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Palermo - Riscossione Tari, in due mesi 10 mln di euro in più del 2017
di Gaspare Ingargiola

Il Comune: “Venire incontro alle esigenze dei cittadini ha fatto invertire la rotta”

Tags: Palermo, Tari



PALERMO - Migliora la riscossione della Tari. Nel 2017 nelle casse del Comune sono finiti 11,3 milioni in più rispetto all’anno precedente e quest’anno il trend positivo si sta confermando e rafforzando: nei soli due mesi di gennaio e febbraio i milioni di incasso in più sono già 10 (7,5 milioni dai versamenti F24 e 2,5 per compensazione legale fra crediti e debiti del Comune).
 
Come funziona la compensazione? Da gennaio, se il Comune è creditore di importi liquidi ed esigibili contenuti in un avviso di accertamento - definitivo in assenza di ricorso - e allo stesso tempo è debitore nei confronti dello stesso soggetto per forniture, lavori, prestazioni di servizi resi e fatturati, Palazzo delle Aquile paga le somme al netto del proprio credito.
 
“Dalla pubblica denuncia a settembre 2017 di un’elevata morosità Tari – hanno dichiarato il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore al Bilancio Antonino Gentile - sono trascorsi cinque mesi produttivi di novità. Nei mesi scorsi sono stati notificati gli avvisi di accertamento per oltre 100 mila cittadini morosi. Nello stesso periodo il Consiglio comunale ha approvato i regolamenti per facilitare i pagamenti attraverso la rateazione dei debiti pregressi e la possibilità di ravvedersi con un pagamento tardivo con sanzioni ridotte”.
 
Al momento, invece, è saltato il regolamento che aumentava da due a quattro le rate della Tari: nelle ultime settimane, infatti, la campagna elettorale ha paralizzato l’Aula e insieme a quello sulla Tari sono slittati molti provvedimenti. Dall’inizio dell’anno, in effetti, le delibere di peso approvate da Sala delle Lapidi sono soltanto tre: il garante dei disabili, la modifica al regolamento sui dehors e alcune misure correttive al rendiconto 2014 e al bilancio di previsione 2015.
 
“Il maggior numero di cittadini che hanno spontaneamente versato – hanno aggiunto Orlando e Gentile - e la semplificazione e la messa in atto di procedimenti che vengono incontro alle esigenze di chi vuole pagare ma si trova in difficoltà economiche ha certamente contribuito a invertire la rotta. Si tratta di proseguire su questa strada, migliorare i servizi e incentivare l’adempimento spontaneo”.
 
Per ottenere questo obiettivo, cioè spingere i cittadini a mettersi spontaneamente in regola evitando l’emissione di avvisi di accertamento, “da aprile il Comune predisporrà e invierà ai contribuenti apposite lettere nelle quali sono riportate le anomalie rinvenute nelle loro dichiarazioni o versamenti, mettendo a confronto i dati dichiarati con quelli che il Comune ha a disposizione all’interno delle proprie banche dati. In questo modo, prima che l’ufficio tributi notifichi un avviso di accertamento, il destinatario potrà regolarizzare l’errore o l’omissione attraverso il ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni. Al contrario, se il contribuente ritiene corretti i propri dati, basterà comunicarlo, indicando eventuali elementi e documenti di cui l’Ufficio tributi non era a conoscenza”.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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