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Catania - Sindacati uniti contro il rischio dissesto: "Sarebbe una vera catastrofe per la città"
di Desirée Miranda

Cgil, Cisl, Uil e Ugl chiedono un incontro alla giunta Pogliese: “È il momento della coesione” 

Tags: Catania, Dissesto



CATANIA - Pesano come un macigno le condizioni di dissesto accertate dalla Corte dei Conti di Palermo. Le lancette corrono anche se, complice la pausa estiva, i 30 giorni concessi dai magistrati contabili saranno 60. Un mese di tempo in più per il Comune che ora si trova di fronte a un bivio: presentare ricorso o dichiarare il default. Una opzione giudicata da più parti come un gigantesco mostro da fermare. A fare sentire la loro voce anche i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl che hanno indetto un incontro unitario per analizzare la situazione e chiedere ufficialmente un incontro alla giunta guidata da Salvo Pogliese, al fine di capire meglio le strategie dell’Amministrazione.
 
 
Dal dibattito pubblico è emersa la necessità di fare squadra tra lavoratori, associazioni, istituzioni come Inps e Regione, e partiti a prescindere dalle appartenenze, guardando anche al modello del “Salva Napoli”.
 
La perdita di posti di lavoro, il futuro dei fondi del “Patto per Catania”, l’interruzione del percorso di stabilizzazione dei precari e l’efficienza dell’apparato amministrativo, tra le principali preoccupazioni delle parti sociali.“Come sempre in casi come questi chi paga le maggiori conseguenze sono i cittadini e soprattutto quelli che hanno maggiore bisogno di assistenza”, è il leitmotiv.
 
“Non siamo qui a puntare il dito, questo non è il momento di dire chi abbia le responsabilità, anche perché basta leggere la delibera della Corte dei Conti per capirlo - afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania -. Questo è il momento della coesione e della concertazione perché non possiamo permetterci il dissesto. Rientrare di circa un miliardo e 600 mila euro non è facile e prevediamo tempi bui a cui però dobbiamo fare fronte analizzando bene la situazione ed evitando tagli lineari”, aggiunge.
 
I sindacati catanesi sperano molto in un ricorso perché se è vero che significherebbe rimodulare il piano di rientro con grossi sacrifici da parte di tutti, “il dissesto sarebbe una vera e propria catastrofe - dice Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania -. Significherebbe - spiega - che il Comune non paga i creditori e a cascata si perderebbero posti di lavoro. Catania è stata la locomotiva che ha trainato l’economia della Sicilia e del Meridione - aggiunge - e seppellirla significherebbe seppellire il Sud, non possiamo permetterlo”.
 
Dello stesso avviso e con le stesse preoccupazioni anche Cgil e Ugl. “Indipendentemente dal ricorso noi chiediamo un’azione di rigore nei confronti della gestione della cosa pubblica con provvedimenti di responsabilità per un progetto serio di risanamento della città”, dichiara il segretario generale Ugl Giovanni Musumeci.
 
“Il Comune deve cambiare in toto e pensare in maniera nuova a ogni settore. Serve ad esempio - continua - rafforzare l’ufficio tributi e studiare nuove modalità per agevolare e velocizzare l’accertamento del tributo stesso”.
 
Anche il segretario della Cgil Giacomo Rota manifesta la sua preoccupazione per un eventuale dissesto e oltre che per i servizi sociali, si dice “preoccupatissimo” anche per il settore cultura “troppo spesso considerato non necessario, ma che invece è indispensabile per una città come la nostra” sostiene. Ecco perché “il dissesto è un problema grave e noi sindacati chiamiamo a raccolta tutta la città”, chiosa.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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