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Corleone: elezioni tra le polemiche sul M5s
di Bartolo Catania

Il candidato grillino Pascucci va avanti nonostante la "scomunica" di Di Maio per l'idea di dialogare con i parenti dei boss di Cosa nostra. Un video scatena una nuova bagarre. Aperti i seggi anche a Palazzo Adriano, l'altro Comune del Palermitano sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2016

Tags: Elezioni, Corleone, Mafia, Scomunica, Di Maio, Pascucci, Cosa Nostra, Palazzo Adriano



Si vota fino alle 23 di oggi nei seggi aperti stamattina a Corleone, undicimila abitanti, e Palazzo Adriano, duemila, i Comuni del Palermitano sciolti per infiltrazioni mafiose nel 2016.
 
Si vota per eleggere sindaco e Consiglio comunale, ma gli occhi dell'Italia sono puntati su Corleone, il paese di Totò Riina e Bernardo Provenzano, per le furiose polemiche che si sono abbattute sul candidato sindaco grillino, Maurizio Pascucci, di professione assistente parlamentare del senatore catanese del M5s Mario Giarrusso, quest'ultimo in corsa con Morra per la poltrona di capo della Commissione antimafia.
 
Pascucci, infatti, ha pubblicato su Facebook un post con una sua foto insiema al nipote del boss Bernardo Provenzano.
 
L'immagine ritrae i due nel bar di Provenzano con un commento dell'esponente grillino: "...questa mattina colazione allo York Bar. Un buon caffè con Salvatore. Delusione per i maldicenti ..."
 
Quando le polemiche erano scoppiate il capo politico pentastellato, Luigi Di Maio, era stato costretto prima ad annullare la sua partecipazione al comizio di Corleone, poi addirittura a "scomunicare" Pascucci, nonostante questo si difendesse affermando: "La scelta di fare la foto con il nipote di Provenzano è stata condivisa col meetup e con il parlamentare di riferimento del territorio Giuseppe Chiazzese".
 
Ma non solo.
 
In un video del 18 novembre scorso che ha fatto il giro del web scatenando una nuova bagarre si mostra un'iniziativa elettorale con il senatore grillino Mario Giarrusso e la deputata pentastellata Piera Aiello, in cui Pascucci esprime il proprio pensiero di "recuperare i familiari dei mafiosi che non hanno commesso reati" e di "non isolare" solo chi porta un cognome pesante ma prende le distanze dalle azioni criminali del congiunto".
 
Al termine del discorso sia Giarrusso sia Aiello applaudirono.
 
"E neanche dopo - ha raccontato ieri Pascucci - obiettarono alcunchè o mi dissero di non condividere il mio pensiero".
 
Ieri invece Piera Aiello ha dichiarato: "Non condivido il pensiero di Pascucci e ne prendo le distanze" e Giarrusso ha annunciato il licenziamento del candidato sindaco, suo consulente in Senato.
 
Nel meetup del M5s a Corleone lo choc per la svolta inaspettata è ancora forte: da un finale trionfale con il vicepremier Luigi Di Maio a sostenere il candidato grillino in quel comizio finale che campeggiava nei manifesti affissi, alla scomunica e, soprattutto, al silenzio.
 
Nemmeno una telefonata, nessun tipo di contatto: Di Maio ha calato il sipario su Corleone, anche se, in visita a Palermo, ha dichiarato che vi si recherà "presto" per confrontarsi "con la stragrande maggioranza dei cittadini onesti".
 
Ha detto che a chiunque venisse eletto il M5s ritirerà il simbolo, ma Pascucci ha spiegato: "Noi andiamo avanti, i cittadini di Corleone si esprimeranno e decideranno e se il M5s dovrà pronunciarsi sulle singole persone poi lo farà al proprio interno".
 
Come dire, intanto eleggeteci, con quali voti non ci interessa, e poi si vedrà.
 
Di Maio ha lasciato aperto uno spiraglio attraverso Giuseppe Chiazzese, il deputato del M5s che ha ammesso, anche dal palco del comizio finale di venerdì sera a Corleone, che la scelta di fare quella foto fu concordata tra lui, il candidato sindaco e gli altri attivisti del meetup.
 
"Voglio parlare con Chiazzese e sapere da lui quale sia il suo pensiero, perché questa è una vicenda surreale", ha detto Di Maio, ripetendo, "Quella foto, anche se fatta in buona fede, comunica qualcosa di malsano: nnessuno può mai mettere in dubbio che lo Stato sia contro la mafia".
 
Intanto il vescovo Michele Pennisi mette in guardia la cittadinanza: "Bisogna vigilare".
 
Per la cronaca i contendenti di Pascucci alla carica di primo cittadino di Corleone sono l'ex sindaco Nicolò Nicolosi, 76 anni, centrista con un passato da deputato nazionale e regionale e da assessore regionale, e un architetto, Salvatore Antonio Saporito, espressione, con la lista "Viviamo Corleone" di una società civile che si è spesa in questi anni in attività di volontariato sul territorio.
 
Due i candidati a Palazzo Adriano: Nicolò Granà appoggiato dalla lista civica "SiAmo" e Giuseppe Alessi sostenuto dalla lista "Noi ci mettiamo la faccia".

Articolo pubblicato il 25 novembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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