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L'ex pm Ingroia si difende dalle accuse di peculato
di Raffaella Pessina

La notizia diffusa ancora prima che gli venisse notificato il decreto di sequestro. “In atto un’indecente lapidazione mediatica che cresce ogni giorno” 

Tags: Antonio Ingroia



PALERMO - Accorata difesa per l’ex Pm Antonio Ingroia che ha tenuto una conferenza stampa a Roma sull’indagine avviata dalla Procura di Palermo nei suoi confronti in merito al suo incarico di liquidatore della società partecipata Sicilia e Servizi.
 
“Oggi questo Paese sembra andare alla rovescia - ha detto - la realtà viene presentata in modo ribaltato con gli accusatori sul banco degli accusati e i colpevoli su quello degli accusatori”. Ingroia ha voluto manifestare tutta la sua preoccupazione.
“Ho l’impressione che la magistratura, che ha costituito in passato un baluardo di resistenza costituzionale, sia sempre di più un argine che si è rotto, che è crollato. Io ho la coscienza a posto - ha concluso Ingroia – ho applicato la legge”.
 
L’ex pm ha detto che Sicilia e-Servizi è nata ai tempi del Governatore Cuffaro, “diventata un vero luogo del ‘magna-magna’ quando presidente della Regione era Lombardo, entrambi processati e condannati per fatti gravissimi, mentre in quelle società sono stati divorati centinaia milioni di euro. Io ho fatto un vero e proprio miracolo, quella società andava liquidata ed io l’ho salvata, salvando anche i posti di lavoro dei dipendenti. Poi ho attuato un taglio delle spese record”. Per Ingroia quella società “era stato il luogo dei più criminali saccheggi della storia siciliana”.
 
L’ex Pm ha spiegato di aver denunciato “corrotti e corruttori” ma da parte della Procura di Palermo “non c’è stata una sola denuncia”.
“Devo pensare che si vuole punire chi ha denunciato quei fatti gravissimi dei miei predecessori. Bisogna mantenere una sorta di omertà istituzionale?”, si è chiesto Ingroia. L’ex pm si è lamentato di avere subito “Una indecente lapidazione mediatica che ogni giorno cresce e preannuncia la puntata successiva” e che ha avuto inizio nel momento in cui ha denunciato le malefatte dentro la società che ha amministrato. Ingroia è indagato perché nel 2013, in qualità prima di liquidatore e poi di amministratore, si sarebbe appropriato ‘indebitamente’ di una indennità di 117 mila euro ed anche di altri 34 mila euro utilizzati non solo per affrontare le spese di viaggio per le sue trasferte da Roma a Palermo, ma anche per alloggiare in alberghi di lusso. Indagini che hanno portato al sequestro del conto professionale di Ingroia e della sua “unica abitazione di proprietà” in campagna a Calatafimi Segesta in provincia di Trapani.
 
“Dimostrerò nelle sedi opportune la mia totale estraneità alle accuse che mi vengono rivolte”, ha aggiunto, annunciando che denuncerà alla Procura di Caltanissetta il fatto che i siti sapevano prima di lui la notizia della notifica del sequestro sui conti. L’ex Pm chiede, inoltre, alla Procura di consentirgli di continuare la sua attività lavorativa dissequestrando il suo conto bancario professionale, visto che la sua casa di campagna ha un valore sicuramente superiore a 150 mila euro.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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