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Quotidiano di Sicilia

Disoccupati, formatevi con i tirocini
di Elettra Vitale

Legge 92/2012: dalle linee guida di maggio 2017 opportunità per i senza lavoro di tutte le età: sono 375.000 in Sicilia. Dalla Regione 30 mln per gli stage extracurriculari e 500 € al mese per connettersi al lavoro 

Tags: Lavoro, Disoccupazione, Tirocinio Extracurriculare



ROMA - I tirocini extracurriculari rappresentano una risposta di recente introduzione alla sete di occupazione che colpisce l’Italia e, ancor più la Sicilia. Infatti, se è vero che, stando agli ultimi dati Istat pubblicati in data 31 maggio, ad aprile il tasso di disoccupazione si attesta all’11,2%, stabile rispetto al mese precedente, quello giovanile sale al 33,1% (+0,6 punti percentuali).
 
E, se è vero che ad aprile l’indice di occupazione sale dello 0,3%, è anche vero che si concentra tra gli indipendenti (+1,1%) e tra i lavoratori a termine (+1,4%). Risultano invece in calo i dipendenti a tempo indeterminato (-0,2%). La situazione è ancor più drammatica in Sicilia dove i disoccupati (a dicembre 2017, ultimi dati Istat disponibili a livello territoriale) sono 375.000 e il tasso di disoccupazione tocca il 21,4%.
 
Dai dati Istat emerge un dato positivo: la diminuzione dello 0,2% del tasso di inattività (34%). Dunque più italiani decidono di uscire dal loro torpore per volgersi alla ricerca di un lavoro o di un percorso formativo come lo stage.
 
In tal senso anche la Regione Siciliana ha deciso di attivarsi, pubblicando un bando che dà il via a circa 6.600 stage retribuiti in azienda, rivolto ai soggetti disoccupati e inattivi di età compresa tra i 16 e i 66 anni, incluse le categorie protette. Come si legge nel bando, l’obiettivo sarebbe quello di “favorire l’inserimento lavorativo e occupazionale dei disoccupati di lunga durata e dei soggetti con maggiori difficoltà d’inserimento nel mercato lavorativo”. In questo caso, la remunerazione si attesta sui 500 euro e l’iniziativa prevede una serie di agevolazioni mirate all’assunzione del soggetto che vi prende parte. Una manovra che sembra voler sopperire alle falle del tirocinio extracurriculare finora vigente che, nei suoi termini, è più orientato a fornire formazione piuttosto che occupazione.
 
“Il tirocinio è una misura formativa di politica attiva, finalizzata a creare un contatto diretto tra un soggetto ospitante e il tirocinante, allo scopo di favorirne l’arricchimento del bagaglio di conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il reinserimento lavorativo”. In tal modo, stando all’accordo n. 86 (in Conferenza Stato-Regioni) del 25 maggio 2017, il Consiglio dei Ministri ha provveduto ad aggiornare le linee guida in merito agli stage extracurriculari, mantenendo invece invariati i criteri in merito ai percorsi formativi curriculari.
 
L’esigenza di aggiornare i punti chiave della normativa di riferimento (Legge 92 del 2012) deriva da diversi fattori. La legge Fornero del 24 gennaio 2013 si è rivelata inadeguata in alcuni punti, specialmente per quanto attiene al rapporto tra tirocinante e azienda, che spesso finiva per diventare un fittizio rapporto di lavoro subordinato.
 
La regione Sicilia in data 19 luglio 2017, ha recepito le recenti linee guida, senza aggiungere particolari dettagli all’accordo n. 86, attenendosi letteralmente a quanto in esso stabilito.
 
Ma vediamo più in dettaglio in cosa consiste questa opportunità (allargata ai disoccupati di tutte le età).
 
Soggetti interessati
Nella categoria di tirocini extracurriculari rientrano sia gli stage formativi e di orientamento, rivolti a coloro che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi dall’attivazione, sia quelli di inserimento o reinserimento al lavoro. Nello specifico, coloro che possono accedervi sono:
- soggetti in stato di disoccupazione, come previsto dall’articolo 19 del D.Lgs. 150/2015;
- lavoratori che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, oppure a rischio di disoccupazione;
- individui già occupati che intendono cambiare professione;
- soggetti disabili, svantaggiati, richiedenti asilo, vittime di violenza, titolari di status di protezione sussidiaria o in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari.
 
