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Amianto, una strage senza fine
di Rosario Battiato

L’Osservatorio nazionale: nel 2017 più di 600 decessi nell’Isola per patologie asbesto correlate. In Sicilia 600 strutture con presenza certa tra cui scuole e uffici Pa. Bonifiche? A rilento

Tags: Amianto, Sicilia, Ambiente, Ruggero Razza



PALERMO – Quella dell’amianto siciliano è una storia ultra decennale eppure tristemente attuale. La legge nazionale 257 del 1992 affidava alle Regioni il compito di predisporre piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, un compito ribadito due anni dopo con il dpr dell’8 agosto del 1994.
La Regione siciliana aveva emanato il decreto presidenziale del 27 dicembre 1995 che disponeva l’approvazione formale del Piano regionale, che prevedeva, tra le altre cose, l’avvio del censimento delle imprese che utilizzano amianto, delle imprese che svolgono attività di bonifica e degli edifici che presentano amianto libero o in matrice friabile.
Passaggio decisivo è stata la lr 10 del 29 aprile 2014, “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”, che, pur essendo ancora largamente disapplicata, fornisce diverse indicazioni per l’adozione di misure indirizzate alla prevenzione e al risanamento ambientale rispetto all’inquinamento da fibre di amianto.
Anche il ruolo dei comuni risulta fondamentale, soprattutto nell’ottica del censimento dei siti o degli edifici da bonificare – ci sono anche degli incentivi in merito – e per la definizione dei Piani comunali amianto, necessario strumento per operare sul territorio. Ma anche su questo fronte si registrano ritardi evidenti – pochi comuni hanno redatto il piano, circa due su dieci a livello regionale (aggiornamento al 31 dicembre 2016) – sebbene si siano già registrati più di 600 siti con presenza certa di amianto e quasi 12 mila segnalazioni da verificare.
 
1. Nell’Isola ogni anno una strage silenziosa
In Sicilia l’amianto uccide. Lo certificano i dati dell’Ona (osservatorio nazionale amianto), che la scorsa settimana ha organizzato un dibattito, al Palazzo dei Normanni, dal titolo significativo: “Amianto: tutti insieme per fermare la strage”. Un incontro riempito di contenuti pericolosi: “In Sicilia ogni anno vi sono circa 600 morti per tumori legati alla presenza di amianto”, ha spiegato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona.
In dettaglio, la panoramica sulle morti bianche nell’Isola realizzata dall’Osservatorio è sensibilmente più elevata di quella definita dall’ufficio epidemiologico della Regione che, all’interno del “Registro mesoteliomi”, ha registrato, tra 1998 e il 2015, più di 1.300 casi di mesotelioma, quindi circa 80 all’anno tra certi, probabili, possibili e da definire (questi ultimi sono una percentuale irrisoria). Per Bonanni la sottostima dell’osservatorio regionale è dovuta al fatto che “l’ufficio epidemiologico raccoglie solo i dati relativi a questa specifica patologia (mesotelioma, ndr), ma l’amianto è un ‘cancerogeno completo’ che provoca diversi tipi di tumori”.
In questo senso, infatti, alle cento morti censite devono essere aggiunte circa “200 persone decessi per cancro polmonare, l’amianto, infatti, molto spesso aumenta gli effetti dei cancerogeni del fumo”, e poi “i decessi per cancro alla laringe o le donne che muoiono per cancro alle ovaie”.
 
2. Ruggero Razza: “Avviato un piano per i lavoratori esposti”
Anche la Giunta regionale vuole fare la sua parte nell’ambito più generale dei viaggi della speranza per curarsi. Lo ha dichiarato Ruggero Razza, assessore regionale alla Salute, proprio in occasione dell’incontro organizzato dall’Ona. “Migliorare la cura delle malattie oncologiche e ridimensionare la mobilità dei pazienti siciliani verso gli ospedali del Nord – ha spiegato – sono priorità dell’azione di questo governo”. Razza ha sottolineato come la Sicilia sia “all’avanguardia per la sorveglianza del tumore sul territorio nazionale, con una rete di dati che contribuisce alla definizione del profilo di salute delle popolazioni residenti, integrando informazioni sull’incidenza della malattia oncologica e gli aspetti legati sia all’esposizione professionale che ambientale”.
Inoltre, ha proseguito, le Asp “hanno avviato un programma di sorveglianza rivolto a tutti i lavoratori che sono stati esposti all’amianto e dispone di un protocollo condiviso con il ministero della Salute”, un’azione di monitoraggio che è stata prevista anche all’interno del piano regionale della prevenzione. La rete oncologica, inoltre, è stata oggetto di una specifica linea progettuale “inserita nell’ambito dei Progetti di Piano sanitario nazionale, in relazione alla quale la Regione ha realizzato interventi: sono quasi 33 milioni di euro le risorse destinate alle Asp nell’ambito dei progetti del piano sanitario nazionale per supportare l’assistenza al paziente oncologico”.
 
