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Quotidiano di Sicilia

Turismo, la Regione concede i suoi immobili sul mare
di Rosario Battiato

Bando per l’assegnazione a titolo oneroso dei beni che versano in condizione di precarietà da destinare ad attività produttive. Bar, bagni pubblici, ex stazioni e persino un castello (a Butera) tra le strutture che possono essere adibite, dopo ristrutturazione, a stabilimenti balneari, ristorazione e altre attività turistiche

Tags: Turismo, Regione Siciliana



PALERMO – La Regione vuole valorizzare il proprio patrimonio edilizio concedendo a titolo oneroso ai privati alcuni beni immobili presenti nel demanio da destinare - in seguito agli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione, recupero o riqualificazione - alle attività fissate dalle legge regionale 29 novembre 2005 n.15, cioè riferite alla gestione di stabilimenti balneari, ristorazione e somministrazione bevande, aree di intervento per imbarcazioni, esercizi diretti alla promozione e al commercio nel settore del turismo e porti turistici.
 
Il decreto che contiene il bando per l’assegnazione dei beni immobili della Regione siciliana che versano in condizioni di precarietà è arrivato come supplemento ordinario sulla Gurs della settimana scorsa. L’obiettivo prioritario della Regione è la “completa valorizzazione dei fabbricati insistenti sul pubblico demanio marittimo”, stimolando, tramite i privati, lo sviluppo delle attività turistiche e commerciali “compatibili con gli usi del mare”, così da sostenere anche l’incremento delle entrate erariali. Tra le regole previste nel decreto, il divieto, all’interno delle aree demaniali date in concessione, di utilizzare materiali in plastica “usa e getta” non compostabile.
 
I beni immobili sulle aree demaniali marittime della Regione Siciliana che “versano in condizioni di precarietà accertata” sono stati individuati con decreto dall’assessore regionale per il Territorio e per l’Ambiente. Questi ultimi potranno essere concessi a titolo oneroso con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo compreso tra 6 e 50 anni “anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche compatibili con gli utilizzi del demanio marittimo”.
 
A disposizione ci sono 19 lotti distribuiti tra Palermo (2 immobili a Sferracavallo e Addaura), Agrigento (1 ex bar e ristorante), 1 a Ribera (località Secca Grande), 2 a Fiumefreddo (entrambi ex Bagni Pubblici a Marina di Cottone) 2 a Riposto (entrambi della ex Agenzia delle Dogane), 2 a Mascali (ruderi in località S. Anna), 1 ad Acireale (ex stazione di servizio a Pozzillo), 1 a Butera (Castello di Falconara), 2 a Gela (pontile sbarcatoio sul lungomare e fabbricato al porto rifugio), 1 a Scicli (lanterna-semaforo), 1 ad Avola (ex caserma della finanza a Capo Negro), 1 a Favignana (ex abitazione a Punta sottile), 1 a Castellammare del Golfo ( ex ristorante in Via Plaja) e quindi l’ultimo a Mazara del Vallo (ex casa agricola lungo la strada provinciale Torretta Granitola). Il canone a base d’asta varia tra 990 euro e poco meno di 20 mila euro per la più alta. La concessione, ovviamente, sarà soggetto al pagamento di un canone annuo.
 
Possono partecipare gli operatori economici (anche stranieri), cioè imprenditori individuali, incluse società e cooperative, consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro, i consorzi stabili, i raggruppamenti di operatori economici, include le associazioni temporanee.
 
Il termine di presentazione delle domande è il 30 aprile 2019. Entro quella data bisognerà inviare i plichi con le offerte agli uffici dell’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, dipartimento dell’Ambiente, ufficio protocollo, in via Ugo La Malfa 169, 90146, Palermo. Tutti i dettagli si trovano nel supplemento ordinario alla Gurs della scorsa settimana.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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