorritori, il personale amministrativo ed i componenti degli organi di governo dell’azienda per la fiducia e la collaborazione ricevuta. A partire dal 2010 sarò impegnato ad accoglierVi in Seus ricoprendo il ruolo di direttore generale della newco”.

Già il 25 novembre scorso, in occasione dell’audizione in commissione Sanità all’Ars, presenti l’assessore Massimo Russo e, tra gli altri, Alessandro Ridolfi, presidente della Sise S.p.A. e Marco Romano direttore generale della Sise, si è manifestata l’incertezza di poter effettuare la transizione alla nuova organizzazione già entro il 31 dicembre e si era già parlato di una proroga ulteriore della doppia convenzione Regione-Croce Rossa, Croce Rossa-Sise spa.

Fino ad oggi, infatti, la Sise è stata un mero prestatore di servizio per un contratto stipulato tra la Cri e  la  Regione. Risulta che la Sise vanta  circa 60 milioni di euro di  crediti   nei confronti della Cri, ovvero le   fatture che la Sise ha presentato alla Cri per straordinari e poi girate dalla Cri alla Regione, che però non le ha mai pagate. La proposta dell’assessore è fare transitare i lavoratori Sise alla Seus firmando un contratto di 36 ore settimanali, anzicchè 30, impegnandosi però ogni singolo lavoratore a rinunciare al pagamento degli straordinari.

Lucia Russo

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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