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Finanza etica, scarso interesse in Sicilia
di Rosalba Mancuso

Gli investimenti etici sconosciuti nell’Isola perché non vengono consigliati da operatori esperti e preparati. Cresce invece la richiesta di prestiti agevolati senza le opportune garanzie (microcredito)

Tags: Nicoletta Aventaggiato, Bartolo Mililli, Finanza Etica, Assonova, Banca Etica



PALERMO - Le spaventose conseguenze della crisi finanziaria dell’autunno 2008, hanno fatto crescere in tutto il mondo l’esigenza di una finanza più etica, fondata cioè sul rispetto dell’uomo.
Ma a parte le parole cosa c’è di etico sul fronte del risparmio dirottato verso investimenti e progetti che rispettano l’uomo, la sua salute e l’ambiente che lo circonda?
E sul fronte dell’accesso al credito per soggetti che non possono offrire adeguate garanzie, perché nati sfortunati o semplicemente più poveri?  In Sicilia, ma anche nel resto d’Italia,  a parte le parole, di etico resterebbe ben poco. Queste le impressioni di un’operatrice del settore, Nicoletta Aventaggiato, referente siciliana di Assonova, Associazione Nazionale Promotori finanziari, che racconta come gli investimenti etici, siano praticamente sconosciuti dai risparmiatori siciliani e non per colpa loro, ma perché non vengono consigliati da operatori esperti e preparati.

Dirottare la liquidazione o i risparmi del lavoro di una vita, verso titoli di aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili, ad esempio, potrebbe essere un investimento utile per il risparmiatore e per l’ambiente, mentre investire in realtà economiche che fanno “affari” sconosciuti all’investitore, rischia di riportarci alla solita finanza spregiudicata, che per chi non l’avesse capito, ha portato al rischio di fallimento dell’intero sistema bancario mondiale.

Diversa la situazione sul fronte dell’accesso al credito, se gli investimenti etici non decollano, cresce, invece, la richiesta di prestiti agevolati, senza garanzie, ovvero di microcredito, da parte di chi vorrebbe avviare un’impresa, ma  non possiede le adeguate credenziali bancarie. Ma anche qui, a fronte di un’elevata esigenza, si contano pochi fortunati.
“ In Sicilia abbiamo le filiali di Banca Etica che praticano la finanza omonima - prosegue la rappresentante siciliana di Assonova - ma da sole non bastano.
Il microcredito viene erogato anche tramite i consorzi fidi, ma è necessario un cambio di mentalità delle banche, il microcredito deve diventare una prassi ordinaria del sistema bancario, perché sia per la finanza, come per l’economia, vale la regola che senza etica non si va da nessuna parte”.

All’interno del mondo della finanza etica oggi si ravvisa anche la necessità di adattare il microcredito alle reali esigenze del tessuto produttivo locale slegandolo dal concetto di mero aiuto assistenziale per trasformarlo in uno strumento di rilancio del tessuto economico. Sul fronte dei dati del microcredito erogato tramite Banca Etica, emerge che in Sicilia su 254 pratiche di finanziamento è stato erogato un microcredito imprenditoriale; in Calabria su 194 pratiche di finanziamento, sono stati erogati 6 microcrediti, per microimprese giovanili; la Puglia su 301 finanziamenti ha ottenuto il finanziamento di 12 progetti di microcredito, uno tramite il canale della Caritas, e 10 tramite la Provincia di Foggia. La Campania su 477 pratiche di finanziamento ha ottenuto 2 microcrediti per capitalizzazione.
In Sicilia, come nel resto della Penisola, le voci di finanziamento tramite Banca Etica, riguardano anche smobilizzo di crediti, tramite anticipi su fatture, e fidi per coprire esigenze di liquidità.
 

 
Microcredito. Aiuti agevolati anche grazie ai consorzi Fidi
 
Nel corso del 2008, a livello nazionale, sono stati erogati da Banca Etica 151 microcrediti per un ammontare pari a euro 931.667, ripartiti fra due linee di intervento: socio-assistenziale, 129 prestiti per un importo di euro 529.289 e microimpresa, 22 prestiti per un importo di euro 402.378. In Sicilia il microcredito è stato gestito anche tramite una convenzione siglata nel 2007 dal Dipartimento Finanze e Credito dell’Assessorato Regionale al Bilancio e Finanze  ed i Consorzi Fidi. Nel 2008, inoltre,  su iniziativa del’Agenzia di Sviluppo Integrato di Caltagirone è nata la fondazione “Microcredito e Sviluppo” e lo scorso anno su 30 progetti presentati per il “miniprestito”, ne sono stati finanziati 4.

Bartolo Mililli, Amministratore delegato della ConfeserFidi siciliana aggiunge, inoltre, che gli aiuti agevolati alle imprese, tramite i Consorzi Fidi, si muovono su due direzioni: fondi di garanzia per imprese in difficoltà colpite da fenomeni come l’usura, in cui si offre alla banca una garanzia del 90% dell’importo finanziato, e finanziamenti agevolati per avviare microimprese. Questa  la formula con cui viene applicato il microcredito in Sicilia, per lo start-up di piccole imprese. I Confidi,  tramite una convenzione con il Fondo Nazionale di Garanzia, possono garantire alla banca l’80% del prestito.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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