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Spid, Foia e Scia: la Pa a portata di click
di Serena Giovanna Grasso

Dal ministero della Funzione pubblica campagna di informazione sui nuovi servizi per il cittadino

Tags: Spid, Foia, Scia, Pubblica Amministrazione



PALERMO – “Semplificare la burocrazia? Ora può farlo chiunque, anche Peppe!” è il claim della campagna istituzionale dedicata alla riforma della Pa, istituita dal ministero della Funzione pubblica in collaborazione con il dipartimento per l’informazione e l’editoria mediante il sito www.semplicecomepeppe.it.
Il protagonista rappresenta il cittadino che si interfaccia con la Pa nel suo quotidiano, utilizzando gli strumenti che la riforma della pubblica amministrazione ha messo a sua disposizione per permettergli di semplificarsi la vita.
L’obiettivo della campagna è quello di informare i cittadini sullo sforzo di trasformazione in atto nella Pa, che già sta cambiando e i cui effetti sono già visibili.
 
Questo cambiamento porta con sé un messaggio culturale e una nuova visione del rapporto tra istituzioni e cittadini: una Pa che diventa più trasparente, più semplice e più innovativa, al servizio dei bisogni della collettività, con il cittadino al centro. Ogni spot racconta un nuovo diritto che il cittadino ha acquisito con la riforma: Il diritto di accedere ai servizi digitalmente con Spid, il diritto di conoscere tutti i dati e documenti della Pa con il Foia e il diritto di semplificare le attività economiche ed edilizie con la nuova modulistica modificata.
 
1. Con lo Spid credenziali uniche per dialogare con enti pubblici
Risparmiare tempo prezioso per il pagamento del bollo auto, per l’iscrizione dei figli a scuola e per la presentazione del modello 730? Da oggi è possibile, grazie ad uno strumento alla portata di tutti i cittadini, anche di Peppe.
 
Che cosa.
Si chiama Spid (Sistema pubblico di identità digitale) ed è pratico e semplice da usare: con un solo nome utente e password è possibile accedere a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni sia da computer che da tablet e smartphone. Inoltre, con questo strumento la Pubblica amministrazione abbandona i servizi di autenticazione gestiti localmente, risparmiando tempo e denaro. Con Spid è possibile accedere e richiedere qualsiasi servizio attraverso un’unica identità digitale, autenticandosi da pc o smartphone.
Come si ottiene.
L’identità digitale viene rilasciata dai gestori su richiesta del cittadino o impresa interessati, dietro presentazione di richiesta di adesione contenente tutte le informazioni necessarie all’identificazione. Alla richiesta segue la fase di identificazione necessaria all’accertamento dell’autenticità delle informazioni fornite. Il servizio è gratuito per i primi due anni di utilizzo, mentre per i tempi successivi il Governo prevede di mantenerlo gratis per i cittadini e a pagamento per le aziende.
Sicurezza e privacy.
Spid prevede tre livelli di sicurezza, definiti dalle singole amministrazioni pubbliche, per un servizio ancora più sicuro. Inoltre, al contrario di altri sistemi diffusi di login, con Spid ogni servizio collegato riceve sempre e solo le informazioni minime necessarie per la fornitura del servizio, senza condividere con altri le informazioni sull’utilizzo. Così, la privacy dei cittadini è garantita. In più, Spid può essere utilizzato in tutti i paesi membri dell’Unione Europea.
Ma ancora non è operativo per tutte le Pa.
Per garantire la massima funzionalità, si dovrebbe verificare la totale adesione delle pubbliche amministrazioni, consentendo così la prenotazione di ogni servizio. Allo stato attuale però sono 4.371 i servizi abilitati Spid, di cui appena 178 in Sicilia.
 
