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“Crisi agricola, Regione ferma”
di Melania Tanteri

Rappresentanti istituzionali della corrente “lealista” del Pdl puntano l’indice contro la politica di settore. Leontini: “Sprecate risorse dei bandi comunitari, persi 300 milioni di euro”

Tags: Innocenzo Leontini, Giovanni La Via, Agricoltura



CATANIA - Nessuna strategia da parte della Regione Sicilia per il settore agroalimentare, nessun coordinamento tra gli interventi messi in atto, nessuna programmazione.
La denuncia arriva dai deputati all’Ars appartenenti alla corrente “lealista” del Pdl, che ieri hanno tenuto una conferenza per puntare l’attenzione sulla crisi agricola.
Poche le risorse e le strategie messe in campo che, unite alla mancanza di trasparenza dei bandi comunitari, ha portato alla perdita di competitività del settore, con gravi ripercussioni sui produttori, le critiche, e questo, nonostante l’agricoltura per la Sicilia rappresenti un valore produttivo essenziale.

“La crisi non è certo esplosa all’improvviso, eppure – afferma Innocenzo Leontini  – il governo regionale non sembra aver messo in atto nessun tipo di strategia per  far fronte tempestivamente alla grave situazione”.
Tra le accuse lanciate, quella di non aver promosso i prodotti locali in modo adeguato, soprattutto sulle piazze internazionali; di tenere bloccati sostegni economici alle imprese; di attuare politiche farraginose relativamente ai bandi.
“Riguardo i bandi comunitari si è perso tempo e sprecate risorse – aggiunge  Leontini: in tre anni si sono persi finanziamenti per circa 300 milioni di euro. Ci rimangono due anni, ma sembra difficile poter recuperare”.

“Abbiamo perso di vista il mercato e le iniziative messe in campo dalla Regione non sembrano dirette alla risoluzione del problema – sottolinea Giovanni La Via, eurodeputato ed ex assessore regionale all’agricoltura. Relativamente alla promozione del prodotto locale, ad esempio – continua – il governo regionale ha preferito spendendo ben 3 milioni e mezzo di euro per finanziare sagre e feste locali piuttosto che partecipare attivamente alla rassegna europea dell’ortofrutta a Berlino, luogo di incontro tra produttori e distributori internazionali. Non c’è attività nemmeno negli altri reparti; al Vinitaly – continua – le aziende parteciperanno con  risorse private, senza aver nessun contributo da parte della regione, il che si traduce con la mancata partecipazione delle piccole aziende. Ha fatto bene la Provincia di Catania ad inserire in Bilancio 200 mila euro per la promozione degli agrumi”.

Una soluzione sembra essere il “de minimis”, un piccolo contributo agli imprenditori, di 15 mila euro in tre anni, o di 500 mila euro per le aziende trasformatrici, autorizzato dall’Europa nel novembre 2009 ma ancora non utilizzato. Relativamente al sostegno alle aziende,poi, sarebbero 13 i milioni di euro, destinati ai produttori, e fermi nelle casse della Regione.
“Nel 2008 – spiega La Via – il governo nazionale aveva riconosciuto lo stato di calamità naturale, a seguito di una gelata, ed io, da assessore, feci una nota per destinare 13 milioni di euro per rifondere i danni ai produttori. Da allora, però, niente è stato fatto”.

La soluzione indicata dai “lealisti”, è quella di utilizzare le risorse per una corretta programmazione volta al sostegno dei produttori e ad una politica di commercializzazione per dare sbocco ai prodotti sul mercato, attraverso accordi con la grande distribuzione internazionale, sull’esempio della Spagna.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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