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Arresto Montante: indagato Crocetta, la notifica "In diretta"
di Redazione

Al cronista dell'Ansa che gli telefonava, "Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia... aspetti... me lo stanno notificando adesso". Con l'ex governatore indagati gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l'ex presidente dell'Irsap Mariagrazia Brandara. Fava, neopresidente dell'Antimafia regionale, "riflessione politica"

Tags: Crocetta, Indagato, Lo Bello, Vancheri, Brandara, Montante, Catanzaro, Fava, Commissione, Antimafia



"Guardi che non ho ricevuto alcun avviso di garanzia, non ne so niente... aspetti, aspetti" dice parlando al telefono con il cronista dell'Ansa l'ex governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta.
 
Si sentono squilli, Crocetta riprende a parlare: "Me lo stanno notificando adesso" e chiude il telefono.
 
Anche Crocetta, dunque, è indagato dalla procura di Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al finanziamento illecito, nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex presidente di Sicindustria Antonello Montante.
 
Con lui sono indagati anche gli ex assessori alle Attività produttive Linda Vancheri e Mariella Lo Bello e l'ex presidente dell'Irsap (l'ente regionale per lo sviluppo delle attività produttive) Mariagrazia Brandara.
 
Gli indagati sono adesso complessivamente una trentina.
 
Secondo i Pm della Procura di Caltanissetta "l'associazione a delinquere" si sarebbe fondata su un patto di scambio.
 
Crocetta avrebbe nominato gli assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, vicine a Montante, che avrebbero assicurato finanziamenti alle iniziative del presidente di Sicindustria.
 
Quest'ultimo avrebbe ricambiato finanziando la campagna elettorale 2012 del Megafono, il movimento politico fondato da Crocetta.
 
Dagli atti dell'inchiesta dei pm di Caltanissetta emerge che anche Giuseppe Catanzaro, attuale presidente di Sicindustria, ora indagato, era a conoscenza delle notizie riservate su inchieste in corso a carico di Montante.
 
"I due - si legge nella misura cautelare del gip nisseno - parlavano tra le altre cose, del contenuto degli atti istruttori che la Procura stava eseguendo in relazione al passaggio di pen drive dal D'Agata (ex capocentro Dia pure indagato ndr) al Montante cui avrebbero assistito oltre al Venturi, anche i predetti Oddo e Bernava in diverse e distinte circostanze".
 
"Il Catanzaro - scrive il gip - si mostrava già a conoscenza della vicenda  Significativo, in tal senso, è che si sia intromesso nel discorso del Montante facendo proprio riferimento alla 'pen drive' senza che lo stesso lo avesse menzionato".
 
 
Catanzaro, imprenditore del settore dei rifiuti, così come Montante era inoltre "estremamente attivo nel raccogliere informazioni sul magistrato Nicolò Marino", ex assessore regionale all'Energia e rifiuti non riconfermato, nel 2014, dopo uno dei tanti rimpasti di giunta del governatore Rosario Crocetta.
 
Marino si dimise e poi lanciò pesanti accuse sulle "istituzioni che hanno coperto il sistema Montante".
 
Nell'ordinanza è citata anche la testimonianza di Alfonso Cicero, commissario dell'Irsap il quale raccontò che Catanzaro "verso la fine del 2013 - inizi del 2014 - gli aveva confidato che Montante deteneva un dossier ed un video contenente immagini relative alla vita privata del dott. Marino e si stava adoperando per diffonderli mediaticamente al fine di delegittimare costui, che, nella sua funzione di assessore al Territorio e Ambiente, aveva assunto, come detto, posizioni di contrasto con Confindustria Sicilia e con il Catanzaro stesso nella vicenda della gestione dei rifiuti".
 
Intanto l'Ars ha eletto Claudio Fava alla guida della commissione Antimafia.
 
"Un bel segnale" secondo Giuseppe Lupo e Luisa Lantieri componenti Pd della commissione Antimafia all'Assemblea regionale siciliana.
 
"Adesso - hanno affermato - bisogna mettersi al lavoro e sfruttare a pieno anche le nuove competenze che la commissione ha sul terreno della corruzione oltre che su quello di indagine parlamentare sulla mafia e sulla criminalità organizzata".
 
E a questo proposito Fava ha subito dichiarato che "La commissione Antimafia non potrà non aprire una riflessione sull'inchiesta che, al di là delle evidenze giudiziarie, ci consegna una evidenza politica grave: momenti di decisioni importanti per la Sicilia sono stati sottratti alle sedi istituzionali e affidate a sedi private, parallele e clandestine".
 

Articolo pubblicato il 16 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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