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2050: autonomia energetica in Sicilia. Il Piano della Regione punto per punto
di Rosario Battiato

Il nuovo Pears 2020-2030 che punta a triplicare il fotovoltaico e a raddoppiare l’eolico. Priorità al biometano: la Sicilia potrebbe produrne 42 milioni di m3 sfruttando i rifiuti organici

Tags: Energia, Regione Siciliana, Sicilia, Pears, Biometano, Mobilità, Fotovoltaico, Eolico



PALERMO – Al Dipartimento dell’Energia non hanno dubbi sulle priorità verdi da affrontare. Lo hanno comunicato al QdS, specificando che il “documento più importante su cui si sta lavorando è quello che dovrebbe portare la Sicilia verso l’autonomia energetica dell’Isola al 2050”. Il dettaglio è contenuto nel Piano energetico ambientale, che definirà gli obiettivi al 2020-2030 e che permetterà alla Regione siciliana di dotarsi dello strumento strategico fondamentale per “seguire e governare lo sviluppo energetico del suo territorio sostenendo e promuovendo la filiera energetica, tutelando l’ambiente per costruire un futuro sostenibile di benessere e qualità della vita”.
 
IL NUOVO PIANO. In particolare, il nuovo Pears 2020-2030 dovrà garantire lo “sviluppo delle fonti rinnovabili attraverso lo sfruttamento del sole, del vento, dell’acqua, delle biomasse e della aero-idro-geotermia” e adeguare l’esigenza di “crescita della produzione da Fer con quelle della tutela delle peculiarità paesaggistico-ambientali del territorio siciliano”.
 
IL COMITATO. Per avviare i lavori è stato costituito un comitato tecnico scientifico (Cts) per collaborare con le Università e i principali centri di ricerca la metodologia al fine di condividere gli scenari, gli obiettivi e le linee di indirizzo del Pears nonché le misure ed azioni del Piano. Il comitato composto inizialmente da rappresentanti del sistema universitario e della ricerca regionale (Università siciliane, Enea, Cnr) si è ulteriormente allargato al Gse, Ingv, Terna, Eni e di seguito si è strutturato come un gruppo di lavoro aperto.
 
LE AZIONI. Ci sono alcune leve considerate fondamentali per raggiungere gli obiettivi al 2030, tra queste si prevede la rapida mappatura dei siti “ad alto potenziale” Fer per un successivo snellimento degli iter autorizzativi, una semplificazione degli iter per favorire il revamping e il repowering degli impianti esistenti, il supporto allo sviluppo dell’autoconsumo e la diffusione dei sistemi di accumulo. Inoltre si dovrà lavorare per la predisposizione di bandi per l’efficientamento degli edifici degli enti locali e dei bandi per favorire l’efficientamento energetico delle Pmi, favorendo lo sviluppo della rete elettrica e il miglioramento delle condizioni per la sicurezza degli approvvigionamenti.
 
FOTOVOLTAICO. Obiettivi ambiziosi anche sul fronte della produzione rinnovabile. In prima linea, per il 2030, c’è la volontà di triplicare la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, attualmente in Sicilia c’è la sesta produzione nazionale. Per operare in questa direzione la Regione, di concerto con il Gse, avvierà una “mappatura delle aree attrattive (cave e miniere esaurite, discariche attive e non attive e aree industriali dismesse e non dismesse) e delle aree agricole degradate al fine di stimarne le potenzialità per la realizzazione di impianti fotovoltaici di grande taglia”.
 
EOLICO. Anche per l’eolico, sempre con vista sul 2030, c’è un programma di crescita, in particolare si prevede il raddoppio dell’attuale produzione, considerando che l’Isola è al secondo posto nazionale con 370 grandi impianti e circa 1500 grandi torri installate, assieme ad altri impianti di piccola taglia.
 
BIOMETANO. In questo processo sarà data centralità al biometano e alla mobilità sostenibile. In particolare, il biometano prodotto a partire dagli scarti agricoli, da Forsu e da fanghi da depurazione avrà un ruolo fondamentale, anche grazie alla spinta degli incentivi previsti dal Dm 2 marzo 2018 (cd. decreto biometano) che sovvenzionano il biometano immesso in rete per essere utilizzato nei trasporti. Si prevede che con lo “sfruttamento ai fini energetici della frazione organica dei rifiuti per la produzione di biogas, la Sicilia potrebbe generare fino a 42 Mm3 (milioni di metri cubi)”. Determinante anche l’apporto ai rifiuti, in quanto per questa filiera il biometano dovrà garantire un “effetto volano ai Comuni attraverso la valorizzazione della Frazione organica del rifiuto solido urbano – Forsu, promuovendo l’adozione di modelli di economia circolari attraverso la conversione a veicoli a metano delle flotte comunali utilizzate per il trasporto pubblico”. Determinante anche l’apporto al settore agricolo che vedrà la produzione di biometano derivata dagli scarti agricoli e dai reflui organici. Ultimo passaggio dedicato alla depurazione: in questo settore si prevede la realizzazione di depuratori più efficienti da cui poter utilizzare i fanghi residuali per produrre biometano.
 
MOBILITÀ. Considerando il peso rivestito dal sistema dei trasporti – “circa il 50% delle emissioni di prodotti inquinanti la maggior parte dei quali costituiti dai cosi detti gas clima-alteranti”, specificano dal Dipartimento – e dato il peso dei consumi finali nell’Isola che vede circa il 45% costituito da prodotti petroliferi, principalmente gasolio e benzina per trasporto stradale, si punta al miglioramento dell’efficienza energetica dei veicoli, mediante lo “sviluppo e l’impiego di combustibili e sistemi di propulsione sostenibili, e anche tramite l’ottimizzazione dell’efficienza delle catene logistiche multimodali con l’incremento dell’uso dei modi di trasporti più efficienti sotto il profilo energetico”.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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