Durata e indennità di partecipazione
La durata massima dell’attività, non può superare i 12 mesi, fatta eccezione per i disabili, per i quali il programma può essere prolungato fino a 2 anni. In particolare, il decreto 86/17 ha stabilito che il rapporto di formazione non può essere inferiore a due mesi, tranne nel caso di soggetti ospitanti che lavorano stagionalmente e, dunque, si può ridurre il tutto a 30 giorni. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con l’Anpal, ha stabilito che l’indennità di partecipazione per le attività svolte in azienda non può essere inferiore a 300 euro mensili, a fronte di una partecipazione mensile minima del 70% delle ore previste.
Va inoltre aggiunto che, ai fini fiscali, tale indennità è riconosciuta a tutti gli effetti assimilabile con i redditi percepiti da lavoro. In ogni caso, non costituendo un rapporto di dipendenza lavorativa, non comporta la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto.
 
Soggetti promotori: centri per l’impiego, enti di formazione, scuole e università
I percorsi formativi possono essere promossi da: servizi per l’impiego e agenzie regionali del lavoro; istituti scolastici e universitari, statali e non, abilitati al rilascio di titoli di studio, ma anche fondazioni di Istruzione tecnica superiore; centri di pubblica formazione professionale e di orientamento, accreditati tramite convenzioni con la Regione; comunità terapeutiche e cooperative sociali iscritte negli albi regionali; servizi atti all’inserimento lavorativo dei disabili; istituzioni formative private, opportunamente autorizzate dalla regione di competenza e prive di qualsiasi scopo di lucro; l’Anpal o soggetti autorizzati all’intermediazione per conto di essa.
L’elenco completo dei soggetti promotori, il cui ultimo aggiornamento risale al 24/02/2016, è consultabile in versione integrale nella sezione Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro del sito ufficiale della Regione Sicilia (http://pti.regione.sicilia.it), alla voce “Tirocini- Individuazione dei soggetti promotori”.
 
Il progetto formativo specifica le condizioni
PALERMO - Le linee guida specificano che gli obiettivi formativi del percorso debbano essere chiaramente espressi nel Pfi (Progetto formativo individuale), fermo restando che i tirocinanti non possono ricoprire ruoli o posizioni proprie dell’azienda ospitante, sostituire gli altri dipendenti in malattia, ferie o maternità.
Il tirocinante dovrà obbligatoriamente essere protetto dalla copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro prevista dall’Inail, che includerà anche le attività non svolte direttamente presso la sede. Il Pfi, infatti, deve contenere tutte le indicazioni formative, la durata dell’esperienza di tirocinio, le ore giornaliere e settimanali a cui è tenuto il tirocinante, le indennità, le garanzie assicurative e infine le attività che deve svolgere il tirocinante.
Al fine di tutelare i soggetti coinvolti, non è possibile incardinare in qualità di tirocinante qualcuno che abbia svolto il ruolo di dipendente all’interno dell’azienda. L’attività non può essere prolungata oltre i limiti previsti e sarà possibile far svolgere un solo tirocinio al medesimo individuo.
L’attività di stage risponde a dei precisi criteri che fungono da convenzione tra promotore e soggetto interessato e che, dunque, richiedono di attenersi a delle condizioni concordate da entrambe le parti. Sia il tirocinante che il soggetto ospitante, infine, avranno il dovere di attenersi a quanto specificato nel progetto formativo, considerandolo al pari di un contratto.
Al termine dell’attività svolta verrà rilasciato un attestazione finale delle competenze acquisite che viene considerata come standard minimo di servizio a livello nazionale.
 
