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Quotidiano di Sicilia

Burocrazia lumaca killer delle imprese
di Giovanna Naccari

Sicindustria: nell’Isola più del 90% dei provvedimenti della Regione emessi oltre i termini previsti per legge. Dipartimento Industria: 9 anni per un’autorizzazione. Cordaro: “Un ddl per accelerare

Tags: Sicindustria, Impresa, Burocrazia, Confartigianato, Totò Cordaro



A Roma c’è il ministero dell’Ambiente che con un portale rinnovato promuove la comunicazione sulle autorizzazioni ambientali ai progetti presentati dalle imprese. E in Sicilia c’è una Regione trascinata da una burocrazia lumaca che lascia le aziende in attesa eterna di pareri. L’amministrazione pubblica ora cerca di cambiare volto, mentre l’ultimo appello al governo regionale arriva dai vertici di Sicindustria e Confartigianato Sicilia.
 
Ecco un esempio sull’incertezza in cui naviga un’impresa: è il 14 marzo 2007 e una società chiede al Dipartimento regionale Industria il rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di un impianto eolico a Buseto Palizzolo (Trapani). Passano gli anni, 9 calendari strappati, e il via libera arriva il 22 novembre 2016.
 
La risposta sarebbe potuta arrivare all’impresa entro 180 giorni, secondo uno studio di Sicindustria sui ritardi della pubblica amministrazione, presentato a Palermo a dicembre. E se leggiamo i dati della provincia di Bolzano, riportati nella ricerca degli industriali, rileviamo che per un’autorizzazione del genere gli uffici impiegano 200 giorni.
 
Scorrendo i decreti che ‘raccontano’ le esperienze degli imprenditori in Sicilia, ecco che il 10 agosto 2009 una società chiede al Dipartimento regionale Ambiente l’autorizzazione integrata ambientale per la realizzazione e gestione di un impianto di incenerimento con recupero e produzione di energia elettrica nel comune di Augusta. L’iter si conclude il 15 novembre 2012.
 
Per velocizzare la pubblica amministrazione, l’associazione degli industriali siciliani guidata dal presidente Giuseppe Catanzaro ha lanciato diverse idee. Tra queste, lo studio presentato a dicembre suggerisce la convocazione della conferenza dei servizi esclusivamente per decisioni importanti e problematiche complesse; la creazione di piattaforme telematiche.

Sicindustria recentemente nella ‘proposta di sviluppo per la Sicilia 2018-2022’ ha illustrato progetti e criticità richiamando anche l’attenzione della giunta Musumeci sulla lentezza della macchina amministrativa che frena lo sviluppo.
 
Gli industriali pongono la soluzione del trasferimento di chi blocca un procedimento amministrativo senza giustificato motivo. Possibilità “già prevista dall’art. 2 comma 9-bis della L. 241/1990 che attribuisce all’organo di governo – si legge nel documento - il compito di individuare, nell’ambito delle figure apicali, il soggetto cui attribuire il potere sostitutivo in caso di inerzia”.
 
Che bisogna intervenire è chiaro. Perché lo studio di Sicindustria mette a confronto il tempo di attesa di un imprenditore che presenta istanze in Sicilia e in Trentino Alto-Adige, regioni che dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia. E se al Nord gli uffici funzionano come un treno che viaggia veloce, per le stesse autorizzazioni in Sicilia il treno è lento.
 
Per la Sicilia, Sicindustria ha selezionato i decreti pubblicati nei siti online dei dipartimenti regionali Energia, Acque e Rifiuti, portale Si-Vvi. Sono stati rilevati i provvedimenti dalla data di presentazione dell’istanza da parte dell’impresa alla conclusione dell’iter per la concessione di Autorizzazione unica, Valutazione di impatto ambientale (Via) e Autorizzazione integrata ambientale (Aia).
 
Al Dipartimento Energia nel 2016-2017 solo il 9% delle pratiche ha chiuso l’iter entro i termini (ipotizzando massimo 180 giorni).
Al dipartimento Ambiente il tempo medio per la Via è di 1.065 giorni (quasi 3 anni) e quello riferito al 2016-2017 è di 1.211 giorni (solo il 10% dei casi esaminati risulta entro i termini, considerando 210 giorni). Per l’Aia (competenze del Dipartimento Ambiente e, in parte, di Acque e Rifiuti) il tempo medio è di 1.166 giorni e nel 2016-2017 risulta di 919 giorni (contro un tempo massimo di 180 giorni). Solo il 3,4% di casi esaminati rientra nei tempi previsti.
 
