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Quotidiano di Sicilia

Sicilia-Lombardia, ci divide l'abisso
di Valeria Arena

Dieci parametri analizzati, tra cui qualità sanità pubblica, spesa sociale dei Comuni, istruzione e imprese. L’inerzia della malapolitica ha prodotto danni gravi, difficile rialzare la testa 

Tags: Sicilia, Lombardia, Pil, Economia



PALERMO – La Sicilia non riesce ancora a rialzarsi.
Lo testimoniano i numerosi dati socioeconomici resi pubblici da fonti ufficiali e che continuano a mostrarci una regione in netta sofferenza, fanalino di coda delle graduatorie nazionali.
 
Secondo l’Istat, per esempio, non solo il 60,8% dei siciliani è insoddisfatto della propria condizione economica, ma ogni famiglia spende in media 1.876 euro al mese, contro i 2.524 della media nazionale e i 3.040 della Lombardia. Peggio di noi solo la Calabria (1.701 euro).
 
 
A ciò si aggiunge un quadro imprenditoriale che continua ad arrancare: sebbene a livello nazionale sia stata confermata la positiva inversione del trend degli ultimi anni, in Sicilia, dice Cribis in riferimento al 2017, le aziende continuano a chiudere. Lo scorso anno, infatti, la nostra Isola ha risalito di una posizione la classifica nazionale relativa all’andamento dei fallimenti in Italia con 745 imprese chiuse. Prima, ancora la Lombardia con 2.514, mentre il nostro paese ha registrato un calo dell’11,3% fermandosi a 11.939.
 
Si tratta inoltre di una regione che continua a mantenere ai minimi la spesa dei Comuni per gli interventi e i servizi sociali: secondo l’Istat, la spesa complessiva siciliana ammonta a 372,8 milioni di euro, pari al 5,37% della spesa complessiva al livello nazionale (6,9 miliardi) e quatto volte minore a quella della Lombardia (1,2 miliardi).
 
Pessime notizie anche sul fronte sanitario. L’Isola, infatti, non solo possiede uno dei tassi più alti di povertà sanitaria (cittadini che hanno difficoltà di natura economica a reperire i farmaci di cui hanno bisogno) ma ha anche una delle percentuali più elevate di beneficiari minorenni (30,8%). In Sicilia, il numero delle confezioni di farmaci richiesti è di 39.916, contro i 252.096 della Lombardia: da noi la copertura garantita è del 4,2%, nella ricca regione lombarda è del 34,6%, inferiore di quasi due punti percentuali al 36,2% della media italiana.
 
Sotto la media nazionale anche la qualità delle prestazioni sanitarie erogate, ferma a 1,15 per il pubblico e 1,19 per il privato, a fronte dell’1,21 e dell’1,55 della Lombardia (la media Italia viaggia su indici pari a 1,20 per istituti pubblici nel 2015 e 1,35 per ospedali privati nel 2016): i dari provengono dal rapporto “Ospedali e salute 2017” dell’Aiop.
 
L’Istat ci dice inoltre che solo il 54,4% dei laureati siciliani riesce a trovare un lavoro stabile nei successivi quattro anni al conseguimento del titolo, mentre in Lombardia la percentuale sale fino all’85,7%, la media italiana si attesta invece al 72,3%.
Secondo Symbola-Unioncamere, inoltre, nella nostra Isola con la cultura non si riesce a mangiare: nel 2016, infatti, si sono registrati solo 38.000 occupati nel settore, contro i 233.000 della regione lombarda. Impietoso anche il confronto sulla ricchezza prodotta: 1,8 miliardi in Sicilia e 16 miliardi in Lombardia.
 
Sorprendentemente, la nostra terra è dietro la regione lombarda anche per quanto riguarda il comparto Dop e Igp (food&wine), il quale frutta alla Sicilia 171 milioni di euro, contro i 1.231 della Lombardia e 14,8 miliardi relativi all’intera penisola. La Sicilia vanta 61 prodotti dop e Igp food &wine, contro i 74 della Lombardia (818 in totale.
 
Infine, l’Inps posiziona la nostra regione al secondo posto, davanti alla Lombardia (718.272, in netta diminuzione), per il numero di certificati di malattia prodotti dai dipendenti della Pa nel solo 2016 (788.475), facendo registrare un incremento di 11.733 unità rispetto al 2015. In Italia i documenti sono stati 6.291.246, -1.999 rispetto all’anno precedente.
 
Elevato, poi, anche l’importo medio relativo alle pensioni del comparto pubblico: 27.792,38 euro in Sicilia e 23.081,85 euro in Lombardia, secondo i dati rilasciati dall’Istat.
 
 

Articolo pubblicato il 22 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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