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Quotidiano di Sicilia

Esecutivo britannico in pezzi, si dimettono Davis e Johnson
di Patrizia Penna

I due in forte disaccordo con la premier May contestano la “soft” Brexit 

Tags: Theresa May, Brexit



LONDRA - Giornata di fuoco quella vissuta ieri dalla premier Theresa May che ha visto perdere “pezzi” importanti del suo suo governo britannico.
 
L’euroscettico David Davis, ministro britannico per la Brexit, ha presentato le sue dimissioni al premier May, due giorni dopo che quest’ultima aveva ottenuto il consenso del governo britannico per la proposta di una stretta relazione commerciale con la Ue anche dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.
 
Davis era stato nominato due anni fa come ministro per gestire il processo di uscita di Londra dalla Ue, aveva minacciato a più riprese le sue dimissioni in ragione di disaccordi col premier, convinto che quell’accordo avesse indebolito troppo la posizione del Regno Unito nelle trattative sulla Brexit e avrebbe reso troppo difficile il suo lavoro di negoziatore a causa delle grandi concessioni fatte alle richieste dell’Europa. Le dimissioni hanno avuto un effetto positivo sulla sterlina arrivando a metà della mattinata di ieri a 1,3346 dollari e recuperando anche sull’euro (calato a 0,8821 sterline laddove in precedenza navigava sopra 0,8840).
 
La Commissione europea non ha voluto commentare le improvvise dimissioni del ministro Davis, tuttavia ha accolto positivamente “l’approfondimento” che nei giorni scorsi si è tenuto nel governo britannico sulla strategia futura del negoziato. “Analizzeremo le proposte quando le vedremo scritte”, ha affermato il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, durante la conferenza stampa di metà giornata. Schinas ha aggiunto che i negoziati proseguiranno con May e gli altri negoziatori e ha riferito che domenica il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha avuto un colloqui telefonico con la premier Theresa May.
 
“Sulle dimissioni non abbiamo commenti - ha detto, incalzato dalle domande dei giornalisti - continueremo a negoziare con buona volontà con il nuovo capo negoziatore, con l’obiettivo di trovare un accordo”.
 
Alle dimissioni di Davis hanno fatto seguito quelle di Boris Johnson, ministro degli Esteri. Dopo il recupero della mattinata, brusca inversione di rotta della sterlina, che ha segnato un pesante deprezzamento.
 
I fatti di ieri dimostrano che non è solo la trattativa per la Brexit a vacillare ma è lo stesso governo britannico ad essere sempre più in bilico. Dunque, strada tutta in salita per la premier May. Per lei, si fa sempre più concreto il rischio di elezioni anticipate e di una uscita dall’Unione europea (il 29 marzo 2019) senza un accordo preciso.

Articolo pubblicato il 09 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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