In Trentino Alto Adige lo studio di Sicindustria prende in considerazione 10 casi Aia e 8 Via. Il tempo medio di rilascio della Via è di 250 giorni e quello dell’Aia di 162 giorni. Applicando le stesse ipotesi fatte in Sicilia, sui tempi di conclusione delle procedure, risulta che il 60% dei casi esaminati ottiene una risposta entro i termini previsti.
 

 
La parola all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro
Ddl per velocizzare i tempi di rilascio di Via, Vas e Aia
 
L’assessore regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro ha annunciato un disegno di legge per velocizzare i tempi di rilascio delle autorizzazioni Via, Vas e Aia. Intanto fa il punto sull’arretrato.
“In assessorato abbiamo trovato un arretrato di 230 pratiche - ha detto Cordaro illustrando le priorità del governo in una conferenza stampa a gennaio - Di queste, 160 sono legate alla Via, valutazione di impatto ambientale, e 60 alla Vas, valutazione ambientale strategica; di fatto 60 dell’Ambiente e il resto dell’Urbanistica. Lo scorso governo ha istituito con legge una commissione di 30 componenti, esterni all’amministrazione e di nomina politica, con competenza in materia di valutazione ambientale che avrebbe dovuto supportare gli uffici nel rilascio delle autorizzazioni, ma di fatto ha finito per fermare l’assessorato perché ogni pratica è stata inviata alla commissione, anche per l’ampliamento di un capannone”.
Ecco che il motore della burocrazia si accenderebbe con una nuova norma. “Abbiamo scritto un disegno di legge di modifica della commissione - ha spiegato il titolare della delega al Territorio e Ambiente - I componenti saranno sempre 30, ma la commissione sarà composta dai 10 capi area dell’assessorato che avranno l’obbligo di creare sottogruppi che dovranno esitare le istanze presentate dagli utenti. Gli altri 20 componenti saranno esterni, scelti attraverso rose sottoposte all’assessorato dai rettori e dagli ordini professionali. L’unica figura scelta dalla politica sarà il coordinatore della commissione che avrà funzioni di segreteria”.
Adesso tocca al Parlamento regionale: “Appena l’Ars approverà il disegno di legge che modifica la composizione della commissione - conclude l’assessore - faremo ripartire gli uffici secondo il criterio che torni a motivare gli interni e che ci sia un organo di supporto all’amministrazione e non di sostituzione”.
 

 
Anche Confartigianato Sicilia punta il dito sulle lunghezze burocratiche
Occorre sostituire i dirigenti che non rispettano i tempi
 
Anche Confartigianato Sicilia accende i riflettori sul funzionamento della macchina amministrativa regionale. In particolare su quelle lungaggini burocratiche, talvolta alimentate da risposte che non arrivano o da silenzi ingiustificati, che frenano l’economia, per non dire che non la fanno nemmeno decollare, in certi casi. Perché se un’impresa avanza una richiesta, e la risposta arriva dopo anni, magari la domanda del mercato è cambiata e non c’è più ragione di investire. E intanto si è perso tempo e denaro.
“L’incertezza dei tempi di un iter amministrativo è la principale causa di freno allo sviluppo” - hanno dichiarato in un comunicato i vertici di Confartigianato Sicilia, all’indomani del documento di considerazioni e idee per la crescita presentato dagli industriali siciliani al nuovo governo regionale.
“Abbiamo apprezzato che Sicindustria, nel suo documento sullo sviluppo della Sicilia, ha illustrato come una delle possibili soluzioni il potere sostitutivo dei dirigenti ai funzionari inadempienti o inerti o ritardatari”, si legge nella nota stampa.
Ha affermato Giuseppe Pezzati, presidente regionale di Confartigianato: “Anche noi insieme con Sicindustria, seguiremo l’attività della nuova macchina burocratica regionale, all’indomani dell’insediamento dei nuovi direttori regionali. Se vogliamo parlare di crescita e di rilancio della Sicilia dobbiamo prima di tutto dire basta ai ritardi e alle inefficienze della burocrazia”.
E ha continuato: “Non può essere così difficile verificare chi, allo scadere dei termini previsti dalla legge, non ha ottemperato. E lì deve scattare la sostituzione con il dirigente di grado o funzione superiore. Chi blocca, senza un giustificato motivo, un procedimento amministrativo non può continuare ad essere l’interlocutore degli imprenditori”.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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