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Al centro delle politiche di Eni salute, sicurezza e ambiente
di Redazione

Con il “Patto per la sicurezza” il programma applicato ai cantieri di costruzione è esteso anche alle attività di routine. L’impegno di Eni per migliorare la preparazione e la risposta alle emergenze



GELA (CL) – Eni mette al centro della propria politica lavorativa la sicurezza. In questo, Eni non ha mai fatto differenza tra i propri dipendenti e i lavoratori dell’indotto: infatti gli indicatori sulla sicurezza vedono coinvolta tutta la forza lavoro. Nel 2016, precisamente nel mese di giugno, Eni ha siglato a Gela il “Patto per la sicurezza” alla presenza di Giuseppe Ricci, allora responsabile Hseq (Health, safety, environment and quality, ovvero salute, sicurezza, ambiente e qualità) e di tutti i contrattisti impegnati nelle attività sul territorio. Con la firma del documento - che si rinnova ogni anno - si estendono anche alle attività di routine tutte le pratiche sulla sicurezza applicate ai cantieri di costruzione, diventando un vero e proprio modello di gestione della sicurezza in Eni.
 
Negli ultimi cinque anni, i livelli e gli indicatori di sicurezza sono migliorati di cinque volte, ponendo Eni al primo posto tra le maggiori aziende dello stesso settore e comunque al di sopra della media italiana ed europea. Oggi la probabilità di infortunarsi in Eni è pari a 0,2 per ogni milione di ore lavorate, mentre la media italiana ed europea è pari a 10.
 
Si tratta senz’altro di risultati eccellenti, ma Eni non si accontenta: infatti, vorrebbe portare a quota zero gli infortuni all’interno di tutto il gruppo. A questo fine, è stato implementato un sistema di regole e controlli molto rigoroso che parte dalla qualifica dei contrattisti fino al feedback sul loro operato.
 
Con la firma del patto, Eni mira al coinvolgimento dei titolari delle imprese nella definizione della strategia sulla sicurezza e nella sua attuazione. Per favorire una piena collaborazione ed integrazione con le ditte contrattiste, Eni mette a disposizione i propri strumenti: dal sicurometro al portale della sicurezza per le ditte terze, dalle iniziative di comunicazione agli interventi di formazione aggiuntiva, dalle lesson learned ai controlli in campo da effettuare congiuntamente.
 
Il funzionamento del patto è affidato proprio al Safety competence center di Gela che con i suoi circa 140 leader nella sicurezza assicura che tutta l’organizzazione, interna e dei terzi, funzioni secondo la strategia condivisa, una combinazione di rigore e coinvolgimento che è la ricetta ideale per continuare a migliorare nel campo della sicurezza.
 
In quest’ottica, l’anno scorso, a marzo, Eni ha inaugurato il nuovo Safety training center, centro per la formazione in ambito salute, sicurezza e ambiente. Il centro ha una vocazione specifica, anche se non esclusiva, volta all’erogazione di corsi di addestramento e aggiornamento in ambito di primo soccorso, nel settore antincendio e nell’ambito delle altre attività connesse allo svolgimento delle operazioni in cantiere per la Sicilia e più in generale per il Mezzogiorno. La struttura è stata completamente riqualificata ed è dotata di tecnologie all’avanguardia. Sono impiegati a tempo pieno sedici specialisti Eni della formazione, dedicati sia alle lezioni in aula sia all’addestramento sul campo. Nel campo della formazione ed educazione, l’impegno di Eni è testimoniato dalle circa 40.000 ore di formazione, per 2.000 partecipanti, erogate nel 2017 e comprensive anche dei progetti di alternanza scuola-lavoro e di apprendistato di primo livello.
 
In particolare, nel campo dell’educazione, con il progetto “Obiettivo scuola” Eni ha realizzato per il territorio gelese un piano integrato di iniziative di ampio respiro che finora ha coinvolto oltre 700 studenti siciliani, di cui più di 550 provenienti dagli istituti del Comune di Gela in iniziative formative di alternanza scuola-lavoro, ha portato all’assunzione di 22 studenti dell’istituto tecnico Morselli con contratto di apprendistato di primo livello, al lancio di un progetto pilota volto a contrastare l’abbandono scolastico nell’istituto professionale Ettore Majorana, oltre a progetti rivolti specificamente agli alunni delle scuole primarie.
 
In tale prospettiva, per il secondo anno consecutivo, Eni ha messo a disposizione 40 borse di studio - il doppio rispetto all’anno scorso - per studenti universitari meritevoli residenti nel comune di Gela.
 
A Gela Eni è impegnato nel primo grande progetto trasversale ed integrato per costruire con il territorio un nuovo futuro industriale basato sulla sostenibilità ambientale. Dalla firma del protocollo per il rilancio dell’area di Gela nel 2014 sono stati investiti sul territorio oltre 700 milioni di euro. È un piano di sviluppo che prevede una serie di interventi tutti caratte- rizzati da alto contenuto tecnologico e di ricerca e che procede in linea con quanto previsto dall’Intesa.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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