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Regione: risarcimento record, ma a rate
di Redazione

Più di due miliardi di euro pagabili, secondo l'assessore Armao, in trent'anni con rate da 71 milioni. La sezione giurisdizionale, romana, della Corte dei conti ha bocciato il ricorso dell'ente, che aveva impugnato la decisione della Corte siciliana di condanna per violazione del Patto di stabilità per ottenere un ricalcolo dell’ammontare del disavanzo.

Tags: Armao, Patto Stabilità, Corte Dei Conti, Due Miliardi



La Regione siciliana dovrà pagare oltre due miliardi di euro - o secondo altri calcoli poco più di un miliardo e mezzo - per ripianare il disavanzo 20017.
 
La sezione giurisdizionale della Corte dei conti di Roma ha infatti respinto - il sette novembre ma la decisione è stata pubblicata nei giorni scorsi - il ricorso presentato nel settembre dello scorso anno dalla Regione che aveva impugnato la parifica per ottenere un ricalcolo dell’ammontare del disavanzo.
 
I magistrati romani hanno ritenuto infatti corretto il calcolo dei colleghi siciliani giudicando che l'ente sia incorso "in un errore di compilazioni o di impostazione della metodologia di verifica del recupero del disavanzo".
 
Nella relazione della Corte dei conti siciliana si leggeva la Regione "non solo non è riuscita a garantire il recupero delle quote di disavanzo applicate nell’anno, pari a 1.955,99 milioni di euro, ma ha anche generato un nuovo disavanzo della gestione, pari a 189,91 milioni di euro, per un totale complessivo di 2.145,9 milioni di euro".
 
Il governo Musumeci puntava ad avere riconosciuto un disavanzo di 536,5 milioni, cifra riportata nel consuntivo della Regione approvato dalla Giunta e poi varato dall'Ars nella legge di Assestamento e nel Piano di riequilibrio triennale.
 
Respinto il ricorso, occorrerà approntare un nuovo Piano di rientro, ma secondo alcuni calcoli il disavanzo da cui occorrerà rientrare sarà di poco più di un miliardo e mezzo.
 
In più, come ha sottolineato il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Gaetano Armao, grazie all'accordo recentemente sottoscritto fra Stato e Regione siciliana ed entrato nella manovra nazionale "entro l’esercizio finanziario 2020 le Regioni possono ripianare in trenta esercizi, a quote costanti, l'eventuale disavanzo".
 
Attenzione però: nella sentenza si legge che "il disavanzo si ripiana ... se nel consuntivo relativo all'esercizio al quale è stato applicato come prima voce della spesa, si accerta un miglioramento del risultato di amministrazione".
 
Insomma, soltanto se non ci sono nuovi disavanzi.
 
Per i giudici contabili, in altre parole, non è ammissibile che durante il piano di rientro la Regione faccia nuovo disavanzo perché renderebbe inutile il tentativo di ripianare il "buco" attualmente presente nei conti siciliani.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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