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Diversamente abili, ugualmente atleti: un diritto fondamentale di ogni uomo accedere all’educazione fisica e allo sport, dimensioni indispensabili per lo sviluppo della personalità
Principi riconosciuti dalla Carta iternazionale per l’educazione fisica e lo sport del 1978



GELA (CL) - Ogni essere umano, uomo, donna, bambino in età prescolare, persona anziana, ha il diritto fondamentale di accedere all’educazione fisica e allo sport, dimensioni indispensabili per lo sviluppo della personalità, delle attitudini, della volontà e della padronanza di sé a livello intellettuale e morale. La continuità dell’attività fisica e della pratica dello sport devono essere assicurate per tutta la vita, per mezzo di un’educazione permanente, globale e democratizzata, per favorire la piena integrazione di ciascuno all’interno della società. Questo è quanto si evince dalla “Carta internazionale per l’educazione fisica e lo sport” (21 Novembre 1978).
È risaputo che i benefici dello sport siano moltissimi e innegabili. Chi fa sport vive di più perché protegge meglio la propria salute. Lo sport permette di divenire non solo più forti fisicamente ma anche mentalmente, donando maggiore determinazione ed autostima. Lo sport ha, dunque, un alto valore educativo quando pone al centro l’Uomo e le sue potenzialità.
 
L’opinione pubblica però tende a pensare che il valore dello sport consista nel prevalere nei confronti degli altri. è un concetto travisato di sport. Tanto per citare Alex Zanardi “ognuno di noi ha un proprio potenziale, possiede un mazzo di carte che il destino ci ha dato in dote e che attraverso l’allenamento e la preparazione migliora ma quando la gara inizia, quando si gioca, dobbiamo essere consci del fatto che l’obiettivo è fare il nostro meglio, non ottenere il miglior risultato assoluto”.
 
Esiste anche un mondo diverso dove, paradossalmente, c’è un atteggiamento accondiscendente per chi si mette in gioco a dispetto dei suoi guai, e invece poca riconoscenza per il “gesto atletico”: è lo sport dei diversamente abili. Comunemente si pensa ai disabili come persone ferme, immobili finché non si assiste alle loro performance che mostrano tutt’altro: passione impiegata nelle gare, determinazione nello sfruttare al meglio le proprie capacità. Così Fabrizio Tacchino, allenatore, afferma: “Chiamiamo disabili, atleti che fanno i 50 all’ora in bici, i 100 metri in 11’’, saltano in alto 2 metri, corrono la maratona da non vedenti in 2h 35’, lascio a voi valutare chi è disabile nella vita comune”.
 
Partecipare ai Giochi è il massimo per un atleta. Gli atleti disabili vivono le competizioni per realizzarsi, per vincere i propri limiti e i risultati sono spesso notevoli. Come notevole è stato il risultato raggiunto dal caporalmaggiore di Gela, Monica Contrafatto, la prima donna a ricevere la madaglia d’oro al valore dell’Esercito per il comportamento tenuto durante un attacco subito da forze avverse in Afghanistan. Nell’azione di guerra, Monica ha subito gravi lesioni alla gamba destra che, in seguito, le è stata amputata. Eppure lei ha trovato il modo di riscattare l’offesa al suo corpo con lo sport , partecipando alle Paralimpiadi di Rio 2017, dove si è qualifica al terzo posto conseguendo la medaglia di bronzo.
 
La Sicilia ha la possibilità di poter vantare numerosi eventi a favore degli atleti affetti da disabilità. Uno di questi è il progetto OSO - Ogni Sport Oltre -, organizzato dalla Fondazione Sicilian Venture Philanthropy (con l’aiuto di studenti, imprenditori e volontari del terzo settore). Si tratta di una nuova piattaforma digitale il cui scopo è quello di abbattere le barriere architettoniche attraverso donazioni da parte degli utenti. Attraverso questo sistema di finanziamenti si è riusciti a mettere a disposizione 2 milioni di euro per progetti da attuare.
 
A Gela, l’Associazione Orizzonte ha avuto il privilegio di veder l’atleta Sharon Schembri convocata con la Nazionale italiana Special Olympics di bocce per partecipare ai mondiali che prossimamente si svolgeranno ad Abu Dhabi. Sharon ha partecipato l’anno scorso ai Giochi Nazionali a Biella con l’atleta Consuelo Ferrara. Dal 1999 ad oggi sono stati 42 gli atleti dell’Associazione Orizzonte convocati con la Nazionale italiana Special Olympics, ed hanno partecipato a 7 mondiali e a 5 Europei in varie discipline sportive: basket, bocce, calcio unificato, pallavolo unificata, bocce unificate, atletica leggera.
 
Di fronte a questi atleti c’è da togliersi il cappello non solo per l’esempio che danno, ma perché dal loro punto di partenza hanno percorso una distanza immensa ottenendo risultati di altissimo livello.
 
Alessandro Costa, Giovanni Barone, Ruben Mammano, Giulio Ventura
classe V E, ITST “E. Morselli”, Gela

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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