Aziende ospitanti, attenzione: previsti controlli e sanzioni
 
L’elenco delle aziende che possono ospitare gli aspiranti tirocinanti sono tantissime ed è certamente complicato offrirne un elenco il più possibile esaustivo. Nel caso un soggetto decida di intraprendere tale percorso formativo potrà rivolgersi al soggetto promotore di riferimento nella provincia in cui risiede per ottenere informazioni il più possibile dettagliate. Volendo offrirne un elenco sommario, le imprese coinvolte si occupano dei più svariati ambiti professionali.
Tra le imprese più conosciute in provincia di Catania si possono citare: la STMicroelectronics S.r.l in campo metalmeccanico, la Strada del Vino e dei sapori dell’Etna, l’Accademia Euromediterranea by Studio Ferrera di Gabriella Ferrera, solo per ricordarne alcune del settore privato. Non vanno dimenticate le attività pubbliche come: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - Ufficio delle Dogane di Catania, l’Istituto di Bio-strutture e bio-immagini del Cnr, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (ambito ricerca), l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali o dei Commercialisti e degli Esperti Contabili, l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, ma anche numerosi istituti scolastici di primo e secondo grado come l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "G. De Felice Giuffrida - A. Olivetti", l’istituto comprensivo “G. Parini” e i licei statali "E. Boggio Lera", "G. Lombardo Radice" e “G. Turrisi Colonna”.
Per la provincia di Palermo, invece: l’Agenzia delle Entrate direzione regionale della Sicilia, l’Arpa Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, il centro per la Giustizia minorile, l’Assessorato dell'istruzione e della formazione professionale (Dipartimento dell'istruzione e della formazione professionale), il Ministero della Giustizia - Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per la Sicilia e Federconsumatori Sicilia in ambito pubblico, ma anche Edigma Srl, Banca d'italia e Cot Società Cooperativa in ambito privato.
Nel capoluogo ennese troviamo: la Confederazione italiana agricoltori, il Comune di Enna, l’Azienda sanitaria provinciale in ambito pubblico e, invece, la Biolab Sas, il Consorzio di Bonifica 6 e lo Studio commerciale Fabio Stefano Capizzi in ambito privato.
Per quanto riguarda Siracusa, tra le tante aziende coinvolte si possono ricordare il Consorzio socio sanitario Aretuseo, l’Ance Siracusa, l’Anolf Siracusa - Cooperativa Sociale, l’Exedra Assocazione culturale e l’Ecomac Smaltimenti Srl.
Il percorso di convenzionamento per tirocini extracurriculari, nella provincia di Ragusa coinvolge diversi soggetti ospitanti come l’Associazione di Promozione Turistica Sud Tourism, la Banca Agricola popolare, l’Asp, la Camera del lavoro territoriale Cgil, il Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia Corfilac, la Confindustria ragusana, la Prefettura, ma anche imprese di stampo turistico piuttosto rinomate come il Donnafugata Golf Resort Srl o l’Hotel Villa Carlotta Srl.
Nella provincia nissena troviamo il Centro Macchine Agricole Srl, la Banca del Nisseno Credito Cooperativo di Sommatino e Serradifalco, l’azienda Archimede srl¸ il Movimento Difesa del Cittadino Caltanissetta, lo Studio di geologia ambientale ma anche il Seminario Vescovile nisseno.
Infine, nella provincia di Trapani, troviamo l’Adiconsum, sede di Trapani, il Centro Sportivo Educativo Nazionale, il Consorzio di Bonifica 1, l’Asp, il Consorzio universitario della provincia di Trapani o, ancora, l’Ufficio sorveglianza del Tribunale.
 
 
Controlli e sanzioni per le aziende ospitanti
In diretta corrispondenza con il recepimento delle recenti linee giuda, i controlli sullo svolgimento dei tirocini extracurriculari e sulla loro qualità si sono fatti più stringenti.
L’ispettorato nazionale del lavoro ha infatti il compito di vigilare per evitare che, sotto la veste del percorso formativo, possano nascondersi dei rapporti di lavoro.
A tal proposito si tratta di verificare se il lavoro svolto corrisponde a quanto indicato nel Pfi, nei tempi e nei luoghi precedentemente concordati. In particolare, il superamento delle ore pattuite nel progetto, in misura superiore al 50%, può comportare delle sanzioni dell’azienda.
La Regione stessa, infatti, può intervenire nel decretare l’interruzione dello stage e interdire il soggetto ospitante dallo svolgimento di altri tirocini extracurriculari.
Inoltre, in base alla legge 89/2012, nel caso in cui non venga corrisposta alcun tipo d’indennità, l’azienda verrà multata con una sanzione compresa tra 1.000 e 6.000 euro. Va aggiunto, infine, che l’attivazione del percorso formativo rivolto ai disoccupati deve essere obbligatoriamente comunicato al Cpi di competenza territoriale, che si occuperà di rilasciare la relativa documentazione.

Articolo pubblicato il 07 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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