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Impugnativa su Finanziaria, polemiche e scaricabarile
di Raffaella Pessina

Armao difende l’operato del governo: “Immutata la struttura della manovra”. Sindacati all’attacco, Cgil: “Confusione e poca trasparenza” 

Tags: Ars, Finanziaria, Gaetano Armao



PALERMO - Critiche e scarica barile tra Governo regionale e Assemblea dopo l’impugnativa da parte del Consiglio dei ministri sulla legge di stabilità e bilancio 2018.
 
Non sembra cambiare il destino delle leggi regionali siciliane che, appena approvate subiscono irrimediabilmente la censura romana. Questa volta sono stati impugnati una ventina di articoli ma, l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha voluto assicurare che “l’impugnativa del governo statale sui documenti finanziari lascia indenne il bilancio che quindi risulta in equilibrio, mentre del tutto circoscritti - dice - risultano gli effetti delle censure sulla legge di stabilità”.
 
Secondo Armao, “dei 28 rilievi proposti dal Mef ne restano in piedi solo 14 (e non 20) riducendo al minimo le norme impugnate, mentre ben 88 articoli sono indenni”. Armao ha aggiunto che “resta immutata la struttura della manovra di bilancio” e che “non sono pregiudicate in alcun modo le misure adottate dalla maggioranza che ha approvato la legge”.
 
Il vice presidente ha aggiunto che “Delle 14 norme impugnate molte potranno essere emendate già con la prossima legge, superando i rilievi e facendo decadere l’impugnativa, per altre - prosegue - ci difenderemo in Corte costituzionale”. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della commissione Bilancio all’Ars, Riccardo Savona che ha voluto puntualizzare come “Le norme della legge di stabilità, a rischio impugnativa, non sono solo quelle proposte dai parlamentari a Sala d’Ercole o in commissione Bilancio. Parecchi articoli e commi che potrebbero essere censurati dal Consiglio dei ministri, infatti, sono di iniziativa governativa”. “Nessuna polemica con l’assessore Armao – sottolinea Savona –In Aula c’è stato un confronto dialettico che ha, in alcuni casi, indotto ad approvare emendamenti sia della maggioranza che dell’opposizione. Norme che sono state apprezzate anche dal governo regionale. Non è scaricando l’uno sull’altro le responsabilità che si aiuta la Sicilia ad uscire dalla grave crisi economica che l’affligge”.
 
Critici i sindacati che si sono sentiti esclusi dal confronto prima di redigere i documenti finanziari. “La scure del governo su buona parte della legge regionale di stabilità 2018 e il varo da parte della Giunta di un Defr (documento di economia e finanza regionale) carente negli obiettivi e nelle misure correttive e basato su un negoziato Stato - Regione in materia finanziaria che in questo momento non esiste, la dicono tutta sulla confusione e sulla poca trasparenza che stanno caratterizzando l'azione del governo regionale”, ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro sottolineando la poca credibilità di una manovra esitata senza l'ascolto preventivo dei sindacati previsto dalla legge 10 del 1999. Quanto alla legge di stabilità Pagliaro rileva che “molte norme erano senza copertura finanziaria e mancavano le relazioni agli emendamenti approvati. Lo scaricabarile tra Governo e assemblea è assurdo - osserva Pagliaro - è evidente che questa improvvisazione sia da addebitare alla maggioranza, quindi sia all’Aula che al Governo”. Alla luce di tutto ciò la Cgil Sicilia chiede all'assessore regionale all'economia un incontro urgente per chiarimenti sul Defr e sui contenuti dell'impugnativa di parte della legge regionale di stabilità. Condannano la manovra i Cinquestelle.
 
“Quando dicevamo in commissione e in Aula che la finanziaria era infarcita di errori macroscopici che sarebbero certamente stati impugnati, lo dicevamo a ragion veduta – hanno detto la capogruppo all’Ars Valentina Zafarana e il vice presidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri - Se questi sono gli esperti della politica, gli stessi cioè che in un recente passato hanno creato i disastri che ben conosciamo, allora la Sicilia è condannata, nero su bianco. Parola di Consiglio dei Ministri”.
 
Difende i documenti Giuseppe Milazzo, capogruppo di Forza Italia all’Ars: “la Legge di stabilità, su 103 articoli ha subito solo 14 impugnative, tra l'altro che riguardano pochi articoli e singoli commi. Ad eccezione della questione legata al bacino degli ex-Pip, dove in occasione del dibattito in Aula, dal M5s non è arrivata uno straccio di proposta - se non li conoscessi personalmente mi sorgerebbe il dubbio che quasi quasi siano felici di questa impugnativa - ribadisco che su questa vicenda si dovrà ridiscutere a Roma per trovare una soluzione perché è impensabile lasciare 2.800 famiglie in mezzo a una strada”.

Articolo pubblicato il 10 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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