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Ars a rilento, le emergenze aspettano ancora risposte
di Raffaella Pessina

Aprovato ddl per denominazione comuni termali, aula rinviata a martedì. Ieri altra seduta poco partecipata presenti 36 deputati

Tags: Ars



PALERMO - Un’altra seduta poco partecipata, quella di ieri all’Assemblea regionale siciliana, alla quale erano presenti solo 36 deputati, molto somigliante a tante sedute della scorsa legislatura. A presiedere Sala D’Ercole è stato il vice presidente Roberto Di Mauro, dei Popolari ed autonomisti. Nel giro di un’ora i punti all’ordine del giorno sono stati esauriti e la seduta è stata rinviata a martedì della prossima settimana.
 
Ieri è stato approvato un disegno di legge (n. 75/A) presentato dal Movimento Cinquestelle sulla “variazione della denominazione dei comuni termali”. In pratica si è trattato di approvare la possibilità di aggiungere la dizione “terme” al nome del paese interessato. Discussa anche la mozione n. 3 volta ad impegnare il Governo regionale a rendere operativa una disposizione approvata già da tempo per permettere a coloro che hanno avuto un rapporto subordinato con l’amministrazione regionale di optare alla fuoriuscita dal bacino piuttosto che essere stabilizzato. Presente in Aula l’assessore regionale alle Autonomie locali Bernadette Grasso che ha fornito assicurazioni in merito.
 
Chiusa la seduta, si è tenuta la conferenza dei capigruppo per stabilire un calendario dei lavori. Molte sono le leggi rimaste al palo nella scorsa legislatura, la maggiorparte delle quali riguardano una serie di riforme che potrebbero servire, se approvate, a contribuire al risanamento della Sicilia, attualmente ancora in forte crisi economica. Di grande attualità la riforma che concerne la gestione delle risorse idriche, alla luce del periodo di siccità che ha colpito negli ultimi mesi la Sicilia e per la quale la Regione ha chiesto lo stato di calamità naturale allo Stato, per ottenere aiuti in favore di agricoltori e allevatori isolani.
 
Sull’emergenza idrica è intervenuto Giuseppe Lupo, presidente del gruppo Pd all’Ars, che ha chiesto al Presidente della Regione Nello Musumeci di intervenire a Sala d’Ercole in merito. “Con l’emergenza idrica ormai alle porte – ha detto Lupo - si costringono ampi territori della nostra isola ed in particolare l’area di Palermo ad un inaccettabile balzo indietro nel tempo fatto di turni e razionamenti. Il Presidente Musumeci, che continua ad occupare la guida dell’assessorato all’Energia, riferisca in Aula e dica cosa è stato fatto ma soprattutto cosa non è stato fatto per impedire questa situazione, e quali misure si intendono adottare per affrontare la nuova emergenza”. “Musumeci – ha aggiunto Lupo – dica inoltre se vuole occupare la guida dell’assessorato all’Energia a tempo indeterminato, o se intende nominare un assessore e dare un assetto stabile ad un ramo centrale dell’amministrazione regionale”.

I lavori di Palazzo dei Normanni proseguiranno a rilento presumibilmente per tutto il mese di febbraio, perché c’è in corso la campagna elettorale per le consultazioni nazionali e la maggiorparte dei deputati è impegnata sul territorio. La competizione, in particolare in Sicilia, si fa ancora più impegnativa, per i risultati delle regionali di novembre che hanno decretato la vittoria del Centrodestra, dopo il governo del Pd e di Rosario Crocetta. Vittoria che costituisce un forte precedente e che inasprisce la competizione elettorale, con la sinistra che cerca di riscattarsi dalla sconfitta, in lotta contro un Centrodestra che invece si sente forte del risultato raggiunto. Il Movimento Cinquestelle si trova opposto ad entrambi gli schieramenti, conscio della sua possibilità di raccogliere importanti consensi, come avvenuto appunto in Sicilia, dove il Movimento ha conquistato ben 20 seggi su 70 all’Ars. Ma tant’è che il Palazzo Reale potrebbe rimanere assopito fino a marzo.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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