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Migranti: procuratore Zuccaro, le ong parte di un sistema sbagliato
di Redazione

Secondo il magistrato catanese "Non è la risposta giusta, perché si affida la porta d'ingresso dell'Ue ai trafficanti, criminali senza scrupoli che ricattano "La schizofrenica coscienza dei Paesi europei". Occorre dunque creare hotspot gestiti a livello internazionale. Orfini, "Parole sconcertanti"
 

Tags: Migranti, Procuratore, Zuccaro, Catania, Malta, Ong, Europa



"Le Ong fanno parte di un sistema profondamente sbagliato, che affida la porta d'accesso all'Europa a trafficanti che sono criminali senza scrupoli".
 
Sono destinate a far discutere le parole pronunciate dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro a margine del convegno su "Le nuove frontiere dell'immigrazione" dell'associazione Area Democratica per la Giustizia.
 
II magistrato ha parlato di "Aspetto sbagliato delle cose che non risponde né a senso di umanità né di solidarietà". E ha precisato: "Non parlo di inchieste in corso, non lo farei con i giornalisti, ma di un fenomeno generale".
 
"Le dimensioni del traffico organizzato dei migranti - ha aggiunto - non sono una variabile dipendente soltanto dal volume della domanda, che potenzialmente è inesauribile, e da quello dell'offerta. Ma sono in buona misura condizionate dalle risposte a livello politico, e in minima parte giudiziario, che vengono adottate dalla controparte che più di tutte è coinvolta, e cioè l'Italia".
 
"Se le autorità italiane rinunciano al controllo del flusso migratorio - ha sottolineato Zuccaro - se le misure adottate non vengono coerentemente applicate da tutte le componenti del sistema Italia, allora il fenomeno sarà esclusivamente governato dalle organizzazioni criminali che operano in Libia in un regime di monopolio".
 
 
Tra le prime reazioni quelle del presidente del Pd Matteo Orfini, che ha affermato: "Leggo le dichiarazioni del pm Carmelo Zuccaro secondo cui le ong sarebbero parte di un sistema profondamente sbagliato. Se sono state ben riportate, le trovo onestamente sconcertanti".
 
 "È profondamente sbagliato - ha detto Orfini -  che ci siano trafficanti di esseri umani. È profondamente sbagliato che ci siano veri e propri lager in Libia. È profondamente sbagliato che molti, troppi, preferiscano chiudere gli occhi e fingere che questo non sia un problema. È profondamente sbagliato che uomini, donne e bambini muoiano ogni giorno in mare".
 
"Di fronte a tutto questo - ha concluso - si sceglie di criminalizzare chi ha la sola responsabilità di provare a salvare vite umane, sopperendo spesso all'assenza degli stati e delle istituzioni. C'è qualcosa di incredibile in questo atteggiamento che ahimè non è solo di Zuccaro. Sembra quasi che la nostra unica preoccupazione sia che non arrivino in Italia. Tanto da festeggiare i dati sul calo degli sbarchi. Ma tutto questo si basa su una enorme e terribile ipocrisia: non chiedersi perché non arrivano più. Alle ong che anche in questo momento salvano vite umane io dico solo una cosa: grazie".
 
"Ben altri risultati - aveva detto precedentemente Zuccaro - in termini di vite umane salvate e di storie di violenze e abusi evitati si avrebbe con la creazione di hotspot gestiti a livello internazionale. Che è l'unico modo, a mio avviso, di porre fine veramente al vergognoso traffico di migranti da parte delle organizzazioni criminali".
 
"Il modo più efficace per fermare il traffico di esseri umani - ha osservato il procuratore Zuccaro - è quello delle intese. La solidarietà umana, che non si può non nutrire per persone che fuggono da situazioni di conflitto e di persecuzione di varia natura, non può consentire la sopravvivenza di un sistema che costringe i migranti a compiere un pericoloso viaggio nel deserto, prima, per consegnarsi nelle mani di spietati assassini dopo, di cui diventano ostaggi, e per i quali si organizzano salvataggi in mare per liberarli".
 
"Non mi stancherò mai di ripetere - ha ribadito il magistrato - che l'unico modo di affrontare il crimine organizzato in larga scala è quello di combatterlo senza tregua, inaridendone le fonti di ricchezza e non lasciando che pericolosi criminali possono impossessarsi di ostaggi per ricattare la schizofrenica coscienza dei Paesi europei. Coscienza che funziona a intermittenza. E queste misure appaiono non più indifferibili nell'Ue".
 
Zuccaro è poi intervenuto anche per puntare l'indice sulle autorità maltesi, spiegando che il centro di soccorso italiano in mare "interviene in un'area Sar che è stata estesa a 1,5 milioni di chilometri quadrati, circa, a causa del disimpegno delle autorità maltesi che pure dovrebbero presidiare un'area Sar di non modesta estensione lungo la rotta del mare Mediterraneo centrale, ma che, sistematicamente, rifiutano l'utilizzo dei loro porti per l'approdo".
 
"Dagli atti ufficiali - ha precisato il procuratore di Catania - l'area Sar italiana è di 500 mila chilometri quadrati e non è direttamente confinante con le acque territoriali libiche. Tra le due aree si interpone la Sar maltese, che è di 250 mila chilometri quadrati, dove l'autorità di soccorso di Malta si rifiuta sistematicamente di intervenire alle richieste di soccorso".
 

Articolo pubblicato il 16 giugno 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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