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Verso l'innovazione e lo sviluppo di nuove pratiche didattiche
di Redazione

Il movimento delle avanguardie innovative ha progettato insieme alle scuole strumenti trasferibili tra istituti. Si vuole andare oltre l’erogazione della lezione dalla cattedra verso modalità di apprendimento attivo 



GELA (CL) – Il “Movimento delle avanguardie innovative” per soluzioni didattiche innovative nasce dall’iniziativa congiunta di Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, l’istituto che da 90 anni accompagna l’evoluzione del sistema scolastico italiano) e di un primo gruppo di scuole fondatrici.
 
Il Movimento prende le mosse dalla constatazione che spesso pratiche didattiche inedite e potenzialmente innovative scaturiscono dall’eccezionalità di una singola persona o sono il risultato di un contesto che produce un’organizzazione particolare.
Il cambiamento generato, in entrambi i casi, rischia il più delle volte, di rimanere confinato nell’ambiente di origine, senza riuscire ad emergere. In quest’ottica le Avanguardie Educative mirano a creare i presupposti per mettere in atto un’innovazione trasferibile e sostenibile, attraverso strumenti progettati insieme alle scuole già impegnate in sperimentazioni di rilievo a livello nazionale e azioni di supporto sia in presenza sia in comunità di pratiche online.
 
Si riassumono in sette punti le innovazioni contenute all’interno del manifesto della avanguardie innovative. Il primo punto consiste nella trasformazione del modello trasmissivo della scuola: infatti, si vuole andare oltre l’erogazione della lezione dalla cattedra verso modalità di apprendimento attivo, anche con l’ausilio di simulazioni e giochi didattici. Per fare ciò, occorre sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e dai linguaggi digitali per supportare nuovi modi di insegnare, apprendere e valutare.
 
Occorre poi creare nuovi spazi per l’apprendimento: infatti, la fluidità dei processi comunicativi innescati dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione si scontra con ambienti fisici non più in grado di rispondere a contesti educativi in continua evoluzione e impone un ripensamento degli spazi e dei luoghi in cerca di soluzioni flessibili, polifunzionali, modulari e facilmente configurabili in base all’attività svolta.
 
Non è poi da sottovalutare l’investimento sul capitale umano: infatti, una scuola d’avanguardia è in grado di individuare le occasioni per mettersi in discussione in un’ottica di miglioramento, per arricchire il proprio servizio attraverso un’innovazione continua che garantisca la qualità del sistema educativo. Infine, obiettivo delle scuole d’avanguardia è individuare l’innovazione, connotarla e declinarla affinché sia concretamente praticabile, sostenibile e trasferibile ad altre realtà che ne abbiano i presupposti.
 
Dal lavoro di osservazione ed analisi condotto dai ricercatori Indire, e nel rispetto dei principi del Manifesto, sono state elaborate le prime 12 idee del Movimento. Ogni idea concorre al perseguimento dell’obiettivo comune delle Avanguardie educative: ripensare il modello di scuola affinché possa rispondere alle esigenze di una società della conoscenza in rapida evoluzione.
 
Tre sono le “dimensioni”, strettamente interconnesse, che forniscono il contesto di riferimento per i processi di innovazione innescati dalle idee: didattica, spazio e tempo. La didattica è il motore delle scelte che vanno ad impattare su tempo e spazio: il punto di partenza per innescare un cambiamento che superi le rigidità del calendario scolastico, l’orario delle lezioni e la parcellizzazione delle discipline da un lato (dimensione tempo), i limiti strutturali dell’aula con i banchi allineati e gli arredi fissi che confliggono con la dinamicità dei processi comunicativi resi possibili dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (dimensione spazio).
La ricerca e l’esperienza confermano che l’innovazione non funziona se viene esclusivamente calata dall’alto, al contrario “attecchisce” e non viene rigettata se si innescano dinamiche di contagio.
 
La strategia che è alla base del Movimento delle Avanguardie educative è proprio quella di fare sistema tra una rete di attori che, a volte stressando le possibilità offerte dall’autonomia scolastica, altre individuando soluzioni alternative, hanno già mosso i primi passi nel tortuoso cammino dell’innovazione.
 
Le scuole che hanno interesse ad innovare i propri modelli didattici e organizzativi possono “adottare” una o più delle idee proposte da Indire. A tal fine sono previsti percorsi di assistenza fatti di webinar, materiali utili all’implementazione e trasferibilità dell’idea stessa, seminari residenziali, un ambiente online di raccordo e condivisione di esperienze secondo la logica della comunità di pratiche.
Le scuole potranno proporre anche le proprie sperimentazioni, che verranno valutate e potranno arricchire la galleria di idee già esistenti.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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