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Di Mauro e Cancelleri vicepresidenti Ars
di Raffaella Pessina

I due esponenti di Mpa e del M5s hanno ottenuto rispettivamente 37 e 27 voti. Composizione Ufficio Presidenza: lavori rinviati a domani

Tags: Roberto Di Mauro, Giancarlo Cancelleri, Gianfranco Miccichè, M5s



PALERMO - Roberto Di Mauro (Autonomisti e popolari), Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinquestelle sono i due nuovi vicepresidenti dell’Ars. Il primo ha ottenuto 37 preferenze, mentre Cancelleri 27. Gli altri deputati che hanno ottenuto preferenze sono Matteo Mangiacavallo (M5s), un voto; Antonello Cracolici (Pd), un voto; Giuseppe Lupo (Pd), un voto; si registra anche una scheda bianca.
 
La seduta è durata poco ieri pomeriggio e i lavori sono stati rinviati a domani pomeriggio per proseguire nella elezione dell’ufficio di presidenza di Palazzo dei Normanni. Mancano ancora i nomi dei tre questori e dei tre segretari. Tutte queste cariche porteranno dei soldi in più nelle tasche dei deputati eletti oltre alla indennità di base che tocca a tutti i 70. Ieri in apertura di seduta il neo Presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè ha chiesto un minuto di silenzio per l’improvvisa morte dell’ex ministro Altero Matteoli, che ha perso la vita in un incidente stradale. Miccichè ha poi chiamato a prestare giuramento il deputato Giuseppe Gennuso che non aveva preso parte alle due sedute d’Aula precedenti per un grave lutto familiare.
 
Dopo l’insediamento della commissione degli scrutatori composta da Giovanni Di Mauro (Mpa), Baldo Gucciardi (Pd)e Valentina Zafarana del Movimento Cinquestelle, come previsto dall’articolo 4 del regolamento si è proceduto alla votazione per scrutinio segreto. Lo spoglio delle schede è avvenuto con grande difficoltà perché Zafarana ha rilevato segni distintivi su alcune schede e ha chiesto al Presidente di scriverlo nel verbale e ha anche chiesto la sostituzione di Di Mauro da scrutatore, peraltro uno dei favoriti per l’elezione, poiché poteva leggere sulle schede i presunti segni distintivi.

Micciché si è mostrato inflessibile e non ha voluto fermare lo spoglio. Di fatto la tensione in Aula si tagliava con il coltello, a dimostrazione che l’opposizione, peraltro numerosa, darà del filo da torcere ai 36 della maggioranza. Fino dalla metà della votazione era chiaro che i nomi degli eletti sarebbero stati Roberto di Mauro, della maggioranza, e Giancarlo Cancelleri del Movimento Cinquestelle, che si era candidato per la presidenza della Regione. Grande escluso il Pd, che ora deve trovare al suo interno gli equilibri per la 17ma legislatura. Una nota a parte merita Antonello Cracolici, alla sua quinta legislatura e che ancora non risulta iscritto al suo gruppo di provenienza, il Pd, anche se vi è tempo fino a domani.
 
Che si stia profilando una legislatura difficile, lo ha già dimostrato la elezione del presidente dell’Ars. Il senatore Giuseppe Lumia del Pd ha lanciato l’allarme: "Quello che è successo dentro il Pd per l’elezione del presidente dell’Ars è gravissimo. Le distanze vanno prese in coro e da tutti, in Sicilia e a Roma”.
Lo dice a proposito dei 4 deputati regionali democratici che non hanno votato per il candidato di partito. “È l’epilogo disastroso di scelte strampalate – ha aggiunto - e prive di qualunque idea politica che distrugge il Pd e il Centrosinistra in Sicilia, ma con danni anche a livello nazionale”. Anche i Giovani democratici del Pd ha criticato il metodo: "Proviamo vergogna per il comportamento di alcuni dei nostri parlamentari rispetto al voto per l’assegnazione della presidenza dell’Assemblea regionale siciliana”. “Siamo stati spettatori prosegue la nota firmata dai 21 dirigenti - vivendola con forte imbarazzo, dell’evoluzione post-voto in Sicilia. Pensavamo che la tornata elettorale avesse fornito l’occasione di una profonda riflessione sui limiti evidenziati nei cinque anni al governo - prosegue la nota - A un mese e mezzo di distanza non ci sono stati momenti seri di riflessione né valutazioni politiche che facessero autocritica sull’esito del voto”.
 
Nel centrodestra ci si prepara invece per le elezioni nazionali, forti del successo avuto in Sicilia. Giusy Savarino, parlamentare di Diventerà Bellissima all’Ars e portavoce del movimento di Nello Musumeci, ha detto che l’obiettivo è quello di dialogare con tutti. “Abbiamo due priorità - ha aggiunto Savarino - sceglieremo di fare un percorso con chi ci darà più spazio e con chi sarà disponibile a mettere nella sua agenda la rinascita della Sicilia: siamo il movimento del presidente della Regione e il nostro principale interesse è sollevare le sorti della Sicilia e rendere più forte l’ azione di Nello Musumeci”. A breve Savarino lascerà il suo incarico di portavoce, così come Alessandro Aricò e Ruggero Razza, rispettivamente parlamentare regionale e assessore alla Salute, per incompatibilità tra le cariche organizzative con quelle istituzionali.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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