3. Prevenzione rischi, Lr 10/2014 ancora parzialmente disattesa
Un punto fondamentale dell’incontro organizzato dall’Ona ha riguardato la diffusione di un appello per fare applicare la legge regionale 29 aprile 2014, n.10, approvata all’Ars ormai quattro anni fa, sulla spinta di Pippo Gianni, all’epoca parlamentare regionale.
Si chiama “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto” e, soltanto alla fine del novembre scorso, ha visto l’attivazione, come previsto da uno degli articoli, del “Centro di riferimento regionale per la cura e la diagnosi delle patologie da amianto” all’interno dell’ospedale Muscatello di Augusta, che, nell’idea dei redattori della legge, avrebbe dovuto costituire un presidio unico per tutta la Sicilia per limitare i viaggi della speranza degli anni passati, operazioni necessarie per accertamenti o per le cure.
Restano comunque ancora da risolvere le molte problematiche legate alla mappatura e alla bonifica, anche se il processo di censimento comincia a dare qualche risultato.
 
4. Bonifiche a rilento e mappatura incompleta
A livello regionale non esiste ancora una mappatura completa dei siti da bonificare. Per avere un’idea di massima e non esaustiva del fenomeno, è possibile consultare il portale informativo amianto, ospitato all’interno del dipartimento della Protezione civile, che contiene diversi documenti, tra cui una prima mappatura delle segnalazioni e anche delle bonifiche effettuate. L’elenco degli edifici con presenza certa di amianto è stato pubblicato la scorsa estate e contiene oltre 600 strutture tra siti industriali, scuole, edifici residenziali e uffici della pubblica amministrazione, anche se ci sono 12mila segnalazioni da approfondire. L’aggiornamento relativo alle prime bonifiche è registrato in una prima mappa regionale.
A livello nazionale, stando ai dati diffusi lo scorso novembre dal ministero dell’Ambiente in copertura del 2016, si certifica la presenza di 86mila siti d’amianto. La porzione bonificata, secondo la direzione generale per la Salvaguardia del territorio e delle acque del ministero, ammonta a 7.669 mentre altri 1.778 risultano parzialmente bonificati.
 
5. Alle imprese siciliane 3,8 mln per progetti di risanamento
Con il bando Isi 2017, l’Inail ha destinato poco più di 17 milioni di euro di incentivi a fondo perduto alle imprese isolane. Si tratta dell’ottava edizione dell’intervento che dal 2010 ha visto l’Istituto stanziare complessivamente 1,8 miliardi di euro per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro su tutto il territorio nazionale.
A disposizione delle aziende ci sono cinque differenti assi di finanziamento che si differenziano per destinatari e tipologia degli interventi: progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (6.247.973 euro), progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (4.128.349), progetti di bonifica da materiali contenenti amianto (3.748.784), progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del legno e della ceramica (481.184), e progetti per le micro e piccole imprese del settore agricolo (2.502.442). Per i primi quattro assi c’è un contributo in conto capitale per ciascun progetto pari al 65% dell’investimento fino a un massimo di 130mila euro (massimo 50mila per micro e piccole imprese). Il capitolo per le micro e piccole imprese agricole è pari fino al 40% dell’investimento per un massimo di 60mila euro. Si può partecipare fino al 31 maggio sul sito dell’Inail.
 
6. Interventi negli edifici pubblici ultimi giorni per i contributi
C’è tempo fino al 30 aprile per attingere dai fondi messi a disposizione per la bonifica dell’amianto negli edifici pubblici. A disposizione ci sono 6 milioni di euro per annualità (2017 e 2018). I comuni devono presentare una domanda online sulla base di un progetto e potrebbero avere a disposizione fino a un contributo massimo di 15 mila euro per singola amministrazione, includendo un totale massimo di cinque interventi nello stesso territorio di competenza.
“Il finanziamento – si legge in una nota illustrativa del bando – può coprire integralmente o parzialmente i costi di progettazione preliminare e definitiva degli interventi di rimozione dell’amianto e dei manufatti in cemento-amianto da edifici e strutture pubbliche e successivo smaltimento, anche previo trattamento, in impianti autorizzati, effettuati nel rispetto della normativa ambientale, edilizia e di sicurezza nei luoghi di lavoro”. Tutti i dettagli si trovano sul sito amiantopa.minambiente.ancitel.it. 

Articolo pubblicato il 25 aprile 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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