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In Sicilia lotta senza quartiere contro falso e contraffazione
di Margherita Montalto

Le ultime operazioni delle forze dell’ordine hanno meso in luce un giro per decine di milioni di euro. Dalla Guardia di finanza l’elenco dei consigli di difesa per i consumatori

Tags: Contraffazione



CATANIA – L’ostinato fenomeno della contraffazione gestita dai cinesi cade sotto i colpi e gli interventi implacabili della Guardia di Finanza. Clamoroso è stato il sequestro a Palermo di oltre mezzo milione di prodotti di abbigliamento, cinture ed altri accessori per moda, borse, orologi, giocattoli, merce del valore di 5 milioni di euro. I responsabili sono cinesi fermati dal Nucleo di polizia tributaria che ha individuato i due magazzini nei pressi della stazione centrale di Palermo. Inoltre all’interno del “quadrilatero giallo” è stato individuato un altro deposito adibito al commercio all’ingrosso di pelletteria gestito da una cittadina cinese.
Ma non è solo Palermo la sede di questi interventi; anche Catania è protagonista delle indagini effettuate dalla Guardia di Finanza, la quale, mediante appostamenti e monitoraggio costante delle zone maggiormente interessate dal fenomeno criminoso quale la contraffazione, ha portato al sequestro di circa 4.000 pezzi fra giubbotti (2.300), cinture (1.150) e jeans (450) riproducenti il marchio contraffatto di prestigiose marche italiane ed estere (Armani, Gucci, Bossi, D&G).

L’azione di contrasto svolta dalla Guardia di Finanza contro tali illecite attività, che recano un ingente danno all’erario oltre che all’economia nazionale ed europea, continua sempre intensa al fine di tutelare anche la libera concorrenza nello specifico comparto economico. Da tenere sempre in considerazione che “il risparmio” su questo genere di prodotti ha dei costi notevoli a volte anche a carico della salute e della sicurezza se si pensa ai materiali utilizzati. Per passare i controlli doganali e su strada passano questi capi con un’etichetta non griffata e non appena raggiungono il punto vendita sostituiscono l’etichetta. I marchi sono rimovibili. I prodotti sequestrati riportano i segni distintivi facilmente rimovibili per ingannare i primi controlli doganali o su strada e sostituirli, prima della vendita al dettaglio, con quelli di note marche.

Il capitano del 1° Nucleo Operativo del Gruppo di Catania, Orazio Sanfilippo fornisce consigli utili per dare la possibilità all’utente di porre in essere misure idonee a difendersi contro il fenomeno della contraffazione: per gli acquisti rivolgersi sempre a distributori autorizzati che offrono evidenti garanzie sull’origine dei prodotti; porre particolare attenzione agli acquisti di prodotti proposti su internet o da programmi televisivi, soprattutto nei casi in cui non è data la possibilità di visionare e constatare direttamente la consistenza del bene; prestare cautela per le vendite effettuate “porta a porta”; valutare attentamente il rapporto esistente tra il prezzo di mercato del bene e quello attuato dal venditore, molto spesso infatti l’eccessivo divario rappresenta un elemento essenziale della contraffazione; avvalersi, prima di eseguire acquisti di rilevante valore, della consulenza di persone che abbiano maggiore conoscenza del prodotto; controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati e diffidare di quelli privi delle indicazioni d’origine e del “marchio CE”; occorre sempre tenere presente che esistono sanzioni anche per chi acquista prodotti contraffatti; sapere che l’acquisto non consapevole di un prodotto contraffatto equivale ad acquistare, comunque, un prodotto non conforme; in questo caso il risarcimento non può essere né la riparazione, né la riduzione del prezzo, bensì l’annullamento del contratto con la restituzione delle somme pagate.
La vanità non può avere simili costi. Sappiamo benissimo che ostentare il falso è una sfida all’onestà di chi lavora con serietà.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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