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Un debito fatale per l'Ato Pa1 ora l'obiettivo è evitare il caos
di Vincenza Grimaudo

Il Tribunale del capoluogo ha dichiarato il fallimento della società d’ambito, in liquidazione dal 2011. Occorre gestire una fase delicatissima, limitando i disservizi per l’utenza 

Tags: Palermo, Ato 1, Rifiuti



 PALERMO - Un vecchio debito che pesa come un macigno: 4 milioni di euro che si trascinavano da dieci anni per l’Ato rifiuti Palermo 1, l’ente che gestisce in diversi Comuni del palermitano la raccolta dei rifiuti. Un debito che ha rappresentato la pietra tombale per la martoriata società d’ambito, che si è vista dichiarare il fallimento dal Tribunale del capoluogo.
 
La sentenza è stata notificata direttamente alla sede centrale dell’Ato in corso dei Mille a Partinico, con tanto di nomina da parte del giudice del curatore fallimentare nella persona dell’avvocato Giovan Battista Coa. Il debito da 4 milioni che ha sancito il fallimento dell’Ato è frutto di una vecchia causa che risale al 2008 per lo smaltimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo, all’epoca gestita dall’Amia. In pratica l’Ato, in difficoltà finanziaria, perché già all’epoca i Comuni pagavano meno della quota che avrebbero dovuto, a sua volta entrò in crisi di liquidità e non pagò la discarica sino ad arrivare a questa enorme cifra.
 
Nel frattempo l’Amia ha ceduto il credito all’Unicredit factoring, società specializzata nel recupero di somme sorte da contenziosi, che ha portato avanti il braccio di ferro sino a oggi. La società d’ambito, oramai in liquidazione dal 2011, ha avanzato la tesi difensiva incentrata sull’impossibilità al fallimento non essendo un soggetto di impresa commerciale. Quindi di fatto si appellava all’ipotesi di potersi considerare un organismo equiparato a un Ente pubblico, dal momento che i soci erano gli Enti locali stessi. Ma questa tesi non è passata.
 
Ora l’Ato rifiuti Palermo 1 è nel caos e del futuro, e soprattutto del presente, non vi è alcuna certezza. A essere preoccupati i lavoratori di Partinico, Borgetto, Cinisi, Terrasini, Capaci e Torretta, paesi ancora amministrati direttamente dall’Ato, al contrario di altri del comprensorio che invece nel frattempo hanno già fatto il passaggio all’Aro, il nuovo sistema di raccolta della spazzatura sorto in seguito alla riforma in materia varata dalla Regione.
 
“A questi dipendenti – ha detto il deputato regionale Edy Tamaio – e soprattutto a quelli rimasti fuori dai nuovi contratti di appalto affidati dai Comuni, va garantito il reimpiego nella nuova gestione del servizio. Auspico che la Srr di Palermo si faccia carico del pieno assorbimento di tutti i lavoratori garantendo la prestazione senza interruzioni”.
 
Intanto, sempre il tribunale ha accolto la richiesta di proroga dell’attività della società, garantendo ovviamente le spese essenziali di funzionamento. La proroga della gestione è stata accettata anche se con una serie di prescrizioni imposte al curatore fallimentare: alcune somme potranno essere utilizzate solo dietro specifica autorizzazione; dovrà poi esserci una rendicontazione con allegata relazione ogni mese. La responsabilità è in capo al commissario straordinario del Comune Maurizio Agnese, o al sindaco quando si insedierà dopo le elezioni amministrative del prossimo 10 giugno, e al commissario straordinario dell’Ato Natale Tubiolo. Dovranno essere loro a traghettare la società d’ambito alla chiusura, garantendo una gestione sana e sobria. Intanto questa proroga ha evitato che potessero scattare i sigilli alla sede amministrativa dell’Ato di Partinico e che venissero licenziati gli operai che raccolgono la spazzatura, sia dipendenti che interinali.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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