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Quotidiano di Sicilia

Call center: prefissi per riconoscerli
di Marco Carlino

0844 per chiamate commerciali, 0843 per quelle a scopo statistico: ma restano dei limiti. La delibera però non impone l’uso dei prefissi: lo si può evitare ricorrendo a numero rintracciabile

Tags: Call Center



ROMA - Importante novità in tema di call center. L’Agcom, in riferimento a quanto richiesto dalla legge 5/2018, ha messo a disposizione due prefissi specifici per i call center, che permetteranno agli utenti di individuare le chiamate telefoniche finalizzate ad attività di ricerche di mercato, pubblicità, vendita o comunicazione commerciale e quelle volte a realizzare indagini statistiche (delibera n. 156/18/CIR del 26 settembre 2018).
I due prefissi scelti sono: 0844 per le chiamate promo-commerciali e 0843 per le telefonate finalizzate ad attività statistiche.
 
Quella che però sembra una piccola rivoluzione presenta qualche limite che fa ancora discutere e che non soddisfa del tutto le esigenze dei consumatori. La creazione dei due prefissi non basta infatti ancora per la loro effettiva messa in funzione, in virtù del mancato accordo tra la Fondazione Bordoni che gestisce il Registro delle opposizioni e le compagnie telefoniche che hanno le numerazioni dei call center. Senza questa intesa i nuovi prefissi rimangono inutilizzabili. Una volta raggiunto l’accordo tra l’operatore di comunicazione elettronica e il call center interessato, l’Agcom poi concede altri 180 giorni per portare a termine le disposizioni contenute nel provvedimento.
 
La delibera, in più, non impone ai call center l’uso dei prefissi in modo obbligatorio ma consente un’alternativa. Infatti, i call center potranno evitare il prefisso specifico ricorrendo ad un numero telefonico individuabile e richiamabile, un numero visibile e al quale possono essere ricontattati dall’utente in cerca di informazioni sull’identità di chi chiama.
 
In altre parole gli operatori che lavorano nei call center potranno utilizzare anche numeri diversi da quelli con codice 084, definiti dalla delibera, con il solo obbligo che siano contattabili tramite questi numeri. Il vincolo allora è solo quello di assicurare che a quei numeri risponda un sistema IVR (Interactive Voice Responder), attivo tutto il giorno e che fornisca le informazioni complete relative alla società chiamante e che permetta all’utente di poter richiedere di essere ricontattato.
 
Quindi se i call center dovessero decidere di adottare questa soluzione, il problema di ricevere telefonate da molti e diversi numeri, come avviene adesso, senza avere la certezza di individuare chi sia il chiamante persisterebbe e così verrebbe meno l’intento della nuova legge.
 
L’Agcom fornisce allora una soluzione in soccorso degli utenti per proteggerli dalle cosiddette telefonate moleste. Se riceviamo con insistenza delle chiamate da un numero che non conosciamo, possiamo scoprire se appartiene a un call center: basterà andare sul sito dell’Autorità, accedere nell’ apposita area e inserire il numero che ha chiamato: in questo modo sarà possibile risalire all’anagrafica dell’attività di call center.
 
Ma anche in questo caso non è tutto oro quello che luccica. Il sistema, infatti, utilizza il database del Roc (il Registro degli operatori di comunicazione) quindi si potrà risalire all’attvità solo se questa risulti iscritta in questo elenco, in caso contrario la ricerca non produrrà alcun risultato.
 
Inoltre si possono rintracciare solo numeri nazionali, visto che il registro riguarda solo le attività commerciali presenti in Italia e non quelle estere.
Infine il sistema potrà indicarci solo genericamente che a contattarci è stato un call center ma non sarà in grado di specificare di quale attività commerciale si tratti.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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