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Allarme 5 stelle su Bellolampo, ma sui rifiuti si naviga a vista
di Raffaella Pessina

I pentastellati: crisi alle porte con l’esaurimento della VI vasca della discarica. Piano regionale atteso entro l’anno, ma servono gli Energimpianti  

Tags: Bellolampo, Rifiuti, Ars, M5s



PALERMO - La questione rifiuti resta irrisolta in Sicilia e il Movimento 5 stelle ha inviato una diffida per sollecitare sia il via libera ai lavori alla sesta vasca della discarica palermitana di Bellolampo, sia il procedimento amministrativo per le modifiche sostanziali della piattaforma impiantistica.
 
Con una nota trasmessa con carattere d’urgenza al Dipartimento regionale Acque e Rifiuti e al Dipartimento regionale Ambiente, i parlamentari del M5s Adriano Varrica, Aldo Penna e Caterina Licatini (componenti della Commissione ambiente della Camera), il deputato Ars Giampiero Trizzino e i consiglieri comunali di Palermo Antonino Randazzo e Concetta Amella, hanno inoltrato la diffida “affinché si provveda con la massima urgenza ad adottare ogni utile iniziativa e atto dovuto al fine di definire il procedimento amministrativo avviato su iniziativa del gestore del servizio di smaltimento dei rifiuti Rap Spa relativo alla modifica sostanziale ‘per ampliamento della capacità ricettiva della VI (sesta) vasca della discarica di Bellolampo di circa 200.000 mc’”.
 
La Sicilia rimane in attesa di una riforma sulla gestione dei rifiuti che possa definitivamente risolvere una situazione di perenne emergenza, anche se il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha più volte fatto sapere che per la soluzione del problema ci vorranno almeno un paio d’anni.
 
I 5 stelle però incalzano: “La sesta vasca della discarica di Bellolampo, la sola attualmente in uso, ha una capacità residua di abbancamento di circa 4-5 settimane, trascorse le quali, in assenza di alternative, ci ritroveremo in presenza di una emergenza ambientale e sanitaria e di un potenziale danno erariale”.
 
“Oggi – hanno aggiunto - scadono i termini previsti dalla normativa vigente per l’acquisizione dei pareri e per questo, in caso di ulteriore ingiustificata inerzia verso gli specifici obblighi previsti dalla legge posti a fondamento della nostra diffida, valuteremo di procedere nelle opportuni sedi, sussistendone i presupposti di legge, al fine di far accertare le singole responsabilità penali e amministrative dei soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda”.
 
Nel frattempo la Regione insiste sulla raccolta differenziata, anche se ha mostrato apertura nei confronti dei Comuni inadempienti, ma intenzionati a migliorare: “Agli Enti locali, per non incorrere nel commissariamento, vengono assegnati ulteriori novanta giorni di tempo per avviare tutte le procedure necessarie a raggiungere la percentuale minima del 30 per cento nella raccolta differenziata, ovvero per attuare le procedure per l’invio fuori regione dei rifiuti indifferenziati inquinanti, così come richiesto dal governo nazionale. Ciò visto che le discariche siciliane sono al collasso per i notevoli flussi di indifferenziata conferiti dai Comuni che ancora non fanno la raccolta differenziata e, in primis, Palermo, Catania, Messina”.
 
La Regione ha reso noto che nelle ultime settimane la raccolta differenziata è cresciuta. Trecento Comuni hanno superato il 30% della quota. Di contro, però, ce ne sono ancora novanta che sono lontani dal traguardo minimo.
 
Musumeci, intanto, ha fatto sapere che il Piano rifiuti sarà pronto a fine anno e per quella data è prevista la pianificazione della realizzazione degli impianti, che si spera possano finalmente puntare, come il QdS suggerisce da anni, sul recupero energetico dei rifiuti, così come da tempo accade in altre parti d’Italia e d’Europa. Si lavorerà poi sulla riapertura delle strutture di compostaggio inattive, vigilando inoltre sulla corretta gestione della raccolta e dello smaltimento da parte degli Enti locali.

Articolo pubblicato il 14 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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