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Post-elezioni, Fi si spacca, i fedelissimi ricuciono lo strappo
di Raffaella Pessina

Savona: “No a polemica pretestuosa, non si possono negare i progressi fatti”. Il coordinatore regionale Micciché nel mirino ma il partito fa subito quadrato

Tags: Elezioni 2018, Sicilia, Forza Italia, Gianfranco Miccichè



PALERMO - Si spacca Forza Italia dopo le elezioni, a causa del dissenso di una parte di deputati regionali che non condividono l’atteggiamento del coordinatore del partito di Berlusconi in Sicilia, Gianfranco Micciché e coloro che gli sono vicino. Marianna Caronia, Rossana Cannata, Tommaso Calderone, Riccardo Gallo avevano diffuso una nota dai toni molto polemici: “Rivendichiamo il nostro legittimo diritto di critica e manteniamo ferme le nostre richieste all’indomani di un risultato elettorale che ha registrato importanti segnali di un diffuso malessere e disorientamento degli elettori rispetto ai tradizionali rappresentanti della politica nazionale e regionale”. “Siamo stati bollati – prosegue la nota - come veri e propri atti di tradimento. Dal coordinatore di Forza Italia a tutti coloro i quali gli sono vicini per le più disparate ragioni, una è stata la parola d’ordine per catalogare e liquidare il legittimo dissenso di chi a ragion veduta non condivide e non plaude: Tradimento!”.
 
Ma i fedelissimi di Micciché non ci stanno e fanno quadrato al loro leader siciliano. Solidarietà è stata espressa dal vice coordinatore regionale di Fi Valeria Sapienza: “Il risultato di Fi in Sicilia premia indiscutibilmente l'importante lavoro fatto dal commissario regionale Gianfranco Miccichè. Da giovane militante non condivido le modalità, i toni e i tempi con cui sono state mosse critiche da alcuni deputati di Forza Italia. Nessuno si è mai sottratto al confronto e al dibattito, ma questo deve essere fatto nelle opportune sedi e nel rispetto delle regole comuni”.
 
Anche il deputato regionale Riccardo Savona si esprime a favore di Miccichè: “Forza Italia dal 4% delle precedenti amministrative è cresciuta prima al 16%, alle consultazioni regionali di novembre scorso, ed incrementando ancora il consenso fino al 21% alle Politiche. Il dato conferma la bontà delle scelte del coordinatore regionale Miccichè”. In precedenza Renato Schifani aveva auspicato un dibattito interno in merito alla questione e non mediatico. Per Francesco Scoma “la verità consiste nel fatto che i quattro ‘ribelli’ hanno deciso di uscire da Forza Italia e approdare da qualche altra parte o formarsi un partito e allora coerenza e onestà intellettuale consiglierebbero di avere gli attributi per fare questo passo e non inventarsi scuse puerili e inconsistenti”.

Una strada in salita quella di Miccichè fin dalla sua elezione a presidente dell’Ars, permeata anche in quel caso da polemiche. Si profila così il perpetuarsi dell’istituto del cambio di casacche, ottenendo solo la frammentazione delle forze politiche in Parlamento.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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