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Quotidiano di Sicilia

Giovanni Selvaggi: "Affrontare con responsabilità le emergenze dell'agricoltura"
di Antonella Guglielmino

Forum con Giovanni Selvaggi, presidente Confagricoltura Catania 

Tags: Giovanni Selvaggi, Confagricoltura



 
Quali sono le principali emergenze dell’agricoltura a Catania?
“Posso tracciare un quadro ben preciso. Purtroppo ancora oggi non si sono risolti dei problemi annosi, come quello dei Consorzi di bonifica. Nulla è cambiato: abbiamo chiesto al direttore generale Fabio Bizzini di istituire un tavolo tecnico regionale per cercare di dirimere le vecchie problematiche, che sono rimaste invariate nel tempo. Forse vi è una scarsa volontà politica di rilanciare il nostro settore e questo immobilismo non porta da nessuna parte. Vi è l’esigenza di chiedere al Governo regionale una serie di misure che aiutino chi crede e investe in questo comparto. La zona impiegata in terreni con coltivazioni di Catania è molto ampia, comprende pure quella di Siracusa, e il core business a Catania è rappresentato dagli agrumi, seguito da orticole e olio. Purtroppo il grano ha un prezzo veramente basso, per cui noi non consigliamo più alle aziende di produrlo, dato che non si riesce a coprire le spese. La criticità che riguarda il comparto agrumicolo è rappresentata dalla mancanza d’acqua, quest’ultima necessaria per produrre un ottimo prodotto. Purtroppo, la maggior parte delle zone vocate per la produzione agrumicola sono servite dai Consorzi di bonifica, che da 23 anni sono commissariati per la loro cattiva gestione. Abbiamo contezza che circa 1.000 ettari di terreno nella zona di Palagonia non avranno acqua, perché non c’è la possibilità di riparare un guasto al tornello di Palagonia e, comunque, non basterebbe ugualmente. Manca sia una seria politica di sviluppo che una politica agricola scritta con dei piani ben determinati. Oggi l’economia si basa su livelli globali, con un’altissima concorrenza, per cui dobbiamo concentraci sulle eccellenze prodotte nei nostri territori, aumentando la quantità e la qualità dei controlli tramite i Consorzi di tutela. La mia organizzazione da anni chiede a gran voce barriere fitosanitarie che preservino e garantiscano la nostra sana agricoltura. È necessaria una rivisitazione degli accordi per la vendita dei nostri prodotti verso i Paesi terzi con prezzi blindati. Servono anche dei piani marketing, realizzati ad hoc dalla Regione, con dei testimonial d’eccezione che aiutino a far conoscere le nostre eccellenze agroalimentari al mondo intero”.
 
Giovanni Selvaggi
 
Quale crede sia la soluzione per risolvere il problema dell’acqua?
“I Consorzi di bonifica devono ritornare liberi dai debiti ed essere gestiti dagli agricoltori, come nel passato. Dato che esiste una reale dispersione d’acqua nel sistema, è necessario presentare dei progetti per lo sviluppo della rete idrica, ipotizzando anche come ultima ipotesi di privatizzare il servizio”.
 
I fondi per riammodernare la rete idrica non potrebbero essere quelli europei?
“Si, certo. Ma noi ci chiediamo dove siano finiti 2 miliardi e 200 milioni di questi fondi, considerando che il Psr ancora è fermo e che le misure a superficie non sono state pagate, né tantomeno i contributi per il biologico”.
 
Gli agrumeti sono stati colpiti dalla malattia Tristeza, cosa serve per reimpiantarli?
“Servono le dotazioni finanziare per rinnovare e reimpiantare: bisogna pensare a un costo dai 13 ai 14 mila euro a ettaro. Questa malattia ha distrutto 60.000 ettari di agrumeti e vi è la necessità negli areali vocati di reimpiantare, reinnestare le piante con nuovi portainnesti resistenti alle fitopatie e produrre varietà più gradite ai consumatori finali. In questi giorni si scrive il destino del prossimo quinquennio sulla Pac. È necessario un aiuto accoppiato che valorizzi le produzioni d’eccellenza certificate, per esempio gli agrumi. Nella fattispecie per il Consorzio di tutela arancia rossa Igp, per cui a tutti gli agrumeti che ricadono all’interno dell’areale Igp arancia rossa, regolarmente iscritti, diamo la possibilità d’avere un aiuto accoppiato aggiuntivo, considerando che a oggi abbiamo con il Consorzio di tutela circa 6.000 ettari certificati, con i limoni di Siracusa 1.600 ettari certificati, come Dop Ribera circa 900 ettari. Possiamo ipotizzare di chiedere un plafond di circa 25-30 milioni, da spalmare nel quinquennio, per valorizzare queste eccellenze. Ciò che chiediamo è già applicato nel resto d’Italia: la barbabietola da zucchero ha un premio aggiuntivo di 580 euro circa, ed è una coltivazione che non prevede giornate di lavoro importanti. In proporzione dovremmo avere tre volte questo importo. La Pac viene rimodulata con una voce di spesa, necessaria per valorizzare il produttore che paga per avere la certificazione del biologico, quella per il controllo di qualità”.
 
Ci sono giovani imprenditori che investono nel mondo dell’agricoltura?
“Sì, ma ce ne dovrebbero essere molti di più. Per creare interesse a investire in agricoltura dobbiamo far vedere che c’è qualcosa di positivo nell’intraprendere questa dura e faticosa attività, interesse che deve essere suscitato a partire dalle scuole. Posso assicurare comunque che per me il mio resta il lavoro più bello che ci sia”.

Articolo pubblicato il 18 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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