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Governo: il fallimento di Conte, rimesso il mandato
di Redazione

L'ex presidente incaricato pentaleghista aveva promesso a Mattarella che avrebbe "fatto ragionare" Salvini e Di Maio sul "diktat" su Savona all'Economia. La boutade dell'impeachment e la convocazione di Cottarelli al Colle

Tags: Governo, Fallimento, Conte, Rimesso, Mandato, Non Fatto Ragionare Salvini E Di Maio, No Savona Economia Impeachment, Cottarelli Al Colle



Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha rimesso l'incarico nelle mani del presidente Mattarella: lo ha annunciato in serata il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.
 
Un fallimento, quello di Conte, il quale quattro giorni fa aveva promesso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avrebbe "fatto ragionare" Salvini e Di Maio.
 
Già allora, infatti, si erano appalesate evidenti forzature sul "diktat" riguardante la nomina a ministro dell'Economia di Paolo Savona, il teorico dell'uscita dalla moneta unica.
 
E con il fallimento c'è stata anche la conferma che quella del premier in pectore non fosse affatto una posizione forte, bensì subalterna ai leader di Lega e M5s.
 
Magari Conte non sarebbe stato un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio ma certamente il suo sarebbe stato un ruolo da premier "a sovranità limitata".
 
Conte è uscito di scena con grande dignità, affermando al Quirinale, al termine del colloquio con il Capo dello Stato che il lavoro compiuto è stato fatto "in un clima di piena collaborazione con gli esponenti delle forze politiche che mi hanno designato".
 
"Come vi è stato anticipato - ha aggiunto - ho rimesso il mandato a formare il governo di cambiamento" e "ringrazio il Presidente della Repubblica e gli esponenti delle due forze politiche per aver indicato il mio nome".
 
"Vi assicuro - ha concluso - che ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo".
 
Nel pomeriggio c'erano stati due lunghi colloqui al Quirinale per Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che hanno visto, separatamente, il presidente Mattarella per cercare fino all'ultimo di sbloccare il governo pentaleghista, senza però recedere sul "Diktat" riguardante Savona all'Economia.
 
Mattarella ha ricordato come il suo compito sia quello di firmare i decreti per le nomine dei ministri "assumendone la responsabilità istituzionale" con "un ruolo di garanzia che non ha subito né può subire imposizione".
 
I motivi del no a Savona erano noti e sono stati ampiamente dibattuti e sviscerati dai giornali nazionali e internazionali.
 
"L'incertezza della nostra posizione nell'euro - ha detto al proposito Mattarella - ha posto in allarme italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L'aumento dello spread fa crescere il debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e i cittadini italiani, a cominciare dal costo dei mutui".
 
C'è anche il forte sospetto che, almeno Salvini, si sia impuntato sul nome di Savona per far saltare le trattative e addossare ad altri - in particolare al Capo dello Stato - il proprio fallimento, con l'intenzione di andare nuovamente a votare sperando di incassare ancora più voti.
 
"La scelta di Mattarella è incomprensibile" ha detto invece Di Maio, aggiungendo: "La verità è che non vogliono il M5s al governo, sono molto arrabbiato ma non finisce qui". E come Giorgia Meloni e l'avvocato Taormina progetta addirittura un impeachment "per alto tradimento" nei confronti di Mattarella.
 
"I grillini che parlano di impeachment sono come sempre irresponsabili" commenta Silvio Berlusconi. "Minacciare Mattarella è indegno" dice Renzi e la Lega si guarda bene dal parlare di messa sotto accusa del Presidente, ma chiede di andare alle elezioni.
 
"Prenderò delle decisioni sulla base dell'evoluzione della situazione alle Camere" ha detto al proposito il Presidente. E ha convocato per domani mattina al Quirinale Carlo Cottarelli, una scelta particolarmente oculata perché il nome l'ex commissario alla spesa pubblica durante il governo Letta potrebbe essere non sgradito anche a grillini e leghisti.
 
Con grande probabilità Mattarella chiederà proprio attraverso Cottarelli a deputati e senatori se vogliono andare a nuove elezioni senza aver fatto partire un governo - e con i mercati in fibrillazione e il rischio di aumento dell'Iva - oppure no.
 

Articolo pubblicato il 27 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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