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Quotidiano di Sicilia

Disoccupazione a dicembre 2017 Sicilia 21,4%, Lombardia 6,2%
di Gaia Perniciaro

I dati Istat relativi al quarto trimestre dello scorso anno certificano l’abisso tra Nord e Sud. Si registra comunque una riduzione rispetto al 2016 quando era al 22,6% 

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Sicilia, Neet



PALERMO - Il 2017 si è concluso con una dinamica congiunturale del mercato del lavoro in lieve crescita sotto il profilo dell’occupazione, diminuisce invece la disoccupazione ed aumenta modestamente l’inattività. A dichiararlo è l’Istat.
L’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico registra aumenti dello 0,2% su base congiunturale e dell’1,6% in termini tendenziali.
 
L’occupazione stimata dall’indagine sulle forze di lavoro, al netto degli effetti stagionali, è pari a 23 milioni 71 mila persone, in aumento di 12 mila unità (+0,1%) rispetto al trimestre precedente.
Rimangono pressoché stabili i divari territoriali.
 
Nel dettaglio il 2017 si caratterizza per un incremento dell’occupazione nelle tre ripartizioni. Il tasso di occupazione 15-64 anni aumenta nel Nord di 0,8 punti, nel Centro di 0,7 e nel Mezzogiorno di 0,6. Tuttavia, mentre nel Centro-nord il tasso di occupazione raggiunge livelli pressoché analoghi a quelli del 2008, arrivando al 66,7% nel Nord e 62,8% nel Centro, nel Mezzogiorno l’indicatore è ancora al di sotto del 2008 di 2,0 punti (44,0%). Nelle regioni del Nord è più sostenuto anche l’incremento del tasso di occupazione 15-34 anni (+0,8 punti) in confronto alle regioni del Centro e del Mezzogiorno (+0,6 e +0,5 punti, rispettivamente).
 
Gli incrementi del tasso di occupazione sono più consistenti per le donne, eccetto nel Mezzogiorno in cui la quota di donne occupate (appena un terzo) è in aumento di 0,5 punti in confronto a +0,6 degli uomini.
 
Nel 2017 anche il tasso di disoccupazione si riduce in tutte le ripartizioni, ma i divari rimangono accentuati: nel Mezzogiorno (19,4%) è quasi tre volte quello del Nord (6,9%, 6,2% in Lombardia) e circa il doppio di quello del Centro (10,0%).
 
La Sicilia in particolare conta 374.000 disoccupati (21,4% il tasso di disoccupazione), dato quasi stabile dal 2005 a questa parte. Palermo detiene il primo posto nella classifica regionale di province con più persone disoccupate (88.000), seguita poi da Catania (70.000) e Messina (59.000); ultime a pari merito Enna e Caltanissetta (15.000).
 
In confronto al 2016, nel Nord il tasso di occupazione sale in tutte le regioni, con l’eccezione della Liguria (-0,4 punti percentuali).
A livello provinciale, gli incrementi del tasso di occupazione sono maggiori nella città metropolitana di Venezia, a Piacenza, Biella, Varese, Padova e Brescia (con variazioni comprese tra +3,4 e +2,2 punti).
 
Nel Mezzogiorno la crescita del tasso di occupazione interessa tutte le regioni con l’eccezione di Basilicata (-0,8 punti) e Molise (-0,2 punti). Nessuna regione del Mezzogiorno raggiunge i livelli del tasso di occupazione del 2008, seppure Basilicata e Campania presentino scostamenti minimi (-0,1 e -0,3 punti).
 
Rispetto al 2016 il tasso di disoccupazione si riduce in quasi tutte le regioni, specie in Calabria (-1,6 punti), con l’eccezione di Molise e Campania (nell’ordine +1,8 e +0,6 punti). Si riduce con maggiore intensità (oltre 3 punti) nelle città metropolitane di Bari e Palermo, e nelle province di Vibo Valentia e Caltanissetta. La crescita è invece pronunciata a Foggia, Enna, Isernia e Trapani (tra 7,9 e 3,1 punti).
 
Nei grandi comuni del Mezzogiorno il tasso di occupazione aumenta dappertutto fatta eccezione per Catania (-0,8 punti). La crescita dell’indicatore è inoltre più sostenuta nei comuni di Bari e Napoli (+2,3 e +1,7 punti). Il tasso di disoccupazione diminuisce nei grandi comuni di Palermo e Bari (-3,8 e -2,1 punti) mentre aumenta a Napoli, Messina e Catania (rispettivamente +3,9, +3,2 e +1,6 punti).

Articolo pubblicato il 22 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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