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Il bubbone "rifiuti" all'esame dell'Ars
di Raffaella Pessina

Come risolvere l’emergenza: esaminate ieri le mozioni delle opposizioni. Fava: “Dolo politico, abbiamo navigato a vista per vent’anni”

Tags: Rifiuti, Ars, Claudio Fava, Nello Musumeci. Riscossione Sicilia



PALERMO - Dopo i cambi di casacca assistiamo ai cambi di commissione. In realtà si tratta aggiustamenti di inizio legislatura che nulla hanno a che vedere con i cambi di partito. Ieri in apertura di seduta sono stati infatti comunicati alcuni cambiamenti ed in particolare Margherita La Rocca Ruvolo si è dimessa dalla prima commissione Affari istituzionali facendo subentrare Vincenzo Figuccia. Operazione fattibile poiché entrambi fanno parte dello stesso partito (Udc).
Parimenti è stato comunicato il subentro di Giuseppa Savarino (Diventerà Bellissima) come componente della commissione Affari istituzionali al posto di Giuseppe Galluzzo che va a prendere il posto della Savarino in commissione Sanità.
La presidenza inoltre ha voluto rendere noto all’Aula che sono stati presentati diversi ricorsi al Tar relativi alle elezioni regionali dello scorso 5 novembre, l’ultimo dei quali è contro tutta la deputazione. Secondo il regolamento la commissione verifica poteri non potrebbe esaminare ricorsi che riguardano anche i componenti della commissione stessa ma la presidenza ha deciso di mantenere inalterata la situazione dei componenti della commissione stessa perché non vi sarebbero altre soluzioni percorribili.
 
L’Aula si è quindi dedicata all’esame di quattro mozioni relative alla questione della gestione dei rifiuti in Sicilia, alla presenza del Presidente della Regione Nello Musumeci. Le mozioni a firma delle opposizioni e del M5s hanno un comune denominatore: chiedere al Presidente della Regione come intenda risolvere il problema dei rifiuti, come intende usare i poteri speciali che ha chiesto a Roma. È intervenuto anche Alessandro Aricò di Diventerà Bellissima, che ha ribattuto che nei cinque anni precedenti è stato proprio il Pd, oggi all’opposizione, e oggi a chiedere spiegazioni, a non provvedere alla gestione dei rifiuti, facendo una raccolta differenziato di solo il 15%, quando altre regioni, come la Calabria, arrivano al 30% e la Sardegna addirittura al 60%, limitando il paragone alle sole regioni del Sud.
 
Ieri pomeriggio in piazza del Parlamento in concomitanza con la seduta all’Ars si è svolta una manifestazione per dire no agli inceneritori e a nuove discariche in Sicilia. Protagonisti della protesta sono stati commercianti, agricoltori, studenti, cittadini e amministratori locali di alcuni Comuni della provincia di Enna che a bordo di sei pullman hanno raggiunto il capoluogo siciliano per partecipare al sit-in nel piazzale antistante palazzo dei Normanni, dicendo no ai termovalorizzatori e chiedendo la revoca in autotutela dell’iter che prevede la realizzazione della discarica nel comune di Agira. L’iniziativa è stata organizzata dal ‘Comitato No discarica’ insieme al gruppo M5s e al deputato regionale di Cento passi per la Sicilia Claudio Fava.
 
Intanto comincia il conto alla rovescia per la liquidazione di Riscossione Sicilia e i suoi dipendenti. L’assessore all’Economia e vicepresidente della Regione Gaetano Armao ha firmato infatti il decreto di costituzione del gruppo di lavoro congiunto Regione/Agenzia delle entrate-Riscossione con il compito di procedere a una preventiva analisi dei principali elementi di natura organizzativa, gestionale ed economico-finanziaria di Riscossione Sicilia Spa, società regionale di riscossione dei tributi, anche in relazione alle previsioni di liquidazione societaria prevista dalla Legge regionale 16 dell’11 agosto 2017. L’iniziativa è stata intrapresa – viene scritto in una nota - “in ragione del superiore interesse al buon andamento del servizio pubblico della riscossione sull’intero territorio nazionale” in stretto raccordo con l’Agenzia delle entrate - Riscossione, quale agente della riscossione operante nel resto del territorio nazionale e socio di Riscossione Sicilia. Le risultanze delle verifiche del gruppo di lavoro, che dovranno essere terminate entro il prossimo 30 aprile, saranno sottoposte all’esame del Governo regionale e all’Ars per le relative valutazioni e le conseguenti decisioni sul futuro dell’attività di riscossione dei tributi nel territorio siciliano.

Articolo pubblicato il 24 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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