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Quotidiano di Sicilia

La siccità non è un problema basta utilizzare il mare
di Carlo Alberto Tregua

Come diventare autosufficienti

Tags: Siccità, Sicilia



Quando arriva l’estate cominciano i lamenti di amministratori e burocrati pubblici perché non vi sono sufficienti riserve d’acqua nei bacini (naturali e artificiali, formati con le dighe) per soddisfare le esigenze di imprese e cittadini.
Quest’anno, però, la lamentela è già cominciata in pieno inverno: invasi a secco, caccia ai pozzi privati, il dramma della piana, il lago sembra una pozzanghera, razionamenti nelle campagne, scrivono i giornali. Insomma, un allarme generalizzato che condanna senza mezzi termini chi ha avuto negli ultimi decenni la responsabilità di prevenire questa situazione, non prendendosela con la Natura, piuttosto che se stessi.
L’inettitudine dei governi regionali e quella dei burocrati ha impedito di utilizzare le risorse europee e statali (Fsc) per rinnovare radicalmente le reti di distribuzione che vanno dalle fonti ai rubinetti. Tali reti, secondo stime comuni, perdono la metà del prezioso liquido.
 
Una Regione mediamente efficiente avrebbe messo a bando i nuovi impianti di distribuzione, sostitutivi dei vecchi, e li avrebbe fatti realizzare in questi decenni, con ciò recuperando appunto metà dell’acqua che si perde.
L’impiantistica idraulica non ha niente a che fare con l’acqua stessa. Lo sciagurato referendum che ha confuso gli italiani con lo slogan “acqua gratis per tutti” è stato la causa primaria del disastro che incombe sulla Sicilia.
Che l’acqua debba essere utilizzata in modo gratuito da tutti non ci piove. Ma che per portarla dalle fonti ai rubinetti occorra un servizio che va retribuito è un fatto altrettanto pacifico. La verità era dunque distinguere l’acqua dal servizio: l’acqua resta gratis, il servizio va pagato.
Ma chi vuole che i cittadini restino in stato di disagio, anzi di bisogno, per poter scambiare il favore con l’obbligo di dare loro servizi gratuitamente, ha continuato a sobillare la testa di cittadini ignari, facendogli credere che l’acqua dovesse arrivare gratuitamente ai rubinetti. Questo è impossibile, è stato e sarà impossibile: il servizio, va pagato, non c’è ombra di dubbio.
 
A Lampedusa, non ci sono fonti di acqua, o sono irrilevanti. Come si approvvigiona quella popolazione di circa 5.800 abitanti? Mediante impianti di dissalazione del mare.
Dunque, a Lampedusa l’acqua non manca, non ha problemi di approvvigionamento perché il mare che la circonda è una fonte inesauribile e del tutto gratuita. Ma non si può bere né utilizzare per la coltivazione e le attività delle imprese. è a questo che servono gli impianti di dissalazione che hanno un costo che imprese e cittadini pagano senza batter ciglio.
Mutatis mutandis, anche la Sicilia è circondata dal mare. Anch’essa ha una fonte inesauribile di acqua, che basta trattare adeguatamente perché diventi potabile.
È solo una questione di costi anche in questo caso. Si tratta di comparare il costo per la costruzione di dighe e il loro mantenimento nonché quello di trasferimento dell’acqua fino alle campagne e alle città con quello che le città marine potrebbero sostenere con un loro impianto di dissalazione per diventare così totalmente autosufficienti.
 
Non si capisce perché bisogna sempre pensare che altri debbano risolvere i nostri problemi, come se noi fossimo cittadini di serie B, pur avendo le soluzioni a portata di mano.
Per l’acqua, abbiamo la materia prima in abbondanza (il mare), abbiamo le risorse finanziarie (fondi Ue, nazionali e cofinanziati dalla Regione). Cosa manca? Mancano le teste pensanti, mancano le competenze, mancano le professionalità di politici e burocrati regionali che non hanno la capacità di affrontare e risolvere i problemi.
In altri editoriali abbiamo fornito la soluzione per la questione della spazzatura, risolvibile con la costruzione degli Energimpianti ed ora per l’acqua ne forniamo una seconda: la costruzione degli impianti di dissalazione e il rinnovo delle reti idriche. Si sa dunque cosa fare, come farlo e i tempi necessari, avendo anche le risorse.
Per favore, politici e burocrati regionali, muovetevi, mettete in atto le soluzioni che ci sono e smettetela di far gravare sui siciliani le vostre incapacità.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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