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Quotidiano di Sicilia

Un'avventura nel cuore del deserto del Negev per scoprire il volto meno conosciuto di Israele
di Nicoletta Fontana Conservo

L'evento Arava Yoga Festival, un’ottima motivazione per andare a scoprire un altro volto di Israele

Tags: Israele



L’attesissimo evento di novembre dello Arava Yoga Festival, ormai alla sua decima edizione, che si è svolto nel cuore del deserto del Negev, nel Timna Parc, è stata un’ottima motivazione per andare a scoprire un altro volto di Israele. Una meta indispensabile per coloro che desiderano avere una visione a 360 gradi di questa terra. Un occhio aperto dentro la sua anima più profonda e segreta, al di là della più spirituale Gerusalemme e della spumeggiante Tel Aviv.
 
Dall’Italia si arriva con un volo diretto su Ovda, partendo da Bergamo con Rayanair, ma è importante sapere della prossima apertura del nuovo aeroporto di Eilat: il Ramon Airport, ancora più comodo.
 
Prima tappa Mitzpe Ramon, la piccolissima cittadina situata a 800 metri di altezza affacciata sul Cratere Makthesh Ramon. Prima di addentravi in quella che in passato fu la via delle spezie, pit-stop al Ramon Visitor Center, molto utile per comprendere la formazione e il valore geologico di questo cratere naturale di formazione erosiva, che copre un’estensione di 380 chilometri quadrati. Si può attraversarlo a piedi, in bici o più comodamente con il sevizio jeep, accompagnati da esperte guide. Prima di ripartire, affacciatevi dal suo punto più alto, fuori dal Visitor Center. Da lì è possibile vedere la sua particolare forma a cuore e percepirne l’immensità. (www.negevjeep.co.il).
 
 
Chi decide di percorrerlo a piedi, ha la possibilità di accamparsi con la propria tenda per trascorrere la notte in spazi riservati o rifugiarsi nel più attrezzato campo tendato del Khan Be’erot Camping Ground, situato proprio nel cuore del Ramon Crater. I più esigenti, invece, possono dormire nel Berescheet Hotel: arroccato su una collina e totalmente mimetizzato tra le rocce, questo albergo si pregia di avere una piscina a sfioro con una vista che si apre sul deserto. Da lì è possibile attendere il tramonto, anche intorno a un fuoco acceso, in stile beduin chic, attendendo il passaggio di selvatici mufloni giunti per salutare i visitatori.
 
Il viaggio prosegue verso Arava, alla volta dei Kibbutz. Un tour necessario per avere una più ampia visione di queste storiche associazioni e del loro concepire la vita in collettività. Il Kibbutz Ketura si dedica principalmente ad attività industriali tra cui la produzione di energia solare, ma non si può perdere l’occasione di assaggiare la loro birra kosher, ultima sfida della comunità. (http://arava.org/academics/campus-life/life-on-the-kibbutz/).
 
Poco distante attende l’eco-Kibbutz Lotan, gestito da giovani ambientalisti e idealisti israeliani, che collaborando con l’Università del Massachusetts Amherst, offrono corsi di edilizia naturale, programmi di permacultura e agricoltura biologica. Può essere molto piacevole cenare nel loro piccolo ristorantino e farsi deliziare da un cibo tutto home-made. Le camere sono essenziali, ma molto confortevoli e alla sera in un grazioso giardino, sarà interessante condividere un drink con i giovani che lo abitano, per entrare nello spirito della comunità. (http://kibbutzlotan.com/eco-center-courses/?lang=en).
 
 
Un’esperienza a tutta agricoltura, invece, quella da vivere nel Kibbutz Elifaz, dove è possibile raccogliere datteri, pompelmi, pomodori e zucchine direttamente dalle piante e infine assaporare il raccolto all’interno di un campo tendato che si affaccia sulle coltivazioni e offre una bellissima vista della Giordania. (http://elifaz.co.il/en/).
 
Proseguite poi verso il piccolo villaggio di Tzukin, un ex colonia militare abbandonata e riconvertita in un centro d’arte in cui vivono un centinaio di artisti. Qui si respira un’aria totalmente desert-hippy per il susseguirsi di atelier di eclettici artisti, che creano le loro opere in middle of nowhere. Monili, sculture, quadri e ceramiche, in una varietà di creazioni tutte hand-made.
 
Deserto, però, vuol dire anche camel ride e allora tutti in fila, per inoltrarsi nelle zone più remote del Negev in sella a un cammello. Si parte dal Nachal Shlomo Camel Ranch e alla fine del percorso ad attendere i viaggiatori c’è un aperitivo beduino con pita cotta sulla brace, accompagnata da stuzzichini e tè caldo. Il tutto servito sotto un’autentica tenda tradizionale.
 
E dove può finire questo viaggio dopo tanto caldo e deserto? Tutti a Eilat, per godere delle cristalline acque del Mar Rosso. Da non perdere il Dolphin reef Beach. (www.dolphinreef.co.il/bar.aspx), un sito ecologico in cui si ha la possibilità di nuotare con i delfini che entrano ed escono liberamente dal reef. Una grandissima emozione.
 
 
Alla fine del cammino, fermatevi a prendere il sole nella spiaggia e concludete la giornata a tutto green, dentro la casa sull’albero adagiata sul mare, per un drink davanti al tramonto.
 

 
INFORMAZIONI

 
Arava Yoga Festival
L’Arava Yoga Festival si è svolto all’imbrunire, sotto le colonne di Salomone, nel cuore del deserto del Negev al Timna National Parc. Centinaia di persone, dirette dall’insegnante tedesca Patricia Thielemann, hanno praticano yoga sotto un cielo stellato. Grande energia e connessione universale, canti e meditazione con musica suonata dai Kirtan, balli tribali e music show coordinati dalla band del giordano Atef e dall’israeliano Eli Maman, che insieme hanno firmato la fine della serata danzante intorno al lago (www.yogaarava.co.il/en).
 
Masada
Lungo la strada da non perdere la fortezza di Masada, Patrimonio dell’Unesco montagna simbolo, famosa per l’assedio dell’esercito dei romani e della sua tragica conclusione nel 74 d.C., quando morirono in un suicidio collettivo i giudei che l’abitavano.
 
Mar Morto 
Non c’è nessun altro luogo al mondo in cui si possa approfittare di un’autentica talassoterapia. Entrate nelle sue acque e godetene i benefici, che si vedono già alla prima immersione. Pelle levigata, arti liberi dal gonfiore e forte energia vitale.
 
 
Hotel consigliati
 
Berescheet Hotel (www.isrotel.com/beresheet)
 
Isrotel Gamin (www.isrotel.com/isrotel-hotels/dead-sea/isrotel-ganim/)
 
The Royal Beach Hotel and Resort (www.isrotel.com/royal-beach)

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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