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Sanità, troppi laboratori d’analisi
di Giuseppe Bellia

Sono 669 gli erogatori nell’Isola, la Regione ne ha facilitato l’aggregazione sino al 31 marzo 2010. Sicilia con numero erogatori per abitanti, superiore a Lombardia e Veneto

Tags: Sanità, Laboratori Analisi



PALERMO – I laboratori d’analisi in Sicilia sono troppi ed erogano un bassissimo numero di prestazioni per ciascun centro sanitario.
Questo è quanto emerge mettendo a confronto i principali parametri del comparto sanitario (numero d’erogatori presenti nell’Isola in rapporto al numero di prestazioni erogati dagli stessi) della Regione Siciliana con le altre regioni d’Italia. Infatti, secondo i dati forniti dal servizio 5 (Economico e Finanziario) dell’assessorato regionale alla Salute, il numero di laboratori presenti e operanti in Sicilia sono 669, per un numero di prestazioni prodotte nel 2008 pari a 29.484.256, ed una spesa sanitaria a carico della regione pari a 128.379.101 euro.

Se si rapporta la popolazione dell’Isola al numero dei laboratori d’analisi, risulta che la Sicilia ha un erogatore ogni 7.530 abitanti, la percentuale su ogni 100 cittadini è pari a 0,0132.
Questi è ben più alto, rispetto ad altre realtà territoriali. Infatti, facendo un confronto con altre regioni, le Marche, ha un rapporto su 100 abitanti pari a 0,0055 (1 laboratorio ogni 18.057 abitanti)
Terza è la Lombardia, con un laboratorio ogni 18.530 abitanti, pari a 0,0054 erogatori per cento abitanti. Fra le realtà prese in rassegna, è l’Umbria, la regione più virtuosa per numero di erogatori.
Questa ha un laboratorio ogni 49.914 abitanti, su 100 abitanti, il rapporto è pari a 0,0020.

Per ovviare a quest’anomalia del settore, la Regione siciliana ha avviato, il riordino del comparto dei laboratori. L’assessorato regionale alla Salute ha emanato un decreto il 16 settembre scorso denominato “Piano regionale di riorganizzazione della rete delle strutture private accreditate di diagnostica di laboratorio”. Questo prevede, fra l’altro, la possibilità che si possano aggregare più laboratori privati, creando il cosiddetto “gestore unico”. L’obiettivo principale del decreto è facilitare l’unione giuridica - amministrativa delle strutture di laboratorio per ridurne il numero.
Un successivo decreto di modifica, del 18 novembre scorso, pubblicato nella Gurs n. 60 del 24 dicembre, ha esteso la possibilità d’aggregarsi per i centri sino al 31 marzo 2010.

Il dirigente del dipartimento dell’Osservatorio Epidemiologico Maurizio Guizzardi nel corso dell’audizione della seduta n. 62 della VI commissione “Servizi sanitari e sociali” dell’Ars del 21 ottobre 2009 ha spiegato i motivi del riordino della rete regionale dei centri, in quanto questo è “l’unico settore della Sanità che si presta ad un’organizzazione industriale che consente di conseguire economie di scala”. Il decreto è stato messo sul “banco degli imputati” da alcune sigle sindacali del comparto, tanto che n’è stata chiesta la sospensione dinanzi al Tar Sicilia, per presunta indeterminazione dell’oggetto e per aver violato l’art n. 32 della Costituzione riguardante il diritto alla salute. I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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