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Quotidiano di Sicilia

Gela, un passato glorioso che può rivivere ancora oggi attraverso le tante e importanti risorse a disposizione


GELA (CL) - La mia città sorge sul mare e dal mare arrivarono i coloni rodio-cretesi che fondarono Ghelas. Il poeta latino Virgilio si riferiva alla nostra città nel terzo canto del suo componimento più celebre l’Eneide “La grandiosa Gela così chiamata dal nome del fiume”. Gela era immediatamente associata al suo fiume non solo per il nome ma più in generale per la possibilità di scambi commerciali verso interno dell’isola e per il patrimonio naturale che custodiva gelosamente.
 
Eppure se oggi si intraprendesse una ricerca su Gela sul web i primi risultati sarebbero notizie di cronaca nera o di crisi in vari settori. Perché una città elogiata da poeti antichi e contemporanei oggi viene poco valorizzata? E perché le ingenti risorse naturali non vengono menzionate e sfruttate? Eppure il termine “risorsa” significa letteralmente “mezzo capace di rispondere ad un bisogno” e considerando proprio questi bisogni della città, il mare potrebbe essere un ottimo mezzo per attirare turisti, per soddisfare le necessità di un paese in cerca di nuove fonti di sostentamento.
 
All’inizio dell’anno scolastico è venuto nella mia scuola il noto scrittore Jacopo Fo come portavoce di un progetto Eni intitolato “Gela, le radici del futuro”. Come si evince dal titolo si punta tutto sulle radici, sulla tradizione, per poter diffondere un’immagine positiva ai turisti, sul web e per poter incrementare un settore che in Sicilia proprio per le sue bellezze paesaggistiche e archeologiche si è sviluppato e che potrebbe diventare un’opportunità di sviluppo anche per il mio paese.
 
Nel progetto viene proposto di riprodurre copie di antichi vasi ripescati dai fondali marittimi, rappresentare spettacoli teatrali e creare un vero e proprio parco a tema, ma questi sono solo alcuni degli obiettivi prefissati dagli organizzatori; altro aspetto importante dell’iniziativa è il ruolo dei più giovani: lo scrittore ha sostenuto alcuni incontri con scuole e realtà giovanili per presentare il progetto e chiedere aiuto, per invitare i giovani a esprimere le proprie idee, le proprie capacità imprenditoriali, per tentare di invogliare noi a non abbandonare i luoghi della nostra infanzia, per far conoscere agli altri le nostre tradizioni.
 
Il principio è quello di infondere ai ragazzi l’idea di mettere a disposizione le proprie abilità per lavorare con le risorse a disposizione in modo da farli sentire responsabili della propria città e raggiungere il giusto compromesso tra retaggio culturale e modernità.
È ancora presto per prevedere gli esiti del progetto ma forse qualcosa si sta muovendo, forse gli abitanti di Gela cominceranno ad utilizzare meglio le proprie risorse. D’altronde la parola “risorsa” deriva dal latino “resurgere ”e proprio una resurrezione è quella che bisogna augurarsi per tornare ad essere, simbolicamente, abitanti di quella città che sorge sulle rive di un fiume che affascinava tanto i navigatori del passato.
 
Silvio Cannizzo
classe 5 A S Liceo scientifico Elio Vittorini di Gela

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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