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Le Asp nascondono i cv dei primari
di Maria Francesca Fisichella

Trasparenza. Obiettivo mancato. Legge inapplicata.
Art. 21 legge 69/2009. La legge in vigore da luglio che prevede la “Trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale”.
Solo due su nove. Delle 9 Aziende sanitarie provinciali siciliane solo due pubblicano on line le informazioni richieste, delle 15 Asl della Lombardia, invece, solo una non pubblica.

Tags: Trasparenza, Pa



PALERMO - Il confronto parla chiaro: alla data del 5 gennaio le Aziende sanitarie provinciali dell’Isola non pubblicano i curricula e le retribuzioni dei dirigenti medici, tranne Agrigento e Messina, mentre tutte le 15 Aziende sanitarie locali della Lombardia, tranne una, lo fanno. Tra l’altro alcuni siti delle Asp siciliane forniscono informazioni incomplete.
 L’articolo 21 della legge 69/2009, eppure, si applica per tutti i ruoli dirigenziali e Brunetta è stato chiaro: “I cittadini devono conoscere le qualità e l’esperienza professionale dei medici cui si affidano per le cure”.
Non sono previste sanzioni, è vero, ma il direttore generale va incontro ad una valutazione negativa della performance e come prevede la stessa legge regionale di riforma, più valutazioni negative possono portare alla rimozione dall’incarico.
 
I siciliani non possono conoscere il curriculum professionale di chi li cura, a differenza delle altre regioni. Sì, perchè mentre in Lombardia tutte le aziende sanitarie pubblicano in home page e bene in evidenza i curricula dei dirigenti medici, questo non succede in Sicilia. Attraverso un confronto dei dati presenti sui siti web delle Asp, le aziende sanitarie provinciali siciliane, e delle Asl lombarde si apprende che queste ultime vincono in fatto di Trasparenza, senza se e ma.
La maglia nera va alle Asp di Caltanissetta, Trapani, Ragusa e Enna dove non c’è traccia di trasparenza, nessun curriculum vitae di dirigenti medici e dei relativi compensi lordi.

Ci sono poi le informazioni incomplete, come quelle registrate sul sito dell’Asp di Catania: ogni nome presente nell’elenco dei dirigenti Asp non sempre è accompagnato dal relativo Cv e retribuzione, così, ad esempio sappiamo che “D’Angelo Maria Giuseppa”  ha la qualifica di dirigente medico di primo livello, con laurea e specializzazioni, e la sua retribuzione lorda annua è di € 87.425,70; mentre non sappiamo nulla di “Galvagno Giuseppina”, pur presente nell’elenco.

Sul sito dell’Asp di Palermo alla voce “curriculum vitae” si legge “pagina in costruzione”. Così sappiamo che “Abate Rino”, ad esempio, è dirigente medico (di radiodiagnostica) e la sua retribuzione annua lorda è di € 75.016,36, ma non sappiamo nulla sulla sua formazione e carriera professionale. Ancora approssimazioni, infine sul sito dell’Asp di Siracusa dove apprendiamo, ad esempio che “Caruso Benedetto” è dirigente medico, ha una laurea in Medicina e chirurgia, una specializzazione e la sua retribuzione lorda annua è di € 63.862,13; di “Carbonaro Carmela”, invece, non conosciamo né Cv né retribuzione lorda.
Vincono, dunque, la sfida solo l’Asp di Agrigento e quella di Messina, che hanno seguito le prescrizioni di legge.

è proprio questo il punto, parliamo di obblighi di legge, per l’esattezza la legge del 18 giugno 2009, n. 69 dal titolo “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 - Supplemento ordinario n. 95. All’art. 21, comma 1 riporta le disposizioni in merito alla “Trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale”, dove è chiaro che ciascuna delle pubbliche amministrazioni ha l’obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.
Entrata in vigore il 4 luglio 2009, non è certo mancata all’appuntamento con le critiche, che hanno fatto seguito alla provocazione dello stesso ministro Brunetta, che l’ha sostenuta, in un’intervista a Radio Radicale, in cui diceva:” Ho lanciato un altro sasso nello stagno. Ma vedrete che i primi ad essere d’accordo saranno quelli bravi. Avranno tutto l’interesse a mettersi su internet (…) Voglio mettere in rete i risultati di tutti i professionisti, non solo della sanità ma anche maestri, funzionari... Se posso sapere tutto su yogurt e merendine non capisco perché non dovrei poter valutare chi mi metterà le mani addosso”.

Non si è fatta attendere l’indignazione dei rappresentanti di categoria, ad esempio quella di Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei medici e odontoiatri, la Fnomceo, il quale ha così controbattuto “La nostra professione dà molto alla società e ora essere trattati con questo vocabolario truculento ci ferisce. Tuttavia siamo pronti a collaborare”.
Tra le domande più frequenti, poi, pervenute al sito del ministero vi è quella in cui si chiede il termine entro il quale si deve dare attuazione alle previsioni dell’art. 21, comma 1. Dal Ministero informarono che la pubblicazione dei dati sul sito internet delle amministrazioni debba “avvenire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro il corrente mese di luglio 2009”. Al momento, però, dal Ministero non è stato realizzato nessun monitoraggio ufficiale.

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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