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Quotidiano di Sicilia

Corsi formazione tradizionale, il nuovo bando ad un passo
di Michele Giuliano

Il governo regionale ha annunciato la pubblicazione del testo entro la prima decade di marzo. Utilizzati i fondi del mai partito Avviso 8: assegnazione con sistema “a sportello”

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - Ormai si contano i giorni. Per la formazione professionale il fatidico giorno sembra non essere lontano: “Verrà pubblicato la prima decade di marzo il bando per i corsi a sportello, finanziato con 110 milioni di euro, che rimetterà in moto il sistema della formazione professionale fermo ormai da troppo tempo”. Lo dice Michele Cappadona, presidente regionale dell’Agci Sicilia, associazione generale delle cooperative italiane, che ha incontrato nei giorni scorsi l’assessore regionale all'Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla. Durante l’incontro è stata presentata ai rappresentanti delle sigle sindacali e alle associazioni di categoria la bozza del nuovo bando di formazione professionale della Regione Siciliana, per la definizione congiunta con il partenariato economico-sociale siciliano di un catalogo formativo in linea con gli attuali fabbisogni occupazionali nelle imprese del territorio regionale.
 
Un bando in cui, quindi, dovrebbero essere inseriti corsi che permettano di acuisire qualifiche effettivamente utili per l’avvio lavorativo degli allievi, e che non diventino solo un modo per trascorrere qualche mese. “Si sta lavorando con velocità e concertazione – continua Cappadona –. L’assessore Lagalla ha rappresentato l’intenzione di scremare e rimodulare l’Albo dei lavoratori della Formazione professionale. Saranno disponibili 30 milioni di euro per i lavoratori che possono accedere ad un congedo anticipato. L’Albo dovrà prevedere un bacino di almeno 4 mila operatori. Per il personale amministrativo si prevede la riqualificazione nell’ambito del settore del digitale”.
 
A breve è prevista una nuova convocazione delle organizzazioni sindacali per verificare in maniera più approfondita alcuni aspetti burocratici. “Abbiamo avviato un percorso all’insegna della collaborazione e della partecipazione – spiega Roberto Lagalla – per la definizione di un Catalogo che sia realmente in linea con gli attuali fabbisogni formativi e occupazionali del territorio siciliano. Il coinvolgimento del partenariato, nella programmazione delle azioni, consente di ottimizzare il lavoro e rafforzare il dialogo tra il mondo dell’istruzione e della formazione, unitamente ad uno strategico raccordo con il mondo dell’impresa”.
 
Un nuovo inizio, forse, per il mondo della formazione fermo ormai da due anni, con migliaia di operatori che sono fermi, sospesi o addirittura licenziati, rimasti orfani della continuità lavorativa che veniva garantita dalla legge 24 del 1976. Nelle stanze di palazzo si continua a lavorare, cercando di coinvolgere dove possibile le parti sociali, anche se i mesi passano veloci per coloro i quali sono a casa in attesa di risposte. Da due anni e mezzo oramai i corsi tradizionali, finanziati attraverso l'Avviso 8, sono completamente fermi.
L’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ha deciso di revocare lo scorso dicembre i decreti di finanziamento già emessi, per un totale di poco più di 10 milioni di euro, per l’avvio dei primi corsi di formazione. La scelta nasce dalla volontà, viste le ordinanze cautelari del Tar Palermo con le quali sono state rinviate al prossimo 31 maggio le decisioni su alcuni ricorsi contro la graduatoria pubblicata, “di attendere l’esito della decisione in merito, attese la complessità e la rilevanza delle questioni trattate nei procedimenti pendenti”, come è scritto nel decreto di revoca del finanziamento. L’amministrazione si ferma e aspetta, quindi, le decisioni della magistratura, prima di muoversi in una direzione o in un’altra.

Articolo pubblicato il 27 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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