Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Depositi bancari, in Sicilia +5,1% nell'ultimo trimestre del 2017
di Valeria Arena

Banca d’Italia: leggermente positivo invece, il dato sulle sofferenze bancarie che a dicembre scende a 64,4 mld. La crisi attanaglia ancora la nostra Isola che, anziché investire, preferisce fare la formica 

Tags: Banca, Sicilia



PALERMO – Prosegue, anche nell’ultimo trimestre 2017, la tendenza che vede in Sicilia l’aumento di depositi e una leggerissima flessione dei prestiti. Secondo l’ultimo report pubblicato dalla Banca d’Italia, tra ottobre e dicembre dello scorso anno, nella nostra isola i depositi si sono attestati intorno ai 61 miliardi di euro, cifra che al Sud è seconda solo a quella della Campania, che invece viaggia sui 63 miliardi. Si tratta per altro di un sostanzioso aumento rispetto ai 58 miliardi di euro registrati nel terzo trimestre dello stesso anno.
 
In particolare, i depositi relativi alle società non finanziarie si attestano sui 5,301 miliarsi (5,9 tra luglio e settembre 2017), quelle delle famiglie produttrici sui 2,7 miliardi (2,6 nel trimestre precedente), mentre quelle delle famiglie consumatrici si fermano a 50,2 miliardi, contro i 48,2 dei mesi precedenti.
 
Un incremento che tradisce il senso di profonda incertezza che ancora attanaglia i siciliani, i quali hanno ancora parecchia paura di investire i propri risparmi e preferiscono comportarsi da formiche, piuttosto che spendere, rallentando allo stesso tempo i consumi.
 
D’altra parte, la Sicilia è regina di record negativi nel quadro socio-economico nazionale. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, infatti, nel 2015, erano oltre 2 milioni e 700 mila gli isolani a rischio povertà ed esclusione sociale, il 55,4% della popolazione totale. Dato di gran lunga superiore a quello della media del Mezzogiorno (46,4%), del Centro (24%) e del Nord (17,4%).
 
A ciò si aggiunge un reddito pro-capite davvero basso, fermo a 15.305 euro, secondo i dati Mef, soprattutto se paragonato a quello relativo alla media nazionale, 20.630 €, un Pil tra i meno alti di Italia, il quale, secondo l’Istat, nel 2016 si attestava a 82 miliardi, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+0,3%). Nello stesso intervallo di tempo, l’Italia cresceva dello 0,9%.
 
Sostanzialmente invariati gli importi relativi ai prestiti. La Banca d’Italia registra infatti 24,5 miliardi di euro per società finanziarie e famiglie produttrici, contro i 25,1 del terzo trimestre 2017, di cui 4,7 miliardi per l’industria, 3 miliardi per l’edilizia, 14,7 miliardi per il settore dei servizi e 7,2 miliardi per le piccola imprese. Stessa tendenza per le famiglie consumatrici, i cui prestiti, alla fine dello scorso anno, sono stati 30,3 miliardi, a fronte dei 30,5 miliardi del trimestre luglio-settembre.
 
A dicembre 2017, tuttavia, di positivo c’è il calo delle sofferenze bancarie nette. Secondo il rapporto Abi sui dati della Banca d’Italia, dopo la pausa di novembre, ci si è fermati a 64,4 miliardi, contro i 65,9 dello scorso mese. Un notevole decremento se consideriamo che alla fine del 2016 le sofferenze si attestavano intorno sugli 86 miliardi di euro.
 
Ciò nonostante, la situazione economica di famiglie e imprese siciliane continua ad essere particolare sofferente. Secondo quanto pubblicato da Cribis, nell’Isola le aziende continuano a chiudere: lo scorso anno, infatti, la Sicilia ha risalito una sola posizione delle classifica nazionale relativa all’andamento dei fallimenti in Italia con 745 imprese chiuse in un solo anno.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