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Quotidiano di Sicilia

La Regione prova a disinnescare la "bomba" Mazzarrà Sant'Andrea
di Rosario Battiato

La Giunta ha deliberato un’azione da mezzo milione di euro per gestire lo sversamento di percolato. Nel comune messinese una delle discariche “chiuse” più pericolose dell’Isola 



MESSINA – Un impegno importante per sanare una delle discariche chiuse più pericolose di Sicilia. Lo scorso 28 marzo la Giunta regionale ha deliberato un’azione da circa mezzo milione di euro per gestire lo sversamento di percolato della discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, comune in provincia di Messina, ed effettuare interventi idonei alla immediata salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente.
 
Una scelta forzata che si configura come sostitutiva in seguito agli inadempimenti del gestore e del Comune. In altri termini, una necessità dettata dall’impossibilità di agire dei due soggetti che sarebbero chiamati a farlo: “dissestata situazione finanziaria del gestore della discarica”, si legge sulla delibera, e “impossibilità da parte del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, territorialmente competente, a intervenire in via sostitutiva, poiché in stato di dissesto finanziario”. Date queste premesse, la Regione ha ritenuto di intervenire in via sostitutiva “reperendo le risorse finanziarie necessarie per gli interventi nel bilancio (della Regione, ndr), da recuperare in danno del soggetto inadempiente, anche attraverso interventi ispettivi e sostitutivi in materia di gestione integrata dei rifiuti”.
 
Due i passaggi determinanti. Priorità al prelievo del percolato per evitarne lo sversamento, per un importo di 200 mila euro, sulla base di un calcolo del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, che sarà sufficiente ad assicurare un periodo di smaltimento del percolato di circa 60 giorni, e quindi consentire l’intervento di sostituzione parziale di capping provvisorio, per un importo di circa 304 mila euro, al fine di mitigare la produzione di percolato e per adottare le misure di messa in sicurezza del sito.
 
Ad agitare le acque torbide della messa in sicurezza del discarica era stato il deputato stellato Alessio Villarosa che, alla fine di marzo, aveva diffuso una nota stampa per riassumere la risposta del ministro Galletti all’interrogazione presentata sulla situazione del sito di Mazzarrà Sant’Andrea: “Dagli inizi di febbraio è Musumeci il Commissario per la Regione Siciliana sulla questione rifiuti e che quindi sarà lui ad intervenire anche sulla problematica legata alla discarica”.
 
Poi un ulteriore passaggio: “Al ministero fino ad oggi, è pervenuta solo una richiesta di risorse finanziarie per provvedere alla chiusura, messa in sicurezza e gestione post–operativa dell’impianto”. Nell’intervento del deputato, inoltre, si spiegava che la “discarica, nell’imminenza, è finalizzata alla raccolta e smaltimento del percolato e il Ministero ha messo a disposizione, a giugno 2017, un gruppo di tecnici per procedere, in collaborazione con l’Arpa Sicilia e le Amministrazioni locali, all’individuazione delle misure di prevenzione specifiche, ai sensi dell’art. 304, comma 3, del D.Lgs. 152/2016, necessarie per la messa in sicurezza della discarica”.
 
La storia della discarica messinese è nota e particolarmente controversa. Chiusa e sequestrata, non è ancora messa in sicurezza. Nella primavera dello scorso anno fu al centro di una denuncia di diversi esponenti politici regionali e locali a causa della mancata gestione del percolato, nonostante la presenza di un impianto, costato circa 3 milioni di euro, che avrebbe la funzione specifica di smaltirlo.

Articolo pubblicato il 10 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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