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Quotidiano di Sicilia

Rifiuti: il decreto del Tar rinfocola le polemiche
di Pietro Crisafulli

Accolta la richiesta di sospensiva dell'ordinanza Musumeci presentata dai sindaci di Palermo Orlando e Catania Pogliese. Ma il Governatore va avanti, "Non possiamo escludere la nomina dei commissari" e accusa "i sindaci che da decenni non si occupano, colpevolmente, della raccolta differenziata". Orlando, "Calamità istituzionale". Decaro punta l'indice sulle Regioni. Lupo, "Musumeci riferisca all'Ars"

Tags: Orlando, Musumeci, Rifiuti, Pogliese, Tar, Decaro, Lupo



"Musumeci riferisca all'Assemblea regionale siciliana come intende affrontare l'emergenza dopo il decreto del Tar sui rifiuti".
 
Lo ha chiesto ieri a tarda sera il capogruppo del Pd all'Ars Giuseppe Lupo, e davvero sembra ci sia bisogno di fare chiarezza sulla situazione dopo l'accoglimento da parte del presidente del Tribunale amministrativo regionale Calogero Ferlisi della richiesta di sospensiva dell'ordinanza sui rifiuti del Presidente della Regione nella parte che prevedeva la decadenza dei Sindaci e delle Giunte dei Comuni che non raggiungono il 30% di differenziata.
 
Secondo l'ordinanza di Musumeci, infatti, se questi primi cittadini non avessero firmato entro il 31 luglio accordi per conferire i rifiuti all'estero, sarebbero decaduti.
 
I sindaci di Palermo Leoluca Orlando e di Catania Salvo Pogliese avevano presentato una richiesta di sospensiva al Tar, chiedendo, come l'Anci, di avere più tempo a disposizione per firmare gli accordi.
 
Veniva inoltre contestato l'obbligo di dover firmare contratti con le quattro società individuate dalla Regione senza gara ma con un semplice avviso: si tratta di una ditta di Bolzano, della D'Angelo di Trapani, della Tech servizi di Floridia e della Sicula trasporti di Lentini.
 
"La sospensione - ha commentato Orlando, anche nella sua qualità di presidente di AnciSicilia -, conferma la necessità, più volte ribadita, di un reale cambiamento della politica regionale in tema di rifiuti dopo anni di disattenzione e assenza di impiantistica che hanno generato una situazione di calamità istituzionale. Resta, ovviamente, l'impegno di tutte le amministrazioni comunali a promuovere la raccolta differenziata e a contribuire a una reale collaborazione istituzionale con la Regione ancora purtroppo condizionata da pluriennale disattenzione e confusione".
 
Secondo Nello Musumeci, invece "Il decreto del Tar di Palermo è il riconoscimento della serietà e legittimità della nostra ordinanza sui rifiuti: si sospende soltanto la decadenza dei sindaci inadempienti, ma si conferma la bontà di tutta l'ordinanza".
 
Musumeci ha citato infatti un passaggio del decreto del Tar in cui si sottolinea come il provvedimento regionale sia sostenuto "da forti e articolate motivazioni", e ha concluso: "Nelle prossime ore il governo della Regione adotterà tutte le misure necessarie, senza escludere la nomina dei commissari, come ci autorizza a fare lo stesso Tar".
 
Nel decreto del Tar si legge però che "la prevista decadenza degli organi comunali" avrebbe potuto "determinare una gravissima situazione di conflitto istituzionale e amministrativo tale da pregiudicare, comunque, il raggiungimento di quegli stessi obiettivi ragionevolmente e legittimamente perseguiti dall'ordinanza impugnata".
 
Il Governatore ha concluso affermando di confidare "Nella leale collaborazione dei Comuni e soprattutto dei sindaci delle grandi città capoluogo", ma non ha rinunciato alla stoccata finale sottolineando che questi "da decenni non si occupano, colpevolmente, della raccolta differenziata, in una disarmante alleanza con passati governi regionali omissivi e compiacenti, utilizzati ancora oggi da alcuni amministratori come comodo alibi per eludere i propri obblighi di legge in materia di rifiuti".
 
Una polemica in piena regola, insomma.
 
Alla quale si aggiunge quella del presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, che ha smentito i dati di Confcommercio sui costi Tari del 2017 e ha affermato: "Sostenere in modo allarmistico che il costo dello smaltimento dei rifiuti è aumentato del settanta per cento negli ultimi dieci anni è falso".
 
"Per una scelta del legislatore - ha spiegato De Caro - dal 2014 in poi la Tari deve coprire integralmente i costi di smaltimento dei rifiuti. Questo significa che se prima i Comuni potevano attingere a risorse del loro bilancio ora, per legge, non possono più farlo ma devono recuperare l'intero costo del servizio attraverso questa tassa. E se i Comuni si limitano a un giroconto, prelevando dai contribuenti per versare nelle casse delle società che gestiscono il servizio, parlare di amministrazioni locali inefficienti è quanto meno fuorviante".
 
Anche Decaro ha puntato l'indice sulle Regioni, alle quali competono il piano di gestione dei rifiuti e la regolazione dell'impiantistica.
 
"I sindaci - ha concluso - sono i terminali del processo. Quelli che cercano di garantire città pulite e che vengono chiamati, dai cittadini, a rispondere di ogni singolo rifiuto non prelevato o strada non pulita. È giusto così, non ce ne lamentiamo. Ma attribuirci la responsabilità di un aumento di costi che non c'è stato e giocare allo scaricabarile non è accettabile".

Articolo pubblicato il 26 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il Tar di Palermo, Orlando e Musumeci
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