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Quotidiano di Sicilia

Imprese con il "pollice verde", Lombardia al top, Sicilia in fondo
di Rosario Battiato

Annuario regionale Arpa: nell’Isola appena 15 organizzazioni registrate con il certificato europeo Emas. Le buone prassi ambientali favorite a livello fiscale e nell’assegnazione degli incentivi

Tags: Green Economy, Sicilia, Arpa



PALERMO – Il futuro dell’ambiente passa anche dalla volontà delle imprese di attuare uno sviluppo rigoroso e sostenibile, cioè in linea con il rispetto delle risorse primarie ed energetiche, e in grado di gestire in maniera adeguata le scorie di lavorazione, permettendo, al contempo, riciclo e riutilizzo. È un modo di procedere che si riassume nel cosiddetto “sviluppo realmente sostenibile” e che si può misurare con la presenza delle certificazioni europee, Emas ed Ecolabel, che garantiscono il rispetto di determinati parametri. Il quadro più recente è stato realizzato dall’Arpa all’interno dell’annuario regionale dei dati ambientali che è stato rilasciato nei giorni scorsi.
 
La registrazione Emas fissa l’impegno dell’organizzazione, sia privata che pubblica, “al miglioramento continuo – si legge sul report – delle proprie prestazioni ambientali e alla trasparenza dei propri comportamenti nei confronti delle parti interessate”. L’ultimo dato aggiornato, relativo al 2016, riporta la presenza di 15 organizzazioni registrate Emas nell’Isola, dato che vale il quattordicesimo posto tra le regioni, anche se il dato “non è completo perché mancano le Organizzazioni che non hanno sede legale in Sicilia ma che hanno, sull’isola, siti produttivi”. Dominano la classifica la Lombardia, con 192 registrazioni, e poi l’Emilia Romagna, con 153, e quindi la Toscana, con 136.

L’Ecolabel è un marchio europeo di qualità ecologica che “premia i prodotti ed i servizi che hanno un ridotto impatto ambientale nell’intero ciclo di vita, pur mantenendo elevati standard prestazionali”. In questo senso la presenza del marchio permette di operare lungo due differenti strade: comportamento dei consumatori, che in questo modo sono consapevoli di operare scelte di consumo ambientalmente sostenibili, e incentivazioni dei produttori/erogatori di servizi a migliorare le performance ambientali delle proprie attività attraverso un riconoscimento ufficiale dell’eccellenza dei prodotti/servizi offerti.
 
In Italia la procedura di assegnazione del marchio è gestita dal “Comitato Interministeriale per l’Ecolabel e l’Ecoaudit”, Sezione Ecolabel, che si avvale, per la fase istruttoria, del supporto tecnico dell’Ispra, che opera in collaborazione con le Arpa. Attualmente ci sono 21 gruppi di prodotti a cui si può applicare il marchio (dalle calzature agli aspirapolvere passando per carta, computer, detergenti, detersivi ed elettrodomestici) e l’Italia è al primo posto in Europa per numero di prodotti e servizi certificati e seconda per le licenze. Contestualmente a questa tendenza, cresce la richiesta relativa all’introduzione di incentivi e facilitazioni fiscali per le imprese che quotidianamente operano secondo i dettami del marchio e in questo senso la 221/2015 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” e il Nuovo Codice Appalti (D.Lgs 50/2016) favoriscono le “buone prassi” che già da tempo sono parte integrante dei processi delle imprese certificate.
 
In Sicilia, l’assenza di un tessuto produttivo di un certo spessore ha visto la presenza del marchio Ecolabel per i Servizi di ricettività turistica. Le strutture turistico-ricettive certificate in Sicilia alla fine del 2015 erano 21, mentre alla fine del 2016 il sito dell’Ispra ha registrato 29 strutture, con un balzo in avanti di ben 8 nuove aziende certificate. La provincia con le maggiori certificazioni è Palermo (13), seguita da Messina (7) e Trapani (4).

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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