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Regione dovrà restituire case Forze dell'ordine a Librino
di Redazione

Condannata dal giudice nel 2013 per essersi rifiutata di pagare l'ultima rata di un immobile del valore di tre milioni consegnato alla fine degli anni Ottanta, non ha fatto ricorso in appello. Il Sunia, "chiaro caso di spreco di denaro pubblico" e chiede un incontro a Musumeci

Tags: Regione, Restituire Case Forze Dell'ordine A Librino, Catania, Musumeci, Spreco Denaro Pubblico, Sunia



La Regione Siciliana, inadempiente nei confronti della ditta esecutrice dei lavori, dovrà restituire un immobile di Librino dove dalla fine degli anni Ottanta abita personale delle forze dell'ordine e loro famiglie.
 
La struttura venne edificata a Librino grazie alle legge regionale che prevedeva lo stanziamento di fondi per la costruzione d'immobili da edificare in luoghi ritenuti strategici e da assegnare alle forze dell'ordine impegnate nella lotta alla mafia.
 
Il sindacato degli inquilini Sunia parla di "chiaro caso di spreco di denaro pubblico per gli interessi cumulatisi negli anni".
 
"Quell'immobile doveva rappresentare l'icona della legalità nel quartiere - dice la segretaria Giusi Milazzo - il simbolo della legge, la prova che le istituzioni quel luogo non l'avevano mai abbandonato. Oggi, dopo cinque anni di battaglie, riunioni, interrogazioni parlamentari, servizi giornalistici e televisivi chiediamo al governatore Nello Musumeci e al presidente dell'Antimafia regionale,Claudio Fava, un incontro per porre fine ad un'incredibile vertenza".
 
"Nel 2010 - ricostruisce il Sunia - la Fasano Costruzioni, azienda esecutrice dei lavori, aveva citato in giudizio la Regione chiedendo la risoluzione del contratto di compravendita e la restituzione dell'immobile per il mancato pagamento di una parte del prezzo pattuito: 445.749,30 euro, il 15% del totale".
 
"La Regione - aggiunge il Sunia - è stata condannata con sentenza del febbraio 2013, divenuta definitiva per il mancato ricorso in appello, alla restituzione dell'immobile e al pagamento di 1.600.000 euro, per il lucro mancato, e a 18.000 euro per ogni mese di ritardo nella consegna dei locali, oltre le spese legali: un totale - fa i conti il Sunia - di oltre 5.000.000 di euro, 10 volte quindi rispetto all'insolvenza di 450.000 euro che ha portato la Regione Sicilia a perdere la proprietà dell'immobile".
 

Articolo pubblicato il 08 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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