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Piano Casa, fra rischi e opportunità
di Giuseppe Bellia

In attesa del dibattito parlamentare previsto per mercoledì, è confronto aperto sulle possibili modifiche da apportare al testo. Romano (Udc): “Sostegno al settore edilizio”. Barbagallo (Pd): “Non si occupa degli edifici a rischio”

Tags: Edilizia, Ars, Piano Casa



PALERMO - è ancora il Piano casa ad accendere gli animi a Sala d’Ercole, dopo un tormentato iter legislativo, tuttora in corso, “frenato” da beghe politiche e soprattutto dai fatti tragici dell’alluvione di Messina del 1° ottobre scorso.
Due, i temi nodali più importanti “sul piatto”: la messa in sicurezza delle abitazioni esistenti e future in Sicilia e il rilancio del settore edilizio in crisi occupazionale da diversi anni.
E così che il dibattito alla Regione si è fatto fervente, dato che si possono presentare emendamenti, sino a lunedì 8 febbraio, in attesa della discussione definitiva fissata per mercoledì 10. Sui “pilastri portanti” del disegno di legge, non si registra un fronte compatto.

Sull’attuale testo converge un inedito asse Udc – Pdl – Pdl Sicilia. Per Fortunato Romano, componente della IV commissione Territorio e Ambiente Ars occorre “non intaccare lo spirito della legge”. “Credo - ha continuato il deputato - che quella per il sostegno al settore edilizio siciliano sia una buona legge, che non va stravolta nel suo impianto generale”. Gli fa eco Franco Mineo del Pdl Sicilia. “L’obiettivo è stato centrato: coniugare il rispetto per l'ambiente e la salvaguardia del territorio con la necessità di garantire la sicurezza degli immobili e un adeguato aumento delle metrature”.

Casa Pd. Il più critico in casa Partito Democratico è il deputato Giovanni Barbagallo. “La legge in discussione all'Ars non é un Piano casa, poiché consente l'ampliamento a chi già la possiede, mentre le tante famiglie che hanno bisogno di una casa non troveranno alcuna risposta. Non viene affrontato il problema della messa in sicurezza degli edifici pericolanti nei centri storici né quella delle abitazioni costruite nelle zone a rischio sismico. In Sicilia - ha continuato il deputato in quota Pd - gli alloggi a rischio, che necessitano di controlli e di interventi operativi di consolidamento e di restauro, sono oltre un milione. Se l'obiettivo è il rilancio del settore edile si potrebbe intervenire più proficuamente con un Piano di riqualificazione energetica degli edifici”.
Sulla stessa scia il segretario regionale dello stesso partito, che chiede all’Esecutivo regionale anche finanziamenti da chiedere al Governo nazionale Giuseppe Lupo. “Il presidente della Regione -  ha continuato - rivendichi dal Governo Nazionale gli investimenti destinati dal Governo Prodi per l'edilizia pubblica in Sicilia e successivamente quasi azzerati dall’attuale Governo Berlusconi”.

Non solo dibattito politico.
Sui miglioramenti tecnici del testo, interviene il presidente della Consulta regionale degli Architetti della Sicilia Rino La Mendola.
Questi sottolinea che il Piano Casa “può costituire un’ottima occasione per sostituire il patrimonio edilizio degradato, promuovendo la demolizione e la ricostruzione, nel rispetto della nuova normativa sismica, delle regole della bioedilizia e del risparmio energetico”.

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fortunato Romano
Fortunato Romano
Giovanni Barbagallo
Giovanni Barbagallo