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Appuntamenti che si rinnovano da anni. Fra rappresentazioni, riti e processioni
di Redazione

Da Trapani a Enna, passando per Caltanissetta, il Mistero Pasquale viene rievocato con grande partecipazione dei fedeli. La Settimana Santa in Sicilia è da sempre caratterizzata da teatralità e profonda simbologia 

Tags: Pasqua, Speciale Pasqua 2018



Si ringrazioano:
Centro Sicilia
Conad
Comune di Caltagirone
 

 
PALERMO - La Pasqua in Sicilia è la ricorrenza che, fin dai tempi più antichi e più di ogni altra, ha suscitato in tutto il territorio dell’Isola, un’intensa partecipazione popolare. Nel corso della Settimana Santa è un susseguirsi di rappresentazioni e processioni che hanno come intento quello della rievocazione e commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. I cortei che si snodano per le vie delle città sono formati dalle confraternite delle arti e dei mestieri nei loro caratteristici antichi costumi, seguite dal clero con i paramenti quaresimali, nonché da simulacri di Gesù morto, della Madre sua in dolore e dagli altri personaggi che contornano la Passione di Cristo. Ma più spesso queste rappresentazioni sono impersonate dai fedeli che raffigurano con grande pathos i tristi momenti del Calvario di Gesù.
 
La presenza attiva della gente è sentita a tal punto che, anche a livello emotivo, i sentimenti del dolore per la Morte prima e poi della gioia per la Resurrezione del Redentore, appaiono autentici per la teatralità che assumono nei vari passaggi del ciclo pasquale. Forte è la simbologia che connota e caratterizza la Settimana Santa, sia a livello decorativo degli scenari - per la presenza di elementi ormai rituali quali il grano, il pane, il colore viola dei paramenti, i fiori e altro -, sia a livello metaforico in quanto si vuole che la Pasqua, che cade sempre in Primavera, rappresenti il risveglio della natura dopo il letargo invernale, e quindi la rinascita della vita e il trionfo del bene sul male.
 
Il Mistero Pasquale viene rievocato anche nei più piccoli centri di tutta la Sicilia per la voglia di non mancare alle tradizioni ma soprattutto per dare espressione ai propri, autentici sentimenti religiosi. Ma in alcune località le celebrazioni assumono una spettacolarità particolare tale da creare un’atmosfera di lutto e di dolore da cui è impossibile sottrarsi.

A Trapani (con appuntamenti che quest’anno hanno preso il via il 26 marzo per concludersi domani) famosa è la Processione dei Misteri del Venerdì Santo, nel corso della quale vengono portate a spalla pesantissime statue di legno, i “misteri”, la cui fattura risale a vari secoli scorsi, che rappresentano le varie scene della passione di Cristo.
 
Stessa ritualità si svolge a Caltanissetta con la Processione dei Misteri del Giovedì Santo, nel corso della quale attraversano le vie della città sedici statue raffiguranti le varie stazioni della Via Crucis (anche qui l’appuntamento con fedeli e turisti ha preso il via giorno 26 e si concluderà nella giornata di domani).
 
E ancora a Enna dove il Venerdì Santo si muove una processione cui partecipano le Congregazioni, antiche corporazioni delle arti e dei mestieri riconosciute fin dai tempi dei sovrani spagnoli, i cui circa duemila confratelli, incappucciati nei costumi propri delle singole confraternite, sfilano portando su vassoi i 25 simboli del Martirio di Gesù. Seguono poi, nel silenzio più assoluto, le “vare” del Cristo Morto e dell’Addolorata. Poi Adrano, dove si svolge la Diavolata, sacra rappresentazione d’origine medioevale, e ancora Taormina, Milazzo, Erice, Modica ove si svolge una Via Crucis vivente, a Mineo con le sfilate dei nudi, Militello con la processione notturna del giovedì Santo al monte Calvario e la via Crucis vivente del giorno successivo.
 
E ancora decine e decine di celebrazioni che è qui impossibile citare. In definitiva tutte le città della Sicilia interpretano la ricorrenza pasquale secondo gli antichi usi e le profonde tradizioni del luogo. Elemento comune a tutte però la sentita partecipazione delle varie comunità e la rievocazione da parte delle stesse con sentimenti di mestizia propri del lutto per la Morte del Cristo e di gioia per la successiva Resurrezione (celebrazioni avviate lo scorso 26 marzo e destinate a chiudersi domani).
 
Anche sul piano gastronomico la Pasqua viene commemorata con una serie di preparazioni rievocative della ricorrenza: in primo piano l’agnello che viene cucinato secondo le tradizioni cittadine e poi le pecorelle di pasta reale così come di pasta reale sono i frutti coloratissimi che le contornano. E ancora le cuddure o aceddi cu l’ova una sorta di grande biscotto, a volte a forma di uccello, in cui sono incastonate una o più uova. E infine la cassata tipico e rinomato dolce siciliano ormai noto in tutto il mondo che trae origine dalla ricorrenza pasquale.
 
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Articolo pubblicato il 31 marzo 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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