2. Con Foia tutti possono accedere agli atti della Pa
“Quando finiranno i lavori stradali? La scuola di mia figlia è a norma? Quanti esercizi commerciali ci sono nel quartiere?”. Questi sono solo alcuni degli interrogativi che si pone Peppe e a cui oggi potrà dare risposta grazie al Foia (Freedom of information act). Grazie alla nuova legge sul diritto di conoscere, tutti possono accedere alle informazioni delle pubbliche amministrazioni, per una Pa maggiormente trasparente. Questo è il messaggio di impatto lanciato dal video-spot pubblicato sul sito www.semplicecomepeppe.it, relativamente all’accesso civico generalizzato.
Che cosa.
Il “diritto di conoscere” è il diritto di tutti i cittadini di accedere ai dati e ai documenti che le pubbliche amministrazioni possiedono. I cittadini possono accedere a tutti i documenti, solo con alcune limitazioni o esclusioni a tutela di interessi pubblici (come ordine e sicurezza pubblica) o privati (come la privacy o la segretezza della corrispondenza).
Come fare.
Presentare la richiesta è abbastanza semplice: basta inviare una mail, o dall’indirizzo di Posta elettronica certificata o dal tradizionale indirizzo di posta, all'ufficio che detiene i dati, le informazioni o i documenti che si vogliono richiedere o all’ufficio relazioni con il pubblico (Urp) della pubblica amministrazione o l'ufficio che l'amministrazione ha indicato come destinatario delle richieste di accesso generalizzato (possibile effettuare la verifica mediante la consultazione della sezione “Amministrazione trasparente”).
Nessun obbligo di motivazione.
La richiesta di accesso non deve essere motivata e non c’è obbligo di specificare la qualifica del richiedente. L’invio elettronico della documentazione richiesta avviene a costo zero. Se viene richiesto l’invio di una copia cartacea, sarà necessario rimborsare i costi sostenuti dall’amministrazione.
Risposte in 30 giorni.
Ogni richiesta di accesso civico deve ricevere risposta entro 30 giorni. Il rifiuto a fornire informazioni deve essere seguito da una motivazione che rientri tra le eccezioni previste dalla legge. Se non si condividono le motivazioni del rigetto o i 30 giorni sono passati senza ricevere risposta, è possibile richiedere il riesame interno al responsabile per la trasparenza della Pa o al difensore civico, oppure si può fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale competente per territorio.
 
3. Avviare l’attività commerciale? Con la nuova Scia è più facile
Compilare il modulo unico per la segnalazione certificata di inizio attività? Da oggi è più semplice e ci sono meno carte inutili. Imprenditori e cittadini possono avviare un’attività semplice e veloce. Tutto a portata di Peppe.
Che cosa.
Con i nuovi moduli unici nazionali, tutti i cittadini che vogliono aprire un’attività commerciale come un negozio, un e-commerce o avviare interventi edilizi come i lavori di ristrutturazione della propria casa, avranno tempi e regole certi e una riduzione dei costi e degli adempimenti, con una modulistica più semplice e valida su tutto il territorio nazionale. Anche il linguaggio utilizzato ora è a misura di cittadino, senza inutili burocratismi.
Come fare.
I moduli sono suddivisi in base alle esigenze del cittadino: dunque, si deve innanzitutto individuare quelli relativi alla propria attività o alla tipologia di intervento edilizio che si andrà ad effettuare, compilarli e inviarli all'amministrazione di riferimento. Se il Comune di appartenenza prevede la compilazione online basta seguire le indicazioni a schermo e fornire i dati che man mano vengono richiesti. Altrimenti è possibile utilizzare la posta elettronica certificata.
Meno “scartoffie”.
Oggi con la nuova Scia, i cittadini non sono più tenuti a fornire: certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede (come le certificazioni relative ai titoli di studio o professionali e la certificazione antimafia) e i dati e adempimenti che non sono previsti dalla legge (come il certificato di agibilità dei locali per l’avvio di un’attività commerciale o produttiva, o ancora relazioni tecniche dettagliate con la descrizione dei locali e delle attrezzature per aprire un pubblico esercizio), che vengono sostituite da una semplice dichiarazione di conformità.
Non sono altresì tenuti a fornire autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività. Ci pensa lo sportello unico per le attività produttive (Suap) ad acquisirle: è sufficiente presentare le altre segnalazioni e comunicazioni in allegato alla Scia unica.

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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