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Quotidiano di Sicilia

Sviluppo, il nulla degli incapaci
di Valeria Arena

Bankitalia: sofferenze bancarie (+1,4%), depositi (+0,6%), addizionale regionale Irpef +52,6% in 10 anni. Sprechi, inefficienze e malapolitica sono stati la rovina della Sicilia

Tags: Sviluppo, Economia, Bankitalia



PALERMO - Il 2017 volge al termine e anche per la Sicilia è tempo di bilanci.
Nonostante qualche segnale positivo di ripresa, evidenziato dalla Banca d’Italia nell’ultimo rapporto dedicato all’economia siciliana, l’Isola continua ad arrancare in numerosi settori. I primi sei mesi dell’anno hanno registrato nella nostra regione un aumento dei depositi bancari dello 0,6%.
 
Questo incremento tradisce il senso di profonda incertezza che attanaglia i siciliani i quali hanno ancora paura di investire i propri risparmi e preferiscono comportarsi da formiche, piuttosto che spendere. Il documento di Bankitalia evidenzia inoltre un lieve incremento dei prestiti bancari dello 0,8% (in leggera flessione per le piccole e medio-grandi imprese e in crescita per le famiglie consumatrici) e un aumento della sofferenza bancaria, passata dagli 11 miliardi dei primi sei mesi del 2016 agli 11,2 miliardi della prima metà del 2017. Buone notizie, invece, solo dal settore delle esportazioni, che ha fatto registrare un +30,3% sia per la componente petrolifera che per il resto dei comparti.
 
Sul fronte turismo, la Sicilia, purtroppo, si rivela ancora terra di passaggio. Secondo i dati dell’Osservatorio del turismo, in attesa di conferma da parte dell’Istat, nel 2016 nell’Isola si sono registrati 13,3 milioni di pernottamenti, in netta diminuzione rispetto al 2015, anno in cui la nostra regione si è piazzata al 38esimo posto in Europa con 14,5 milioni, e comunque ancora lontana anni luce dalla top ten.
 
Altro vulnus siciliano, la presenza, secondo i numeri forniti dalla Protezione civile, di 400 siti a rischio idrogeologico. Sul fronte pressione fiscale, un’indagine Condfprofessioni su dati Mef rivela che in Sicilia l’addizionale regionale Irpef è cresciuta in dieci anni (2006-2016) del 52,6%.
 
Anno nero anche per l’edilizia, il 2016. Ance Sicilia, analizzando i pubblici incanti dello scoro anno aggiudicati entro il 31 ottobre 2017, ha evidenziato che su appena 96 nuove infrastrutture proposte al mercato per un valore di 142,4 miliardi (il trend più basso dal 1999), ne sono state aggiudicate appena 45 (46,88%) per un importo di 55,7 milioni, cifra su cui si sta giocando la sopravvivenza dell’intero comparto regionale: 51 bande di gare bandite del 2016, quindi, sono scomparse nulla.
 
Anche sul fronte pubblica amministrazione siamo messi molto male: troppi sprechi ed inefficienze. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, i dipendenti della Regione siciliana guadagnano in media 38.817 euro l’anno, ben 9 mila euro in più rispetto ai colleghi ministeriali (29. 057 euro) e 3 mila euro in più rispetto ai loro omologhi delle regioni a statuto speciale (35.345 euro).
 
Infine, notizia di pochi giorni fa, la nostra regione è penultima in Italia per numero di ospedalizzazioni di pazienti over 65: 280 ogni mille abitanti contro i 400 di Bolzano. Secondo il rapporto Oasi 2017, che ha fornito i dati, “queste situazioni vengono ricollegate a bisogni sanitari e assistenziali non necessariamente caratterizzati da acuzia o emergenza, ma piuttosto da condizioni di cronicità o non autosufficienza”.
 
Alla politica, dunque, tocca adesso rimboccarsi le maniche e dare risposte concrete ai siciliani.
 

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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