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Stallo rinnovo contratti dei dipendenti regionali, i sindacati scalpitano
di Raffaella Pessina

Cobas Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna: “Varate norme a rischio impugnativa”. Personale della Regione: il 30 maggio manifestazione di protesta 

Tags: Regione Siciliana, Dipendenti



PALERMO - I dipendenti della Regione sono sul piede di guerra. I sindacati Cobas Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna hanno organizzato per mercoledì 30 maggio, dalle 9,30, una manifestazione a Palermo, in piazza Indipendenza, davanti a Palazzo d’Orleans, e a Catania in via Beato Bernardo, davanti alla segreteria della Presidenza della Regione. “Il motivo della protesta – è scritto in una nota - è legato alla situazione drammatica vissuta dai dipendenti”.
 
I dipendenti regionali se la prendono con il governo Musumeci che dopo le promesse di occuparsi della categoria, in finanziaria hanno approvato leggi sulla materia, consapevoli del forte rischio di impugnativa da parte dello Stato. “Dopo ben sei mesi di indifferenza mostrata dall’esecutivo verso le esigenze dell’amministrazione, si scopre ora quanto abbia realmente a cuore il necessario processo motivazionale del personale per favorire la modernizzazione della macchina burocratica nell’interesse dei cittadini”.
 
Diversa l’opinione dell’assessore regionale alle Autonomie locali e della funzione pubblica Bernadette Grasso di Forza Italia: “Abbiamo mantenuto l’impegno per il rinnovo dei contratti dei regionali”. “Nella Legge di stabilità regionale sono state appostate le risorse necessarie per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego regionale. Un diritto - continua Grasso - che per troppo tempo era stato disatteso e che viene finalmente riconosciuto. Un provvedimento che restituisce dignità ad un’intera categoria di lavoratori. Di concerto con il Presidente della Regione – conclude l’assessore Grasso - ho disposto la convocazione delle organizzazioni sindacali per l’avvio delle trattative”.
 
Dura la risposta sul blog dei dipendenti della Regione siciliana dove si condanna l’assessore Grasso, “che rivela sulla stampa gli accantonamenti di somme stanziate per i rinnovi contrattuali ben sapendo – è scritto - che, quelle stesse somme, non potranno essere utilizzate fintantoché non verranno emanate le direttive di governo che contemplino le richieste di riclassificazione avanzate dai sindacati autonomi e, soprattutto, non verranno nominati i vertici dell’Aran Sicilia (ovvero un commissario straordinario o un commissario ad acta), ancora oggi vacanti e indispensabili per legge per avviare il tavolo trattante relativo ai rinnovi giuridici ed economici del comparto e della dirigenza”.
 
Sulla stessa linea si sono mossi i sindacati di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che ieri hanno scritto agli assessori Grasso ed Armao. “È tempo di passare dalle parole ai fatti. Non è più possibile rimandare il rinnovo del contratto dei regionali in Sicilia, l’unico contratto dell’intera Pubblica amministrazione italiana non ancora sottoscritto. Buona parte dei fondi sono stati stanziati nel Bilancio della Regione, quindi adesso chiediamo di essere convocati al più presto dal Governo regionale per dare il giusto e necessario seguito al confronto con le parti sociali. Non possiamo più accettare una Sicilia fanalino di coda”. “I primi incontri tra il Governo regionale e le organizzazioni sindacali tenuti nel corso dei primi mesi dell’anno – scrivono Gaetano Agliozzo e Clara Crocè della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl – hanno rappresentato soltanto i primi passi per poter allineare la nostra regione al resto d’Italia. Nell’attesa di un’attenta riflessione riguardante il futuro dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione siciliana, è necessario proseguire con i lavori avviati per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, del Comparto e della Dirigenza”.

Articolo pubblicato il 15 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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