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Ars, boom portaborse a fine XVI legislatura
di Raffaella Pessina

Relazione sullo stato dell’amministrazione: 263 collaboratori, 185 nel 2015. 2017 anno record per richieste di rimborso spese e trasferte

Tags: Ars, Portaborse, Rosario Crocetta



PALERMO - Boom di portaborse e collaboratori per i deputati dell’Assemblea siciliana nell’ultimo anno della scorsa legislatura. Nonostante l’attività del Parlamento si sia fermata prima dell’estate per via della campagna elettorale per le elezioni regionali del 5 novembre, sono stati ben 263 i collaboratori arruolati nel 2017, il 30% in più rispetto ai due anni precedenti quando il numero si era attestato intorno a 185 persone assunte con contratti di collaborazione stipulati dagli onorevoli e gestiti dall’amministrazione di Palermo dei Normanni.
 
Il dato emerge incrociando i numeri dell’ultima relazione sullo stato dell’amministrazione dell’Ars nel 2017 con quelli delle relazioni degli anni precedenti. Il 2017 è stato anche l’anno record per le richieste di rimborso spese e trasferte dei deputati: 163; furono 118 nel 2016, 159 nel 2015 e 122 nel 2014. In calo le richieste di rimborsi per le missioni, 15 nell’anno della campagna elettorale, a fronte delle 45 del 2016, delle 59 del 2015, delle 37 del 2014, delle 69 del 2013. Nel 2012 il record, 89.
 
Le storture che si sono verificate negli ultimi mesi della XVI legislatura all’Assemblea regionale di Palazzo dei Normanni non si limitano al boom di portaborse e di richieste di rimborsi.
 
Un’altra “piaga” è stata sicuramente quella dei cambi di casacca, poiché il passaggio da 90 a 70 deputati ha spinto molti deputati uscenti a piazzarsi nella compagine “migliore” che potesse garantire un risultato alla tornata elettorale del 5 novembre, soprattutto per una coincidenza di intenti e di principi.
 
A dire il vero gli spostamenti hanno cominciato a verificarsi fin dall’inizio della XVI legislatura, primo fra tutti si ricorda quello di Antonio Venturino, eletto nel Movimento Cinquestelle e dissociatosi praticamente subito.
 
Altra “nota dolens” i due nuovi vitalizi diretti e gli otto vitalizi di reversibilità, grazie alla previgente regolamentazione, e tre nuove pensioni dirette istruite ed erogate secondo il sistema pro-rata ai sensi del vigente Regolamento delle pensioni. Queste si vanno ad aggiungere ai 282 assegni vitalizi diretti e di reversibilità gestiti dall’Ufficio e 23 pensioni dirette e di reversibilità pro-rata. In più sono state evase sette richieste di completamento della legislatura gestite con versamento mensile dei contributi. Nella relazione si precisa come i casi di completamento siano in via di esaurimento, “in quanto il Regolamento delle Pensioni dei Deputati in vigore dal 1° gennaio 2012 non prevede la possibilità di riscatto e completamento di periodi parziali di legislatura”.

Nella relazione viene anche esaminata l’attività dei vari settori comprese quelle delle commissioni legislative. Ne è emerso che in commissione Affari Istituzionali sono stati presentati nell’arco di un anno 20 ddl di cui solo tre sono arrivati a compimento. Meglio è andata in commissione Bilancio: ne sono stati presentati 18 di cui 11 divenuti legge. Scarsa l’attività in commissione Attività produttive: cinque ddl di cui due approvati dall’Aula. In commissione Territorio e ambiente sono stati 14 i disegni di legge assegnati alla commissione ma solo uno ha passato il vaglio dell’Aula. In commissione Lavoro otto i ddl ma uno solo divenuto legge. Dalla commissione Sanità sono passati 18 ddl ma uno solo è diventato legge.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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